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Epstein files, il ministero Usa ripete: «Censurate scene di abusi e morte»
La deputata repubblicana Nancy Mace. Nel riquadro, Virginia Giuffré (Getty Images)
  • La repubblicana Mace: «Tanti documenti non pubblicati». Giuffrè, la vittima più nota, raccontò: «Filmava tutto e mi usava per ricattare i potenti». In un’email il piano in caso di cattura: tra i punti la chirurgia plastica.
  • Da Harvard (su tutti Larry Summers, segretario al Tesoro con Clinton) al Mit, da Yale a Stanford: Epstein aveva a «libro paga» il gotha delle università statunitensi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Epstein voleva clonare bimbi partoriti dalle sue vittime. Gates trema: «Sono pentito»
Bill Clinton e Jeffrey Epstein (Ansa)
Dai file desecretati spunta un progetto di eugenetica del pedofilo, con test già iniziati in Ucraina. L’ex moglie del fondatore di Microsoft: «Risponda di ciò che ha fatto».

È difficile capire quanto di vero, verosimile o palesemente falso ci sia nel mare magnum di foto, email e video che circolano freneticamente online riguardo le attività illegali portate avanti da Jeffrey Epstein nella sua isola degli orrori ai Caraibi e nel suo Zorro Ranch in New Mexico, o nella villa di Palm Beach. Il Dipartimento di Giustizia americano (Doj), che ha diffuso i 3,5 milioni di file, che stanno facendo cadere più di una testa nell’élite progressista che frequentava il faccendiere, ha avvertito che il materiale appena pubblicato può contenere documenti «falsi o falsamente presentati». Di appurato finora c’è quanto ha portato all’incriminazione del finanziere nel 2008: dopo essersi dichiarato colpevole, Epstein è stato condannato per adescamento e per aver avviato ragazzine e ragazzini minorenni alla prostituzione. Poi è stato nuovamente arrestato nel 2019 con l’accusa federale di traffico di minori, morendo suicida in carcere poco dopo.

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Epstein files, via dall’Onu il volto Usa della lotta contro gli abusi sui minori
Jeffrey Epstein. Nel riquadro, Joanna Rubinstein (Ansa)
L’ex presidente della World Childhood Foundation Usa si dimette dall’Agenzia rifugiati delle Nazioni Unite per i legami emersi con il magnate. I Clinton accettano di testimoniare alla Camera. Nelle mail pure gli Elkann.

Che la pubblicazione degli Epstein files, 3,5 milioni di mail, foto e video sugli incontri dell’omonimo faccendiere incarcerato per accuse federali di traffico sessuale e morto suicida in carcere nel 2019, avrebbero scatenato un polverone di dimensioni planetarie, era prevedibile. Che a finire nel girone dantesco dell’isola degli orrori e degli affari della finanza internazionale fossero personaggi di spicco delle élite progressiste e di sinistra, nessuno se lo aspettava, ma è una evidenza che ha ormai distrutto la reputazione della gauche caviar globale.

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Hillary non ride più: senza Usaid addio a finanziamenti e agganci
(Ansa)
  • L’assalto all’organismo fa tremare il network dei Clinton, che ha ricevuto milioni per progetti umanitari. L’ente, inoltre, è sotto l’autorità del Dipartimento di Stato, guidato per quattro anni proprio dall’ex first lady.
  • Malgrado le alte valutazioni sulla sicurezza, l’agenzia è stata vittima degli hacker. Intanto, un giudice frena il congedo di 2.200 dipendenti e ordina il reintegro di altri 500.

Lo speciale contiene due articoli.

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Biden lascia con un sabba globalista. E dà medaglie a Soros e alla Clinton
George Soros (Ansa)
Per il suo party di addio, il leader dem riunisce vip e amici, distribuendo onorificenze. È l’epifania di un clan che si attribuisce la patente del buono per antonomasia. E che manda a dire: vogliamo comandare ancora.
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