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La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola

La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola
Alessandro Aleotti in arte J-Ax (Getty Images)

In merito all’articolo «J-Ax, tradito dalla Maria. La sua cannabis light fa volare solamente i debiti», da voi pubblicato, segnaliamo che:

1) il nostro assistito, Alessandro Aleotti in arte J-Ax, detiene una quota di minoranza che non permette alcun controllo sulla società in questione, e non ha alcuna carica amministrativa od operativa;

2) i ricavi tra l’anno 2021 e l’anno 2022 risultano essere in aumento (indice di una buona gestione);

3) i costi per la produzione sono diminuiti (indice di una buona gestione);

4) sono aumentati unicamente i costi per i servizi la cui causa è da imputarsi al generale aumento del costo delle utenze (energia in primis), situazione che ha messo in crisi la maggior parte delle imprese italiane, oltre che all’avvicendamento tra gli amministratori;

5) la società nell’esercizio corrente è già in attivo.

Leaf, Area Legale

L’Aquila ricorda il terremoto del 2009. Piantedosi: «Ferita ancora aperta»
6 aprile 2009, L'Aquila: le macerie riempiono una strada nel centro dopo il devastante terremoto che ha colpito la città (Ansa)

A 17 anni dal sisma che devastò l’Abruzzo e causò 309 vittime, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla di «ferita ancora aperta». A L’Aquila commemorazione tra musica, fiori e silenzio: lettura dei nomi delle vittime e omaggio della città.

Il 6 aprile resta una data che segna una ferita ancora aperta nella storia recente dell’Italia. A 17 anni dal terremoto che nel 2009 colpì l’Abruzzo e L’Aquila, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ricordato le 309 vittime e il dolore che continua a legare la comunità a quella notte.

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Tre anni di guerra in Sudan: esercito riprende Khartoum, Darfur ai ribelli
Gli sfollati fuggono dal campo di Zamzam a causa del conflitto in corso nel Darfur settentrionale in Sudan (Ansa)
Dopo oltre 150.000 morti e 13 milioni di profughi, il conflitto tra il capo dell’esercito al Burhan e il leader paramilitare Hemeti resta senza sbocco. I governativi riconquistano la capitale, mentre i paramilitari dominano il Darfur e sono accusati di pulizia etnica. Paese diviso e crisi umanitaria fuori controllo.
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Droni FPV, la nuova arma dominante: così cambia la guerra sul campo di battaglia
Un ingegnere prepara un drone intercettore FPV (First Person View) P1-Sun per il volo durante i test effettuati dal produttore SkyFall in una località non specificata in Ucraina (Getty Imasges)

Costi ridotti, attacchi coordinati e controllo in tempo reale trasformano i droni in prima persona nel fattore decisivo dei conflitti moderni.

La guerra contemporanea sta attraversando una trasformazione profonda e silenziosa, guidata dall’impiego massiccio dei droni FPV, piattaforme leggere e relativamente economiche che stanno modificando il modo di combattere sul campo di battaglia.

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Ungheria al voto, Orbán cerca la riconferma contro Bruxelles e Kiev
Il premier ungherese Viktor Orbán (Ansa)
Il 12 aprile sfida decisiva tra Orbán e Magyar: in gioco i rapporti con Ue, Russia e Ucraina. Dalla visita di JD Vance a sostegno del premier al caso delle telefonate Szijjártó-Lavrov, tra accuse di interferenze straniere, scandali e sondaggi opposti, il voto ungherese diventa un test per gli equilibri europei e per i finanziamenti a Kiev.
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