fallimento

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Il modello Sala ha fallito. Il centrodestra che propone?
Giuseppe Sala (Imagoeconomica)
Dalla sicurezza alla fuga del ceto medio: c’è una città da rimettere in carreggiata.

Non so come andranno a finire le inchieste che riguardano il sindaco di Milano, Giuseppe Sala e, per quanto delicate visto che riguardano l’urbanistica e la vendita di San Siro, non intendo anticipare verdetti di natura giudiziaria. La questione di cui vorrei discutere è squisitamente politica e non è meno importante di quella che passa dal tribunale. Il modello Beppe Sala, dopo due mandati, è un modello che deve restare a galla oppure no?

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Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani durante la sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo.

Gli incentivi statali per i veicoli elettrici sono regali ai ricchi con soldi dei cittadini
(IStock)
  • Autonomia, ricarica, prezzi: le vetture a spina non convengono senza «aiutini». E infatti i consumatori preferiscono le ibride.
  • Il commissario Séjourné vuole rilanciare il settore auto premiando chi usa componenti «made in Europe». Ma i big frenano: le linee di fornitura qui sono sempre meno.

Lo speciale contiene due articoli.

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Eniko Gyori: «Ursula ha fallito. L’Europa non è in guerra con Mosca»
Eniko Gyori (Ansa)
L’eurodeputata ungherese: «Già l’accordo commerciale con Kiev danneggia la nostra agricoltura. Col Mercosur la uccideremmo».
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Stellantis pensa di mollare l’Ue
Antonio Filosa (Ansa)
L’ad critica il piano che concede più flessibilità nell’addio al termico: previsti costi e complessità che non possiamo più permetterci, negli Stati Uniti meno vincoli.

Che a Stellantis la recente revisione del piano Ue sul Full electric non fosse piaciuto era risaputo. Ma ieri l’ad del gruppo, Antonio Filosa, ha spinto le critiche un bel pezzetto più in là fino a parlare di marcia indietro sugli investimenti nelVecchio continente.

Il manager sulle pagine del Financial Times ha respinto l’idea che l’Ue stia offrendo una «via d’uscita» credibile rispetto all’addio ai motori termici a partire dal 2035: per il top manager il pacchetto «non è all’altezza» e, soprattutto, «mancano del tutto le misure urgenti necessarie per riportare il settore automotive europeo alla crescita». La spiegazione non è solo ideologica: è industriale e riguarda la capacità del quadro regolatorio di trasformarsi in investimenti sostenibili lungo tutta la filiera.

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