Gli europarlamentari Giorgio Gori e Stefano Bonaccini hanno la soluzione per la crisi delle quattro ruote: procedere più velocemente nella transizione energetica. Le difficoltà dipendono da stagnazione e invecchiamento.
Nardella, Gori, Decaro: all’Europarlamento infornata di ex sindaci dem. Entrano anche Zan, Cecilia Strada e l’ex presidente Inps Tridico, che fa il pieno di voti al Sud. Bocciati il duo Santoro-Vauro, la sardina Cristallo, Cecchi Paone. Tarquinio tra i sospesi.
Ecco l’indagine (finita per lo più con archiviazioni) sui fondi alle coop per gestire gli stranieri, dalla quale provengono le intercettazioni sulla zona rossa a Bergamo.
Nelle carte «segrete» di Bergamo le intercettazioni rivelano le motivazioni molto poco «sanitarie» che fecero passare i dem (e Conte) dalla linea «aperturista» alla chiusura totale: il pressing su Giorgio Gori e Maurizio Martina degli industriali. Il suggerimento al governo: «Bisogna bloccare le imprese piccole e far lavorare i big».
Per i dem Lia Quartapelle e Giorgio Gori, gli aggressori sono di estrema destra. E non importa che, invece, siano legati al comunismo: il nemico deve stare sempre dall’altra parte.