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Si «dimentica» di fermare i pedaggi, l’ultima presa in giro di Autostrade

Si «dimentica» di fermare i pedaggi, l’ultima presa in giro di Autostrade
  • I vertici dell'azienda, appena dopo i funerali, avevano promesso: «Da lunedì stop ai pagamenti su Genova». Ma ieri in centinaia hanno dovuto versare i 70 centesimi. Solo alle 11 la pezza: «I sistemi non erano aggiornati».
  • Benetton preferisce il ponte del suo yacht. Gilberto s'è rifugiato nelle acque della Sardegna a bordo del Nanook, una delle due mega barche di famiglia, per non essere assediato dai media. Il portavoce: «Ognuno fa le ferie dove vuole, comunque è molto operativo». Si spiega così l'assenza al pranzo di Cortina.
  • I pm puntano sul video «privato» del crollo. La Procura si concentra sulla dinamica dell'incidente al Morandi. Fra i tre filmati inediti acquisiti dalla Finanza, quello della ditta Italferr è ritenuto «molto importante». Prelevati anche i documenti sul parere tecnico che segnalava i pericoli al ministro Graziano Delrio.

Lo speciale contiene tre articoli. All'interno le foto dell'esclusiva imbarcazione in cui si è rifugiato Gilberto Benetton.

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«Abusò di una minorenne»: non va in cella
iStock
A Pisa un magrebino è accusato di violenze su una 14enne ubriaca, poi salvata dal padre. Il giudice però gli dà solo l’obbligo di dimora. A Bologna un albanese, durante una rapina con due complici, sequestra un ragazzino che si trovava in casa da solo.

A Pisa passano due mesi e, davanti a un’indagine per violenza sessuale aggravata su una quattordicenne, la risposta è un obbligo di dimora. Solo un confine geografico da non superare. A Bologna, invece, passa più di un anno e, per una rapina in abitazione con un diciassettenne immobilizzato con delle fascette da elettricista, viene individuato e arrestato uno dei tre aggressori. Gli altri restano un’ombra.

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In stazione il carico di balle dell’Anm: «Temi che la politica ci controlli? Vota no»
Nel riquadro, il manifesto affisso all'interno della Stazione Centrale di Milano (IStock)
Alla Centrale di Milano un manifesto per deviare i cittadini. Di Pietro: «Chi ha in mano il nostro destino trucca le carte».

Pronti a tutto, anche a mentire, pur di arrivare al risultato. L’obiettivo del Comitato del No è convincere gli elettori a recarsi al referendum per votare contro la riforma della giustizia approvata in Parlamento. Disinnescare le tesi del Sì portando gli argomenti di chi è contro. Almeno dovrebbe essere così, eppure sorprendono i mezzi utilizzati dal Comitato del No. «Vorresti giudici che dipendono dalla politica? Al referendum vota no», si legge a caratteri cubitali su un manifesto appeso in stazione Centrale a Milano. Una menzogna che può far presa su chi di giustizia sa poco o nulla.

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Trump non scherza e avverte Colombia, Cuba, Messico e Iran
Donald Trump (Ansa)
Da Bogotà Petro replica agli States: «Narcotrafficante? Falso, riprendiamo le armi».

L’operazione Absolute resolve che ha portato alla cattura del presidente venezuelano, Nicolás Maduro, e della moglie, Cilia Flores, è soltanto la concretizzazione di una nuova fase della politica estera statunitense. Donald Trump lo ha chiaramente spiegato ripartendo dalla cosiddetta Dottrina Monroe, risalente al 1823 e che prende il nome dal presidente americano James Monroe. Questa teoria affermava che gli Stati Uniti dovevano avere una supremazia incontrastata sull’emisfero occidentale, cioè di fatto sulle Americhe.

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Da Maduro ai ghiacci: Trump c’è, l’Europa no
Ursula von der Leyen (Ansa)
L’arresto di Maduro svela gli obiettivi del tycoon: limitare l’influenza del Dragone sul mondo e accaparrarsi le materie prime. Davanti al braccio di ferro tra Usa e Cina, l’Ue sta a guardare. Mentre si suicida con il green.

Dimenticate gli ideali dell’Occidente. Democrazia, libertà, diritto internazionale non sono mai stati al centro di Absolute resolve, nome in codice con cui gli Stati Uniti hanno chiamato la loro operazione speciale in Venezuela. L’arresto di Maduro ha come unico motivo ispiratore gli affari e il controllo geopolitico delle materie prime che consentono all’America di mantenere il predominio economico sul mondo. Trump ha deciso di intervenire in Sud America e minaccia di prendersi, con le buone o le cattive, la Groenlandia perché vuole limitare l’attivismo della Cina a livello globale. In discussione c’è la cosiddetta Via della seta, che non è un’autostrada ma una strategia commerciale e politica per estendere l’influenza di Pechino sul resto del mondo, a partire dall’Africa e dall’Europa per finire appunto alla parte meridionale del continente americano.

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