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Manuela e Claudio Villa (Getty Images)
Il grande cantante è stato obbligato al riconoscimento solo dopo una causa. «Venni a sapere chi fosse il mio genitore biologico da una suora. A Sanremo quando vedono il cognome je vengono le bolle: respinta 25 volte».
Ansa
Sanremo è fiaccato da un format trito e ospitate poco incisive. Il direttore di rete si nasconde dietro Sigmund Freud e l'Ariston deserto.

Cosa non si farebbe per cinque minuti di visibilità. E se il Covid può essere occasione ghiotta, perché non approfittarne, alla faccia della salute e della sicurezza pubblica?

L'ultimo capitolo della triste saga di "artisti" in cerca di attenzioni è avvenuta, questo pomeriggio, a Sanremo quando nel corso della trasmissione di Milo Infante Ore 14, in diretta su Rai 2, durante il collegamento con la città dei fiori in occasione del Festival un sosia di Freddy Mercury, presente tra il pubblico dietro alle transenne ha cominciato a cantare. Senza mascherina.

Immediata è stata la reazione dell'inviata Veronica Maya e di Red Ronnie, presenti davanti al teatro Ariston, di Infante e degli ospiti presenti in studio che hanno stigmatizzato il comportamento irresponsabile e sbagliato dell'"artista". Infante ha tempestivamente chiesto ai due ospiti di allontanarsi per non dare spazio e esempi così negativi.

Durante la trasmissione, tuttavia, il sosia ha continuato a cantare, sempre senza mascherina anche se non inquadrato. Il conduttore di Ore 14 a quel punto ha chiesto l'intervento delle forze dell'ordine presenti che dapprima hanno multato l'uomo e poi, di fronte al suo ripetuto rifiuto di indossare la mascherina lo hanno portato in questura per ulteriori accertamenti.

«Di fronte a queste scene non si può e non si deve rimanere spettatori», ha detto Milo Infante, in gioco c'è la salute di noi tutti e il futuro di questo Paese. Che alla vigilia di nuove dolorose restrizioni ci sia ancora qualcuno che si diverte a sfidare le regole del buon senso e della legge è vergognoso e immorale».

Anche Red Ronnie ha commentato sui suoi profili social l'accaduto .

«Voi rappresentate la legge, io rappresento una leggenda», queste le ultime parole pronunciate da Piero Venery, prima di essere scortato in commissariato dalla polizia sanremese.

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