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La Casa Bianca: «Vogliamo comprare la Groenlandia». La Francia all’Ue: «Reagire»

La Casa Bianca: «Vogliamo comprare la Groenlandia». La Francia all’Ue: «Reagire»

Parigi prova ad arruolare i partner contro le mire degli Stati Uniti sull’isola artica. Washington: «Prima la diplomazia». Allo studio pure un patto di libera associazione.

Parigi torna a fare la voce grossa contro Washington. E stavolta lo fa sulla questione della Groenlandia. «Vogliamo agire, ma vogliamo farlo insieme ai nostri partner europei», ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, annunciando che avrebbe discusso del dossier con gli omologhi di Germania e Polonia. Insomma, Parigi dice di voler «agire» contro le rivendicazioni statunitensi sulla Groenlandia, ma precisa di non volerlo fare da sola. Una presa di posizione, quella della Francia, avvenuta poco dopo che Washington si è rifiutata di escludere l’opzione militare nei confronti dell’isola più grande del mondo.

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I leader Ue tentano il muro. Ma il tycoon non molla e tratta con la Groenlandia

I leader Ue tentano il muro. Ma il tycoon non molla e tratta con la Groenlandia

Per l’«Economist» si lavora a un Trattato di libera associazione. Mentre il fedelissimo Stephen Miller provoca i danesi. I volenterosi: «Confini inviolabili, l’isola fa parte della Nato».

L’amministrazione Trump non arretra sulla Groenlandia, mentre cresce la tensione tra Washington e il Vecchio Continente. «Questa è stata la posizione formale del governo degli Stati Uniti fin dall’inizio di questa amministrazione - francamente potremmo risalire alla precedente amministrazione Trump - ovvero che la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti», ha dichiarato, lunedì sera, il vicecapo dello staff della Casa Bianca, Stephen Miller. «Non si tratterebbe di un’azione militare contro la Groenlandia: la Groenlandia ha una popolazione di 30.000 persone. La vera domanda è: con quale diritto la Danimarca rivendica il controllo sulla Groenlandia?», ha proseguito, per poi aggiungere: «Qual è la base della sua rivendicazione territoriale? Qual è la base per cui si considera la Groenlandia una colonia della Danimarca? Gli Stati Uniti sono la potenza della Nato. Affinché gli Stati Uniti possano proteggere la regione artica e difendere la Nato e i suoi interessi, ovviamente la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti». «Nessuno combatterà militarmente gli Stati Uniti per il futuro della Groenlandia», ha anche detto Miller.

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Ucraina, il tracollo storico di Ue e Zelensky: per due anni buttati sangue e soldi

Il presidente sbaglia: i valorosi soldati ucraini non perderanno mai la dignità. Semmai a rischiare è lui, che ha illuso il popolo. E rischiano gli europei, che hanno alimentato il conflitto a costi umani ed economici altissimi.
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Il riarmo tedesco è made in Israel: missili e droni per scordare la Shoah

A 80 anni dall’Olocausto, Gerusalemme ha un ruolo chiave nella modernizzazione della Bundeswehr. «Ne siamo orgogliosi», dicono i funzionari di Bibi al «Telegraph». Stanziati da Merz quasi 3 miliardi.

Se buona parte della modernizzazione della Bundeswehr, le forze armate federali, è ancorata all’industria tedesca, Israele sta svolgendo un ruolo chiave nella fornitura di tecnologia di difesa. «La Germania dipende enormemente dalla tecnologia israeliana, in particolare nei settori della tecnologia dei droni, della ricognizione e della difesa aerea», riferisce Roderich Kiesewetter, membro della Cdu come il cancelliere Friedrich Merz e capo della delegazione tedesca presso l’Assemblea parlamentare euromediterranea (Apem). Il parlamentare ha aggiunto che il suo Paese «beneficia inoltre notevolmente della cooperazione in materia di intelligence, che ha già impedito molti attacchi terroristici in Germania». Al Telegraph, alti funzionari della difesa israeliani hanno dichiarato di svolgere un ruolo chiave nella nuova politica di riarmo tedesca e di esserne «orgogliosi».

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Venti Stati all’Ue: «Rimpatriare gli afgani»

Venti Stati all’Ue: «Rimpatriare gli afgani»

Una coalizione di nazioni, Italia inclusa, scrive alla Commissione: «Troppe violenze, a casa chi delinque». I tedeschi, con tanti saluti al requisito dei «Paesi sicuri», già si sono mossi. A costo di accreditare diplomatici talebani e di dare i criminali in pasto alla sharia.
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Putin fa i conti: «Al fronte siamo 700.000»

Putin fa i conti: «Al fronte siamo 700.000»

  • Donald Trump striglia lo zar: «Sono deluso, Mosca perde più uomini di Kiev». Ma a Keir Starmer che chiede pressioni replica: «Voglio evitare il terzo conflitto mondiale». Sergej Lavrov poliziotto buono: «Donald capisce le cause profonde». Oggi nuovo pacchetto Ue contro la Russia.
  • Il perdurare delle ostilità in Ucraina dipende dall’Europa, messa al palo dal tycoon.

Lo speciale contiene due articoli

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