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Nel mondo venduto un rossetto rosso ogni minuto. Nell'antichità era vietato, ora lo usano pure gli uomini

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Nel mondo venduto un rossetto rosso ogni minuto. Nell'antichità era vietato, ora lo usano pure gli uomini
  • Durante i periodi di maggiore difficoltà economica, le donne si truccano di più. Solo nel 2017 il comparto (che comprende anche lucidalabbra, stick protettivi e matite) ha generato in Italia un giro d'affari pari a 305,4 milioni di euro. Il trend generale si conferma in crescita con un +6,9% rispetto al 2016. Esistono colorazioni dal beige al marrone scuro dedicate al sesso maschile.
  • Si chiama Espressoh il marchio creato da una giovane under 30 che propone stick al sapore di caffè.
  • Come prendersi cura della propria bocca con meno di 10 euro. Il brand tedesco Essence lanciato una linea di prodotti da 3 euro l'uno che assicurano l'idratazione necessaria dopo il freddo inverno.
  • Addio versione opaca: la nuova moda vuole i glitter. I «lust kit» di Pat McGrath sono sold out in tutto il mondo e comprendono un rossetto in crema, colla per le labbra e glitter in due tonalità da mixare.
  • Elizabeth Taylor aveva una regola ferrea: nessuna delle donne sul set con lei poteva indossare il rossetto rosso. La regina Elisabetta I era convinta che il rossetto avesse dei poteri magici, tanto da indossarlo anche in punto di morte: ecco 20 curiosità sulle tinte per le labbra.

Lo speciale comprende cinque articoli e una gallery con le ultime novità

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Oggi l’incontro tra il leader Usa e quello cinese: sul tavolo la guerra commerciale, l’Iran e i rapporti con la Russia. Donald si presenta con tutti i big delle multinazionali, da Musk agli amministratori delegati di Nvidia, Apple, Meta, Boeing, Visa...

Si registra grande attesa per l’incontro che si terrà oggi tra Donald Trump e Xi Jinping. Il presidente americano è arrivato ieri nella Repubblica popolare, accompagnato dal segretario di Stato, Marco Rubio, e dal capo del Pentagono, Pete Hegseth, oltre che da una folta delegazione di rappresentanti del mondo economico e tecnologico statunitense.

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Sul sito di «Repubblica» è apparso un banner pubblicitario realizzato con l’IA in cui si mostrava il «mio» litigio con il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, in una puntata di «Porta a Porta». Tutto fasullo: così manipolano i volti per raggirare i risparmiatori.

«Mentite a milioni di italiani: come Gianluigi Paragone ha smascherato il ceo di Intesa Sanpaolo in diretta su Porta a Porta». La notizia che ho bucato e che mi riguarda l’abbiamo trovata su Repubblica.it in un articolo di Giuseppe Colombo, ed è corredato da fotografie che sanciscono il mio epico duello televisivo con Carlo Messina.

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I giovani e la ristorazione: un lavoro che non vogliono più fare?

Le nuove generazioni non vogliono più lavorare nei ristoranti? Oppure sono i ristoratori che pagano poco e non offrono buone condizioni? O ci sono altri temi più profondi da affrontare? Ne parliamo con Anastasia Paris, chef e imprenditrice di Futura.

Non si può condannare chi è già stato assolto
Carlo Nordio (Ansa)
Il Guardasigilli interviene sul trattamento riservato a Stasi: «Paradossale». Un sistema che dà 16 anni a un uomo, dopo 5 pronunciamenti, e poi riparte da zero è folle. Ma le toghe non vogliono cambiare.

A distanza di quasi 20 anni il delitto di Chiara Poggi fa discutere non soltanto nelle aule di giustizia, e di conseguenza sui giornali e in tv, ma anche nei convegni, come un caso di scuola da cui, in negativo, prendere esempio. Ne ha parlato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che - intervenuto a un dibattito - si è chiesto come si possa condannare una persona quando è già stata assolta due volte da una Corte d’assise e da una d’Appello. «È una situazione paradossale, dovuta a una legislazione che andrebbe cambiata, ma è molto difficile», ha spiegato il Guardasigilli. «Certo, oggi un comune cittadino si domanda perplesso come possa esistere una situazione in cui una persona ha scontato una fortissima pena da colpevole, mentre un’altra è attualmente indagata sulla base di prove per le quali l’autore del delitto sarebbe completamente diverso dal primo». A certificare il cortocircuito della giustizia, ribadisco, è il ministro della Giustizia. Il quale ammette l’anomalia, ma addirittura riconosce che quello di Garlasco è un esempio di legislazione sbagliata.

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