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La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola

La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola
Alessandro Aleotti in arte J-Ax (Getty Images)

In merito all’articolo «J-Ax, tradito dalla Maria. La sua cannabis light fa volare solamente i debiti», da voi pubblicato, segnaliamo che:

1) il nostro assistito, Alessandro Aleotti in arte J-Ax, detiene una quota di minoranza che non permette alcun controllo sulla società in questione, e non ha alcuna carica amministrativa od operativa;

2) i ricavi tra l’anno 2021 e l’anno 2022 risultano essere in aumento (indice di una buona gestione);

3) i costi per la produzione sono diminuiti (indice di una buona gestione);

4) sono aumentati unicamente i costi per i servizi la cui causa è da imputarsi al generale aumento del costo delle utenze (energia in primis), situazione che ha messo in crisi la maggior parte delle imprese italiane, oltre che all’avvicendamento tra gli amministratori;

5) la società nell’esercizio corrente è già in attivo.

Leaf, Area Legale

L’Air Force Renzi svenduto a 1 euro. Costò 168 milioni, sarà smerciato a pezzi
Fu richiesto dall’ex premier per le missioni all’estero e pagato oltre i valori di mercato, ma non ci salì mai. Poi Etihad, i proprietari, l’hanno regalato ai commissari di Alitalia. Si stima un danno erariale da 40 milioni.

Ballano almeno 40 milioni di euro. E nessuno li restituirà mai agli italiani. È la differenza tra i circa 54 milioni di euro pagati dallo Stato tra anticipo e canoni prima dello stop del 2018 per l’Airbus A340-500, noto come «Air Force Renzi», e quanto sarebbe costato acquistarlo o noleggiarlo a valori di mercato, stimati tra 15 e 30 milioni di euro da una consulenza tecnica depositata alla Procura di Civitavecchia, senza che allo Stato sia rimasto alcun bene. A certificare simbolicamente questa sproporzione è l’epilogo dell’operazione: come anticipato dal Corriere, nel 2023 l’aereo è stato ceduto per un euro, dopo un impegno complessivo da 168 milioni in otto anni e poche decine di missioni istituzionali.

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Giochi, sindacati pronti agli scioperi
Imagoeconomica
Il Garante chiede una tregua per il periodo delle Olimpiadi: non arriva nessuna risposta. Silenzio delle parti sociali, ma anche il governo non è ancora intervenuto.

Nemmeno le Olimpiadi, nemmeno il rischio di una figuraccia internazionale con turisti bloccati alle fermate dei bus o alla stazione, costretti a rivedere i propri programmi, riescono a ricondurre alla ragionevolezza i sindacati. La Commissione di garanzia per i servizi pubblici (Cgsse) ha provato a convincerli ad accettare una sorta di tregua degli scioperi per favorire il tranquillo svolgimento dei Giochi invernali di Milano-Cortina. Invano, anzi c’è chi ha addirittura sollevato il problema che in questo modo si compromette il diritto alla mobilitazione.

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«Al vino il Mercosur farà bene. Non temiamo la concorrenza»
Lamberto Frescobaldi (Imagoeconomica)
Il presidente dell’associazione delle imprese del settore Lamberto Frescobaldi: «Capisco le perplessità degli agricoltori. Ma per noi aumentare l’export in Sudamerica è una necessità».

Non tutto il Mercosur viene per nuocere. Si potrebbe riassumere così l’impressione che si ricava da questa chiacchierata con Lamberto Frescobaldi, uno dei signori del vino. La sua famiglia è tra le più blasonate al mondo, i vigneti si estendono in tutta la Toscana e dal Castello di Nipozzano a Montalcino ovunque ci siano territori di qualità c’è una cantina Frescobaldi. È anche a capo dell’Unione italiana vini e sotto la sua presidenza l’Uiv ha ripreso quella centralità che da sempre ha connotato la produzione enoica nel panorama agricolo ed economico. Con lui parliamo di Mercosur, di mercato e della novità dei vini senza alcol, che a molti fanno storcere il naso, ma che il marchese Frescobaldi invece classifica nella cartella delle opportunità.

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«È nostro interesse sostenere gli Usa»
Gianclaudio Torlizzi (Imagoeconomica)
Il fondatore di T-Commodity Gianclaudio Torlizzi: «L’America corregge il tiro della globalizzazione, che ha permesso l’ascesa di Pechino. Sulla Groenlandia l’Italia ha le carte in regola per fare da mediatrice e proporre un accordo».
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Le Firme

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