Singapore ha superato Hong Kong come hub finanziario dell’Asia
Marina Bay (iStock)

Da dopo il Covid la città-Stato è riuscita ad attrarre sempre più capitali e persone ricche rispetto alla sua storica rivale. Sul territorio sono aumentati i single family office e ci sono anche incentivi fiscali – soprattutto in termini di rilascio dei visti – e normativi che stanno sempre più attirando non solo asiatici.

Singapore acquista sempre più potere finanziario in Asia. Da dopo il Covid la città-Stato è riuscita ad attrarre sempre più capitali e persone ricche rispetto alla sua storica rivale, Hong Kong. Secondo il rapporto di Knight Frank, la mobilità globale si è infatti spostata a favore di Singapore. Se si guarda la classifica per numero e qualità dei collegamenti aerei, prima del Covid si aveva al primo posto Londra e al sesto Hong Kong, dopo la pandemia le carte in tavola sono cambiate. Singapore è salita in decima posizione e la rivale cinese è sparita dalla classifica. Maggiori connessioni che portano visti, secondi passaporti, cittadinanza, oltre che denaro.

Stando all’ultimo rapporto sulla ricchezza 2023 della società di consulenza inglese, mentre il Regno Unito, l’Unione europea e Stati Uniti continuano ad attrarre un numero considerevole di residenti benestanti da tutto il mondo, Singapore sta sempre di più emergendo come centro di ricchezza. La città-Stato si posiziona infatti al secondo posto, subito dietro Londra, tra le maggiori realtà che nel 2022 hanno attratto maggiori capitali dall’estero (1,8 miliardi). L’aumento del flusso di denaro ha anche portato a un importante sviluppo dei family office, che sono cresciuti di ben sette volte. A questo si aggiunge che il numero dei single family office è triplicato dall’inizio della pandemia, in gran parte spinto dall’afflusso di facoltose famiglie cinesi.

Singapore si è sempre distinta come leader regionale nell’istruzione, per la sicurezza e per un’economia che favorisce le imprese. Negli ultimi anni la città stato si è concentrata sul fare investimenti particolarmente ingenti per rafforzare la propria posizione di hub di ricchezza globale, soprattutto attraverso agevolazioni fiscali. L’obiettivo è attrarre non solo i ricchi cinesi ma puntare al mercato occidentale. E dunque a gennaio 2023 è stato lanciato un nuovo programma di visti quinquennali per tutti coloro che guadagnano almeno 23.000 dollari al mese in settori quali la tecnologia e la finanza e concedere ai coniugi l’idoneità per lavorare sul territorio. Al momento infatti gli asset in gestione di Singapore provengono per il 33% dall’Asia e per il 18% dal Nord America e l’Europa. Mosse fiscali che hanno dunque come obiettivo quello di accrescere la percentuale proveniente dall’Europa e dagli Usa, in particolare.

Che Singapore stia superando Hong Kong come hub finanziario dell’Asia è quasi una certezza. Un’evidenza è per esempio quella data dalla classifica che mostra a livello globale quanto serve ad un individuo per rientrare, in ogni giurisdizione, nell’1% più ricco del paese. Singapore si posiziona al 7° a livello globale (1° a livello asiatico) con una soglia di 3,5 milioni di dollari. Hong Kong è invece al 9° posto con una soglia di 3,4 milioni di dollari. Ovviamente nulla a che vedere con Monaco, dove per rientrare nel club dell’1% più ricco, c’è una soglia d’ingresso di 12,4 milioni di dollari.

Il trend di ricchezza di Singapore si riflette, infine, anche nel settore immobiliare dove nel 2022 si è registrato un aumento nel costo degli immobili di lusso del 3,9%. Dinamica che si sta confermando anche per quest’anno. Ovviamente questo è il frutto di un sempre maggior numero di individui facoltosi che arrivano a Singapore e comprano casa.

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