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Nel mondo venduto un rossetto rosso ogni minuto. Nell'antichità era vietato, ora lo usano pure gli uomini

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Nel mondo venduto un rossetto rosso ogni minuto. Nell'antichità era vietato, ora lo usano pure gli uomini
  • Durante i periodi di maggiore difficoltà economica, le donne si truccano di più. Solo nel 2017 il comparto (che comprende anche lucidalabbra, stick protettivi e matite) ha generato in Italia un giro d'affari pari a 305,4 milioni di euro. Il trend generale si conferma in crescita con un +6,9% rispetto al 2016. Esistono colorazioni dal beige al marrone scuro dedicate al sesso maschile.
  • Si chiama Espressoh il marchio creato da una giovane under 30 che propone stick al sapore di caffè.
  • Come prendersi cura della propria bocca con meno di 10 euro. Il brand tedesco Essence lanciato una linea di prodotti da 3 euro l'uno che assicurano l'idratazione necessaria dopo il freddo inverno.
  • Addio versione opaca: la nuova moda vuole i glitter. I «lust kit» di Pat McGrath sono sold out in tutto il mondo e comprendono un rossetto in crema, colla per le labbra e glitter in due tonalità da mixare.
  • Elizabeth Taylor aveva una regola ferrea: nessuna delle donne sul set con lei poteva indossare il rossetto rosso. La regina Elisabetta I era convinta che il rossetto avesse dei poteri magici, tanto da indossarlo anche in punto di morte: ecco 20 curiosità sulle tinte per le labbra.

Lo speciale comprende cinque articoli e una gallery con le ultime novità

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«L’Iran una minaccia? Balle di Israele»
Imagoeconomica
Si dimette Joe Kent, capo dell’Antiterrorismo: «Non posso sostenere il conflitto». La replica del tycoon: «Era un debole. Stiamo vincendo, faremo a meno della Nato».

Si è aperta una crepa nell’amministrazione americana in merito alla guerra in Iran: il capo del Centro per l’antiterrorismo americano, Joe Kent, ha rassegnato le dimissioni, rimproverando al presidente americano Donald Trump di essere cascato nella trappola di Israele e della lobby americana. Soprattutto perché «l’Iran non rappresentava una minaccia imminente».

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Evacuati altri soldati italiani da Baghdad
Ansa
L’annuncio del ministro Guido Crosetto: «Sono usciti dall’Iraq, presto saranno a casa. Stiamo facendo rientrare i militari che correvano troppi rischi nella missione. Chi resta deve avere garanzia di sicurezza». Massima allerta per il contingente Unifil in Libano.

«Tutti i soldati italiani nelle basi militari che era troppo pericoloso lasciare lì a causa del conflitto in Iran sono stati fatti rientrare. E ne saranno fatti rientrare altri»: il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Tg4, pronuncia le parole che gli italiani da giorni aspettavano di ascoltare. L’azzardo di Donald Trump e Benjamin Netanyahu, che attaccando l’Iran hanno scatenato una guerra che ha infiammato l’intero Medio Oriente, non può e non deve mettere in pericolo la vita dei soldati italiani, fino a ora solo sfiorati (per fortuna) dalle bombe di Teheran piovute sulla base di Erbil, in Iraq, su un hotel di Baghdad, ancora in Iraq e sulla base di Ali Al Salem, in Kuwait, mentre la base Unifil di Shama, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana nel Sud del Libano, con 1.300 nostri soldati, che operano insieme a tanti contingenti di altri Paesi, è sotto il fuoco incrociato di israeliani e Hezbollah.

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Altri raid su Teheran, ayatollah decapitati. Israele: «Uccisi Larijani e Soleimani»
Il complesso sportivo Shohadan-e Esmaeili, bersaglio dei raid aerei statunitensi e israeliani sull'Iran (Getty Images)
Le Idf eliminano il capo della sicurezza nazionale e il leader delle forze paramilitari Basij. Hezbollah lancia ancora missili.

La guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran segna una nuova escalation con l’uccisione di Ali Larijani, figura chiave dell’apparato di sicurezza della Repubblica islamica. Secondo quanto annunciato dall’esercito israeliano e dal ministro della Difesa Israel Katz, Larijani - segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale e destinatario di una taglia americana da 10 milioni di dollari - è stato eliminato in un attacco aereo nella notte tra lunedì e martedì.

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L’emigrazione e le tante decorazioni. Ho capito troppo tardi chi era papà
(iStok). Nel riquadro, l'ultimo libro di Antonello Piroso
L’amore disperato per un genitore, ma anche l’incomprensione che per molto tempo ha accompagnato la paternità. In un libro faccio i conti con una storia familiare complicata, ma lui non potrà più leggerlo.

Grezzo. Rozzo. Confuso. Banale. Ridondante. Inutilmente enfatico. Caotico. Disordinato. Sbrodolato. Ripetitivo. Pensierini da Baci Perugina... Tali aggettivi ed espressioni le metto a disposizione di chi, dopo aver letto il mio libro, avrà voglia di stroncarlo - legittimamente, sia chiaro: il diritto di critica è sacrosanto. Anche perché quei termini sono tutti calzanti.

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