«Darei tre anni di carcere al padre e alla madre», ha attaccato De Luca, puntando il dito contro le condizioni di vita in cui crescevano i minori. «Qualcuno si ricorda che quei due sciagurati (i genitori, ndr) non avevano vaccinato i tre bambini?», ha tuonato lo sceriffo campano. «Qualcun altro ha detto “ma non è che sono moralmente migliori quei genitori che abbandonano i figli davanti al televisore…”. Sì», ha continuato De Luca, «non saranno moralmente migliori o responsabili ma è un problema di gradazione. Qua stiamo parlando di mancate vaccinazioni, di igiene».
Un’ossessione, quella di De Luca per i vaccini, che in pandemia si è fatto riconoscere per aver adottato un linguaggio di fuoco contro chi non si vaccinava contro il Covid («Contro i No vax, mi rimane il lanciafiamme, il napalm lo abbiamo già in essere») e messo in campo misure amministrative addirittura più rigide di quelle nazionali, le smart-card vaccinali, che gli sono valse una condanna in primo grado della Corte dei Conti. Un’ossessione basata peraltro su un falso: la figlia maggiore dei Trevallion, 8 anni, tra il 2017 e il 2018 ha ricevuto le prime tre dosi del vaccino esavalente (polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofilo) e le immunizzazioni contro morbillo, parotite, rosolia e varicella e anche i gemellini di 6 anni hanno ricevuto regolarmente le prime due dosi del vaccino esavalente.
L’ex governatore ha puntato il dito contro i due genitori Trevallion anche perché «non mandavano a scuola i bambini». Falso: la primogenita ha ricevuto istruzione parentale e superato un esame, risultando idonea al passaggio alla terza elementare, mentre i due gemelli al momento del prelevamento a novembre 2025 avevano appena compiuto 6 anni, l’età in cui in Italia scatta l’obbligo della scuola primaria. «Non gli hanno fatto fare la visita pediatrica, venivano lavati una volta alla settimana, vivevano come animali in un tugurio», ha aggiunto con toni durissimi l’ex governatore campano, «senza acqua né corrente elettrica, in una semi-capanna che non aveva l’agibilità e non era stata collaudata, quindi in condizioni di pericolo per i bambini». Esattamente quelle in cui, secondo le analisi di Istat e Save the children effettuate nel corso di un monitoraggio nel 2024, vivevano i bambini campani proprio quando a capo della regione c’era ancora Vincenzo De Luca.
Secondo lo studio, il 40,9% dei minori viveva in case sovraffollate o in condizioni abitative precarie (mancanza di luce, riscaldamento o spazi minimi per lo studio), il dato più alto d’Italia dopo la Sicilia. «È chiaro che la separazione dalla famiglia è un trauma per tre bambini, ma i responsabili sono quei due ( sempre i genitori, ndr)», colpevoli secondo l’ex governatore, candidato a fare per l’ennesima volta il sindaco di Salerno, di far vivere i figli «in una catapecchia». Le recenti analisi hanno, però, delineato un quadro critico per la Campania proprio sotto la gestione De Luca: il degrado ambientale e quello familiare si sono intrecciati con la povertà economica e, nella Campania dello sceriffo, circa 438.000 minori hanno vissuto in condizioni di povertà o vulnerabilità sociale, quasi il 20 per cento dell’intero fenomeno nazionale. I due genitori sono stati derisi anche dai comici Luca e Paolo durante l’ultima puntata di DiMartedì, condotto da Giovanni Floris, proprio a proposito di questo colloquio. «Cosa ha fatto il presidente del Senato? Ha incontrato la famiglia della casa nel bosco che, possiamo dirlo sommessamente, ha rotto il ca…!», hanno ironizzato i due comici, tra le risate di Massimo Giannini e di Floris.
Alla madre dei tre piccoli, nel frattempo, è stato consentito di riabbracciare i figli «in forma protetta». La visita sarà monitorata dagli operatori della casa famiglia di Vasto, in provincia di Chieti, dove alloggiano i bambini che, è notizia di ieri, ha confermato di poter proseguire l’ospitalità. Secondo gli amministratori della struttura, i minori «ora sono sereni», nonostante l’allontanamento della madre eseguito il 6 marzo scorso tra i singhiozzi dei figli.
In seguito a questo primo contatto, verrà probabilmente stilato un calendario regolare degli incontri, simile a quello previsto per Nathan Trevallion, il padre dei piccoli. I due genitori si sarebbero dovuti trasferire ieri in una nuova abitazione, assegnata dal Comune, per la scadenza del contratto di comodato d’uso gratuito del casolare offerto alla famiglia da Armando Carusi, imprenditore di Ortona (Chieti), dopo che il giudice del Tribunale per i minori dell’Aquila aveva allontanato i figli. La nuova residenza («È pronta ma la famiglia non si trasferisce», spiega il sindaco), immersa nella natura, è a poca distanza da una scuola che i bambini, se verranno riaffidati ad uno dei genitori - probabilmente il padre - potrebbero frequentare, sempre se non si opterà per l’istruzione parentale, consentita per legge.