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Al ministero della Giustizia si apre la resa dei conti: fuori Delmastro e Bartolozzi
Giusi Bartolozzi e Andrea Delmastro (Ansa)
Lasciano il sottosegretario, per il suo business con la famiglia di un carcerato, e il capo di gabinetto, specializzato in gaffe. Il premier chiede la stessa sensibilità a Santanchè.

Un terremoto annunciato quello scoppiato ieri a via Arenula. Un colloquio con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e poi le dimissioni del sottosegretario Andrea Delmastro delle Vedove e del capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi. Dimissioni attese, annunciate e alla fine consegnate all’indomani dell’esito del referendum.

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Caro Delmastro, cerchiamo «manine» e «cervellini»
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Imagoeconomica)

Caro Andrea Delmastro, le scrivo questa cartolina perché qui fioccano le richieste: c’è chi vorrebbe aprire con lei un ristorante di pesce (Merluzzeria d’Italia), chi un ristorante vegetariano (Cavoleria d’Italia) e chi una pasticceria (Zuccotteria d’Italia). Si tratta, ovviamente, di persone sconosciute, ma sappiamo che lei non si fa problemi a entrare in società col primo che passa. Soprattutto con la prima che passa, fosse anche essa la figlia dell’uomo del clan mafioso. Pure il tempo, a quanto pare, non le manca. Noi pensavamo che un sottosegretario alla Giustizia non avesse un minuto per pensare ad altro.

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«Delmastro leggero, forse usata una “manina”»
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (Ansa)
Giorgia Meloni bacchetta il sottosegretario: «Ma da qui a dire che è stato connivente...».

Non ha fine la polemica su Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia, legata alla Bisteccheria d’Italia, locale aperto a Roma insieme alla figlia di un ristoratore poi condannato in via definitiva a 4 anni per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver agevolato il clan camorrista egemone sulla criminalità romana, quello guidato dal boss Michele Senese, attualmente in carcere.

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Offensiva delle toghe: Delmastro condannato
(Ansa)
Otto mesi per rivelazione di segreto d’ufficio nel caso Cospito nonostante il pm avesse chiesto l’assoluzione. Il sottosegretario: «Non mi dimetto, spero in un giudice a Berlino». Meloni lo difende. Un magistrato del collegio giudicante protestava contro Nordio.
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Le toghe provano a smorzare i toni
Giuseppe Santalucia, presidente Anm (Imagoeconomica)
Santalucia, numero uno dell’Anm, attacca Nordio («Anche noi sappiamo il francese») e Delmastro («Toni sbagliati»). Poi però critica Paternello: «Meloni non è un pericolo».
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