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La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola

La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola
Alessandro Aleotti in arte J-Ax (Getty Images)

In merito all’articolo «J-Ax, tradito dalla Maria. La sua cannabis light fa volare solamente i debiti», da voi pubblicato, segnaliamo che:

1) il nostro assistito, Alessandro Aleotti in arte J-Ax, detiene una quota di minoranza che non permette alcun controllo sulla società in questione, e non ha alcuna carica amministrativa od operativa;

2) i ricavi tra l’anno 2021 e l’anno 2022 risultano essere in aumento (indice di una buona gestione);

3) i costi per la produzione sono diminuiti (indice di una buona gestione);

4) sono aumentati unicamente i costi per i servizi la cui causa è da imputarsi al generale aumento del costo delle utenze (energia in primis), situazione che ha messo in crisi la maggior parte delle imprese italiane, oltre che all’avvicendamento tra gli amministratori;

5) la società nell’esercizio corrente è già in attivo.

Leaf, Area Legale

Cortocircuito Ue: socialisti contro il Board
Ansa
Sinistra europea costretta a criticare Ursula per la partecipazione della Commissione come «osservatore» al comitato di Trump per Gaza. Vaticano assente. Ira delle opposizioni in Parlamento, Antonio Tajani replica: «Si è nervosi e si strilla quando non si hanno idee».

Da un «Board of Peace» si è trasformato in un «Board of War». La notizia della partecipazione della Commissione Ue, in qualità di osservatore al comitato istituito e presieduto da Donald Trump domani a Washington, ovvero la stessa formula utilizzata da Giorgia Meloni, ha mandato in cortocircuito la nostra sinistra. Dopo aver duramente criticato lo statuto del Board per Gaza, Bruxelles ci ha ripensato, precisando che ci sarà ma «senza diventarne membro».

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Rubio disorienta l’Europa e Obama riparla di extraterrestri. I giornali raccontano l’America profonda in cerca di divisioni, mentre i dati economici danno per ora ragione a Trump. Addio a Robert Duvall.

Le strade degli antifa violenti portano a Roma
Raphaël Arnault (Ansa)
  • Raphaël Arnault, oggi deputato per Mélenchon e con un passato da picchiatore, è schedato con la fiche S, quella riservata a estremisti e jihadisti. Ai primi dell’anno, in concomitanza con una aggressione contro i giovani di Fdi, si trovava in Italia.
  • Sospettati dell'omicidio Deranque: Favrot (France Insoumise) è assistente di un deputato. Anche altri fermati tra i membri della Jeune garde.

Lo speciale contiene due articoli.

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Dialogo tra Iran e Usa, ma i pasdaran ora minacciano di chiudere Hormuz
Ansa
Il ministro Araghchi: «Colloqui costruttivi in Svizzera. Non vogliamo armi atomiche». Khamenei però alza il tiro: «Se ci tolgono l’energia nucleare, affondiamo le loro portaerei». Milizie pronte a bloccare lo Stretto.

Nonostante la diplomazia proceda, resta alta la tensione tra Washington e Teheran. Ieri, a Ginevra, si è tenuto il nuovo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran, mediati dall’Oman. Al termine degli incontri, il ministro degli Esteri della Repubblica islamica, Abbas Araghchi, ha parlato di alcuni cauti progressi. Ha, in particolare, definito i colloqui «costruttivi», sottolineando che le parti avrebbero raggiunto una prima intesa su dei «principi guida», pur senza ancora fissare una data per la prossima tornata di trattative. Araghchi ha anche affermato che Teheran non avrebbe intenzione «né di produrre né di acquisire armi nucleari»: una posizione, questa, confermata anche dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Al contempo, Araghchi ha criticato gli Stati Uniti per essersi ritirati dall’accordo sul nucleare del 2015, biasimando inoltre Washington per la minaccia di ricorrere all’uso della forza.

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