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Sulla fiducia alla delega fiscale l’ultima fermata del centrodestra

Sulla fiducia alla delega fiscale l’ultima fermata del centrodestra
Matteo Salvini (Ansa)
  • Mario Draghi sembra sempre più insofferente e rivendica decisioni che non possono includere le richieste dei partiti. Se Lega, Fdi e Fi cedono sulla difesa di casa e risparmi la pagheranno alle urne. Mezza intesa sul Csm.
  • I ritorni del Cav non finiscono mai. Silvio Berlusconi parla alla convention di Fi, rilancia le parole d’ordine e promette impegno per le elezioni. Stoccata a Giorgia Meloni. «Deluso da Putin ma no all’embargo del gas russo».

Lo speciale comprende due articoli.

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«Dall’Ue ci aspettiamo nuove risorse per dare aiuti a famiglie e imprese»
Il viceministro dell’Energia Vannia Gava (Imagoeconomica)
Il viceministro dell’Energia Vannia Gava: «Fondi di coesione fondamentali per il medio-lungo periodo, ma la flessibilità ci permette di rispondere alle urgenze su bollette e carburante. Nucleare? Gli italiani adesso lo vogliono».

Rilancio del nucleare, choc energetico da conflitto in Medio Oriente e solite beghe green che arrivano dall’Europa. Mai come in questo momento, il dicastero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica è il crocevia della politica economica del Paese.

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Meloni suona la sveglia sull’Ebola: «Bisogna controllare le frontiere»
Giorgia Meloni (Ansa)
Appello del premier al presidente di turno dell’Unione, Nikos Christodoulides, ad Antonio Costa e a Ursula von der Leyen.
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Il primo partito? È quello che contesta  l’Europa
Il capo di Confindustria, Emanuele Orsini (Ansa)
Confindustria cannoneggia «la burocrazia lunare di Bruxelles» e invita a fermarla dopo l’ostruzionismo sulle bollette. Appello di Coldiretti: «Sospendere Cbam ed Ets».

La politica dell’Europa piace sempre meno. L’infatuazione generalizzata appartiene ormai a un lontano passato e si ingrossa il «partito» di quanti rilevano le carenze (nel migliore dei casi) e gli svantaggi di questo pachiderma burocratico, veloce a tessere una ragnatela di regole, quanto lento a rispondere alle evoluzioni del mercato.

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Il braccino dell’Ue apre la guerra tra poveri
Ursula von der Leyen (Ansa)
A Bruxelles sono bravi a dare pagelline, promuovendo in parte l’Italia, ma tirano la cinghia sullo sblocco di risorse sull’energia. Spostano sempre in avanti ogni discussione lasciando, tra l’altro, che la proposta di Fitto (usare i fondi di coesione) venga affossata.

Il bastone e la carota: la Commissione europea fa felice il governo italiano con giudizi lusinghieri su fisco, banche e lavoro, ma al tempo stesso bacchetta l’Italia sulle misure che dovrebbero contribuire alla crescita delle imprese.

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