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La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola

La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola
Alessandro Aleotti in arte J-Ax (Getty Images)

In merito all’articolo «J-Ax, tradito dalla Maria. La sua cannabis light fa volare solamente i debiti», da voi pubblicato, segnaliamo che:

1) il nostro assistito, Alessandro Aleotti in arte J-Ax, detiene una quota di minoranza che non permette alcun controllo sulla società in questione, e non ha alcuna carica amministrativa od operativa;

2) i ricavi tra l’anno 2021 e l’anno 2022 risultano essere in aumento (indice di una buona gestione);

3) i costi per la produzione sono diminuiti (indice di una buona gestione);

4) sono aumentati unicamente i costi per i servizi la cui causa è da imputarsi al generale aumento del costo delle utenze (energia in primis), situazione che ha messo in crisi la maggior parte delle imprese italiane, oltre che all’avvicendamento tra gli amministratori;

5) la società nell’esercizio corrente è già in attivo.

Leaf, Area Legale

Rasizza: «L’occupazione tiene. Il vero problema sono le retribuzioni»
Rosario Rasizza (Imagoeconomica)
L’ad di Openjobmetis: «Oggi c’è mercato per mezzo milione di persone- Firma dei contratti nazionali più veloce. Cinquantenni ricercatissimi».

«I dati Istat ci parlano di una situazionale occupazione buona e in tenuta: dal nostro Osservatorio, possiamo confermare questo trend. Quanto agli stipendi, i contratti nazionali andrebbero rinnovati il prima possibile senza le lungaggini dovute a battaglie ideologiche». Rosario Rasizza, presidente di Assosomm, Associazione italiana delle Agenzie per il lavoro, e amministratore delegato di Openjobmetis, presente sul mercato Italiano da 25 anni, fa il punto sul mercato del lavoro partendo dalle ultime rilevazioni dell’Istat.

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Il generale lascia la Lega e Salvini lo attacca: è come Fini. Ma per Mario Adinolfi ha ragione Vannacci. Secondo Francesco Giubilei il generale sta sbagliando, Emanuele Pozzolo è entrato nella sua truppa. Voi che ne pensate?

Epstein files, via dall’Onu il volto Usa della lotta contro gli abusi sui minori
Jeffrey Epstein. Nel riquadro, Joanna Rubinstein (Ansa)
L’ex presidente della World Childhood Foundation Usa si dimette dall’Agenzia rifugiati delle Nazioni Unite per i legami emersi con il magnate. I Clinton accettano di testimoniare alla Camera. Nelle mail pure gli Elkann.

Che la pubblicazione degli Epstein files, 3,5 milioni di mail, foto e video sugli incontri dell’omonimo faccendiere incarcerato per accuse federali di traffico sessuale e morto suicida in carcere nel 2019, avrebbero scatenato un polverone di dimensioni planetarie, era prevedibile. Che a finire nel girone dantesco dell’isola degli orrori e degli affari della finanza internazionale fossero personaggi di spicco delle élite progressiste e di sinistra, nessuno se lo aspettava, ma è una evidenza che ha ormai distrutto la reputazione della gauche caviar globale.

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Instagram spegne la tv di Corona: «Violazioni multiple delle regole»
Fabrizio Corona (Ansa)
  • Rimosso il profilo del re dei paparazzi con le puntate di «Falsissimo» dopo le segnalazioni di Mediaset. Il legale dello showman: «È censura, sono tutti con noi». Il Codacons: «Doppio standard delle piattaforme».
  • Perquisizioni nella sede francese di X. Si indaga sui fake pedopornografici di Grok, l’intelligenza artificiale del social. Musk intanto prepara data center nello spazio.

Lo speciale contiene due articoli.

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