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Creta 1896: l'Italia guida la prima missione di «peacekeeping»
Contingente italiano sbarcato nella baia di Suda, isola di Creta (Getty Images)

Il 28 maggio 1896 la Marina italiana intervenne a Creta assieme a francesi e inglesi guidando la prima coalizione militare internazionale. Anche i Carabinieri furono impiegati per garantire l'ordine pubblico nei violenti scontri tra cristiani e musulmani, rimanendo fino al 1914.

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«Colpa della Brexit, serve più Ue». L’eurofesta alla faccia della realtà
Keir Starmer (Ansa)
Il «Corriere» ribalta la frittata sul tracollo laburista, Sergio Mattarella prova a convincerci che aderire al «progetto comunitario» ci abbia portato «fiducia nel futuro». Quando questa Unione, ormai, si regge solo sui ricatti.

Confondere il sintomo con l’origine della malattia. È successo al Corriere della Sera, dove Paolo Lepri, ieri, si è sforzato di elaborare il malessere per la batosta elettorale rimediata da Keir Starmer nel Regno Unito, ricorrendo a una «ipotesi suggestiva»: «E se […] fosse proprio la Brexit ad essere la causa dei mali […]?». Quello di dieci anni fa, dunque, sarebbe stato il primo «strappo», che ha legittimato una serie di tesi masochiste: il «meglio fare da soli», l’«ossessione contro gli “altri”», l’«illusione di un radioso avvenire che non si è concretizzato», ovviamente solo perché le «promesse del leave», fallaci dall’inizio, «non sono state mantenute».

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Kanye West bandito dall’Inghilterra
Kanye West (Ansa)
Il Regno Unito revoca il permesso d’ingresso al rapper, che avrebbe dovuto esibirsi quest’estate a Londra. Secondo le autorità è un «antisemita» e non deve cantare.

Il Regno Unito ha revocato il permesso d’ingresso al rapper americano Kanye West, invitato in estate a esibirsi al Wireless Festival di Londra. A decidere il bando è stato il ministro dell’Interno, Shabana Mahmood, perché «la presenza dell’artista non è ritenuta positiva per il bene pubblico». In poche parole: niente visto al «turista americano» West per le sue parole antisemite.

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Trump ci spinge dentro  
la coalizione per Hormuz
Keir Starmer (Getty Images)
Oggi vertice a Londra fra 35 Paesi per riaprire lo Stretto. Abu Dhabi intenzionata a forzare il blocco al fianco di Donald Trump. L’Iran: «Mai chiesto tregua, gli States mentono».

L’attività diplomatica degli Stati Uniti e dei Paesi europei ruota attorno alla riapertura dello Stretto di Hormuz, ma procede su due binari paralleli. Stando a quanto rivelato da Axios, Washington e Teheran starebbero discutendo la possibilità di un cessate il fuoco in cambio della riapertura del canale marittimo.

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Il governo britannico in crisi per il caso Epstein dice sì al cambio di sesso dai 4 anni
(IStock)
Il mondo va altrove, ma i Labour inglesi si ostinano a giocare sulla pelle dei più piccoli.

Il partito Labour (la sinistra inglese che fu guidata da Tony Blair), in controtendenza con tutto il resto del mondo che sta rallentando molto su questo tema, ebbene, apre al cambio di genere per i bambini dai quattro anni in su. Una follia totale, incomprensibile, non supportata da alcun elemento scientifico né di psicologia evolutiva. Un disastro. Anzi, un baratro che si apre e che può provocare la tragedia di bambini ai quali viene rovinata per sempre la vita.

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