pace ucraina

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Macron voltagabbana: fa già affari con Putin
Emmanuel Macron (Ansa)

Mentre gli europei si svenano pur di rinunciare al gas di Mosca, un’azienda francese si allea con una russa per fabbricare combustibile nucleare in Germania. Intanto il ministro Pistorius getta acqua sugli ardori bellicisti.

Prima ancora di parlare con Putin, Macron già ricomincia a fare affari con lui. La duplice intesa si va consumando sul terreno dell’energia nucleare: la francese Framatome e la controllata della russa Rosatom, Tvel fuel company, sono in lizza per fabbricare combustibile nucleare in uno stabilimento a Lingen, nella Bassa Sassonia. Sulla Verità, ne avevamo scritto già a marzo 2024. Ieri, Politico ha ricordato che le autorità tedesche dovranno decidere entro poche settimane sul destino della joint venture.

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Meloni: «Per la pace serve la forza»
Giorgia Meloni (Ansa)
Freddezza a Palazzo Chigi sulle mosse di Parigi. Tajani: «Per noi aiutare Kiev e fare la guerra sono sempre state cose diverse». Il premier: «Difendersi non è bellicismo».

Le fughe in avanti di Emmanuel Macron non meravigliano più nessuno: da Palazzo Chigi non filtra alcuna reazione rispetto all’iniziativa del presidente francese, che, in solitaria, ha aperto al dialogo con il presidente russo, Vladimir Putin, disponibilità ricambiata dal Cremlino.

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L’Europa rischia di mandare all’aria la pace
Da sinistra: Friedrich Merz, Keir Starmer, Volodymyr Zelensky ed Emmanuel Macron (Ansa)
  • Irricevibili le proposte uscite dal vertice di Berlino per Mosca, che infatti è lapidaria: «Non accetteremo truppe estere in Ucraina. Non promette bene la partecipazione dei Paesi Ue ai negoziati». Crosetto perplesso sull’ingresso di Kiev nell’Unione e nel Patto Atlantico.
  • Nato e referendum sul Donbass: la guerra poteva finire già nel 2022. Zelensky ha capito che le sue mire hanno fallito. Ora però inizi a non ascoltare più l’Ue.

Lo speciale contiene due articoli.

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Zelensky non si scolla dai terreni da cedere: «Deciderà il popolo»
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Kiev fa muro sul Donbass, mentre Trump perde la pazienza: «Frustrato da Ucraina e Russia, voglio azioni non chiacchiere».

Prosegue il processo diplomatico ucraino. Kiev ha infatti inoltrato agli Stati Uniti le proprie correzioni al piano di pace. «Non si tratta di una nuova versione, si tratta degli stessi 20 punti, solo che alcuni sono stati leggermente ripensati», ha riferito ieri un funzionario ucraino ad Abc News, sottolineando che la bozza contiene «alcune nuove idee» sul destino dei territori e della centrale nucleare di Zaporizhia.

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Witkoff snobba Zelensky. Il Cremlino: «Respinte solo alcune parti del piano Usa»
Steve Witkoff (Ansa)
Saltato l’incontro tra il leader ucraino e i delegati statunitensi. Prevista una visita di Umerov a Washington. Tajani sente Rubio: «Sosteniamo la vostra mediazione».

È un alone nebuloso quello che circonda al momento il processo diplomatico ucraino. L’altro ieri, l’inviato americano per il Medio Oriente, Steve Witkoff, e il genero di Donald Trump, Jared Kushner, hanno avuto al Cremlino un colloquio di cinque ore con Vladimir Putin sul piano di pace statunitense.

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