pignatone procura di roma

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Per i pm il giudice più potente d’Italia era contiguo alla mafia: media muti
A destra Giuseppe Pignatone (Ansa)
I pm di Caltanissetta danno credito a chi sostiene che la toga fosse «a disposizione» di imprenditori malavitosi. Avrebbe pure affondato il dossier «Mafia e appalti» isolando Falcone e Borsellino. Eppure i media sorvolano.

Per anni i magistrati della Procura di Roma, che oggi indagano sui rapporti economici tra l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Mauro Carroccia, ristoratore e presunto prestanome del clan Senese, sono stati guidati da un procuratore che gli inquirenti di Caltanissetta accusano di avere favorito la mafia e aver contribuito a quel clima di isolamento che ha portato all’uccisione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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Tutte le ombre su Pignatone mollato da politici e cronisti
Giuseppe Pignatone (Ansa)
Dalla frase di Paolo Borsellino: «Non me la racconti giusta» alla gip che gli contestò la mancata astensione fino alle accuse del pentito.
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Pignatone scrive per il Pontefice un codice degli appalti draconiano
Giuseppe Pignatone (Ansa)
Escluse le imprese sottoposte a indagine o residenti in Stati con regimi fiscali agevolati.
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Da Consip al tribunale di Perugia. Tutte le manovre di Pignatone
Giuseppe Pignatone (Ansa)
L'ex procuratore di Roma era intimo di Luca Palamara e assieme a lui vedeva il vice capo del Csm per parlare del procedimento contro Woodcock. Poi esultava per le nomine alla sede che giudica le toghe della Capitale.
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