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Migranti Albania: dall'accordo ai centri - Cronistoria di un esperimento europeo

Migranti Albania: dall'accordo ai centri - Cronistoria di un esperimento europeo

Il 6 novembre 2023 Italia e Albania firmano un protocollo per la costruzione di due centri per migranti in territorio albanese, gestiti e finanziati dall'Italia. Obiettivo dichiarato: esternalizzare parte della gestione delle richieste d'asilo per alleggerire il sistema italiano. Il progetto, primo del genere in Europa, prevede centri a Shengjin (hotspot portuale) e Gjader (centro trattenimento ed espulsioni) con capacità iniziale 3.000 persone all'anno.

Dal novembre 2023 all'operatività dei primi trasferimenti nell'ottobre 2024, tra costruzione accelerata, costi (670-680 milioni di euro fino al 2028), sentenze della magistratura che bloccano i trattenimenti, polemiche politiche e attenzione internazionale: questa è la cronistoria completa dell'accordo Italia-Albania sui migranti, dalle origini alle prospettive future.

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I giudici liberano persino gli immigrati pedofili

I giudici liberano persino gli immigrati pedofili

Altre quattro mancate convalide di trattenimento: la Corte d’Appello di Roma rimanda in Italia immigrati con condanne gravissime che hanno chiesto protezione internazionale.

I giudici liberano dal Cpr in Albania 4 marocchini condannati per gravi reati tra cui violenza sessuale, anche su minori. Hanno fatto domanda di protezione internazionale. A pensar male si fa peccato, ma a vedere le sentenze spesso ci si azzecca. Dopo il caso del marocchino Fatallah Ouardi, trentanovenne con «condanne per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso e violenza sessuale di gruppo», per il quale la Corte d’appello di Roma ha annullato il trattenimento nel Cpr albanese di Gjadër, i magistrati della Capitale hanno compiuto nuove prodezze. Liberando altri galantuomini, soltanto perché hanno presentato istanza di protezione internazionale.

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Giorgia Meloni: dalla Garbatella a Palazzo Chigi – Storia di un'ascesa politica

Giorgia Meloni: dalla Garbatella a Palazzo Chigi – Storia di un'ascesa politica

Nata nel 1977 nel quartiere popolare della Garbatella a Roma, Giorgia Meloni è diventata il 22 ottobre 2022 la prima donna Presidente del Consiglio nella storia della Repubblica Italiana. Dalla militanza giovanile nel Movimento Sociale Italiano alla fondazione di Fratelli d'Italia, questa è la cronistoria completa di una delle figure politiche più influenti della Terza Repubblica.

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Guerra Russia-Ucraina: dalla Crimea all'invasione - Cronologia del conflitto

Guerra Russia-Ucraina: dalla Crimea all'invasione - Cronologia del conflitto

Il 24 febbraio 2022 la Russia invade l'Ucraina su larga scala, scatenando la più grande guerra convenzionale in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale. Ma le radici del conflitto affondano nel 2014 con l'annessione della Crimea e la guerra nel Donbass, e ancora più indietro nella dissoluzione dell'Unione Sovietica e nelle tensioni tra identità russa e ucraina. Questa è la cronologia completa della guerra: dagli antefatti storici all'invasione del 2022, dalle battaglie di Kiev, Mariupol e Bakhmut alle conseguenze geopolitiche globali, dalle sanzioni occidentali alla resistenza ucraina. Un conflitto che ha ridisegnato l'ordine mondiale, causato centinaia di migliaia di morti e ridotto intere città in macerie.

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Con Leone un Papa torna al Meeting

Con Leone un Papa torna al Meeting

Prima di lui ha presenziato alla convention di Rimini solo Giovanni Paolo II. In estate «tour» di Prevost in Italia: tomba di Sant’Agostino, Terra dei Fuochi e Lampedusa.

Dopo quarant’anni un altro Papa prenderà parte al Meeting per l’amicizia tra i popoli, l’incontro che dal 1980 alcuni amici di Rimini vollero cominciare ad organizzare per una fede che si faceva cultura. Come insegnerà proprio Giovanni Paolo II nell’agosto del 1982 - quando fu appunto il primo Papa a partecipare al Meeting di Rimini - , l’esperienza nata e sviluppata nell’alveo del movimento di Comunione e Liberazione che da allora rappresenta forse l’appuntamento estivo più importante non solo per chi vive la fede e appartiene al movimento, ma anche per il mondo culturale e politico non solo italiano.

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La Casa Bianca: «Vogliamo comprare la Groenlandia». La Francia all’Ue: «Reagire»

La Casa Bianca: «Vogliamo comprare la Groenlandia». La Francia all’Ue: «Reagire»

Parigi prova ad arruolare i partner contro le mire degli Stati Uniti sull’isola artica. Washington: «Prima la diplomazia». Allo studio pure un patto di libera associazione.

Parigi torna a fare la voce grossa contro Washington. E stavolta lo fa sulla questione della Groenlandia. «Vogliamo agire, ma vogliamo farlo insieme ai nostri partner europei», ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, annunciando che avrebbe discusso del dossier con gli omologhi di Germania e Polonia. Insomma, Parigi dice di voler «agire» contro le rivendicazioni statunitensi sulla Groenlandia, ma precisa di non volerlo fare da sola. Una presa di posizione, quella della Francia, avvenuta poco dopo che Washington si è rifiutata di escludere l’opzione militare nei confronti dell’isola più grande del mondo.

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