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La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola

La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola
Alessandro Aleotti in arte J-Ax (Getty Images)

In merito all’articolo «J-Ax, tradito dalla Maria. La sua cannabis light fa volare solamente i debiti», da voi pubblicato, segnaliamo che:

1) il nostro assistito, Alessandro Aleotti in arte J-Ax, detiene una quota di minoranza che non permette alcun controllo sulla società in questione, e non ha alcuna carica amministrativa od operativa;

2) i ricavi tra l’anno 2021 e l’anno 2022 risultano essere in aumento (indice di una buona gestione);

3) i costi per la produzione sono diminuiti (indice di una buona gestione);

4) sono aumentati unicamente i costi per i servizi la cui causa è da imputarsi al generale aumento del costo delle utenze (energia in primis), situazione che ha messo in crisi la maggior parte delle imprese italiane, oltre che all’avvicendamento tra gli amministratori;

5) la società nell’esercizio corrente è già in attivo.

Leaf, Area Legale

Rientrati in Italia i 200 studenti. Tajani: «Al lavoro per chi è bloccato»
Ansa
Nell’area ci sono oltre 70.000 connazionali. Il ministro emiratino: «Copriamo le spese».

Rimane molto complicato il rientro degli italiani che per lavoro o turismo si trovano negli Emirati Arabi. «Solo nell’area del Golfo sono al momento presenti oltre 70.000 nostri connazionali», ha spiegato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Circa 30.000 solo a Dubai e Abu Dhabi, migliaia tra Maldive, Seychelles, Thailandia, India, Sri Lanka che transitano per Dubai. «Stiamo lavorando senza sosta per assistere i nostri connazionali rimasti bloccati in Medio Oriente. C’è una situazione di blocco dei voli e stiamo cercando di trovare soluzioni», ha precisato il ministro. Le istruzioni per i trasferimenti sono inviate a chi si trova negli Emirati ed è registrato sull’app Viaggiare sicuri o sul sito Dovesiamonelmondo.it.

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L’autopsia sul bimbo del Monaldi: «Non ci sono lesioni da espianto»
Ansa
Smentite le testimonianze, finite agli atti dell’inchiesta, secondo cui il cuore destinato al piccolo sarebbe stato danneggiato durante le operazioni a Bolzano. Il medico legale: «Niente tagli sul ventricolo, adesso silenzio».

Il cuore del piccolo Domenico Caliendo non presenterebbe «lesioni da espianto» e non ci sarebbe il taglio sul ventricolo. È uno dei primi elementi emersi dall’esame autoptico sul corpo del bimbo di due anni morto a causa di un trapianto di cuore fallito.

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«La donna moderna sfugge agli stereotipi»
Ermanno Scervino (Getty Images)
Ermanno Scervino, protagonista alla Milano Fashion Week, continua a dare forma a una femminilità che unisce romanticismo e seduzione: «Gli abiti non nascono per imporre un’identità, ma per valorizzare chi li indossa. Oggi si osa di più. La strada è fonte d’ispirazione».

C’è una sensualità che non alza la voce, una tensione sottile tra disciplina e desiderio, tra struttura e pelle. È lì che si muove Ermanno Scervino, che prima ancora di diventare un marchio globale è stato un’idea precisa di femminilità: colta ma istintiva, romantica ma mai fragile, consapevole del proprio potere. Una donna che decide come e quando essere guardata. Da Firenze al mondo, Scervino ha costruito un linguaggio che unisce disciplina sartoriale e tensione emotiva, materia e corpo, rigore e seduzione. Lo definiscono «romanticismo sexy», ma dentro c’è una visione precisa del desiderio contemporaneo.

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Non ci sono iscritti al catechismo di Zuppi
Matteo Zuppi (Imagoeconomica)
Il cardinale, arcivescovo della diocesi bolognese, lancia un allarme: tre parrocchie del centro non hanno bambini a dottrina. Ma il porporato tace sullo spopolamento e sul disagio urbano causato dall’accoglienza sconsiderata di extracomunitari islamici.

Zero su 9.000. I numeri della disfatta arrivano da tre parrocchie e sono sconfortanti: zero bambini iscritti al catechismo nel centro di Bologna dove 9.000 abitanti hanno altre priorità e dove sembra essere passato Friedrich Nietzsche a sancire la morte di Dio. Zero per la confessione e per la prima comunione, zero per dare continuità a un’evangelizzazione millenaria. Un buco nero fra il quartiere Santo Stefano e Strada Maggiore dove neppure l’altra Chiesa (quella comunista) era riuscita a scalfire la devozione popolare negli anni di baffone e di baffino.

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