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La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola

La società di J-Ax che vende cannabis ha i conti in regola
Alessandro Aleotti in arte J-Ax (Getty Images)

In merito all’articolo «J-Ax, tradito dalla Maria. La sua cannabis light fa volare solamente i debiti», da voi pubblicato, segnaliamo che:

1) il nostro assistito, Alessandro Aleotti in arte J-Ax, detiene una quota di minoranza che non permette alcun controllo sulla società in questione, e non ha alcuna carica amministrativa od operativa;

2) i ricavi tra l’anno 2021 e l’anno 2022 risultano essere in aumento (indice di una buona gestione);

3) i costi per la produzione sono diminuiti (indice di una buona gestione);

4) sono aumentati unicamente i costi per i servizi la cui causa è da imputarsi al generale aumento del costo delle utenze (energia in primis), situazione che ha messo in crisi la maggior parte delle imprese italiane, oltre che all’avvicendamento tra gli amministratori;

5) la società nell’esercizio corrente è già in attivo.

Leaf, Area Legale

(Guardia di Finanza)

Nel corso degli ultimi mesi i finanzieri di Udine hanno intensificato l’attività di monitoraggio dei trasporti di prodotti petroliferi. Accertata evasione di accise per 1.130.104 euro e di Iva per 509.882 euro.

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Molti magistrati sono per il Sì. L’Anm è minoranza con idee radicali
Isabella Bertolini, Consigliere laico del Consiglio superiore della magistratura (Ansa)
Alcuni giudici preferiscono non esporsi pubblicamente. Timore comprensibile in un sistema dominato dalle correnti.

Mancano pochissimi giorni al voto. E una cosa va detta subito: non è un referendum sul governo. Il Pd e il fronte del No hanno tentato di trasformarlo in un giudizio sull’esecutivo, ma qualunque sia il risultato, Giorgia Meloni resterà alla guida del governo fino alla scadenza naturale della legislatura.

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Il capo della Lega è morto a 84 anni. Ha cambiato la politica e oggi viene raccontato un po' diversamente da come era in realtà. Ricordi di chi lo ha conosciuto bene.

L’Italia all’Onu vota «arcobaleno»: il genere non è solo uomini e donne
La sede dell'Onu a New York (IStock)
Passa il documento Lgbt che orienterà linguaggio e politiche. Ira di Pro Vita e Famiglia.

L’Italia affossa la definizione biologica di genere. Non è bastata la petizione organizzata online per ottenere il risultato sperato da Pro Vita & Famiglia. Anche il nostro Paese ha votato sì all’Onu sull’ideologia gender e ora Antonio Brandi, presidente dell’associazione, chiede che il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che aveva la diretta responsabilità di indicare le linee guida alla delegazione italiana in Commissione, chiarisca il perché di quel voto.

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