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Ritratti | Sara Blakely, la milionaria “contenitiva”

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

Priorità alla Manovra: vertice a Palazzo Chigi
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e il premier Giorgia Meloni (Ansa)
L’esecutivo, alle prese con il caso Piantedosi, si è concentrato ieri sera sulle risorse da dare alle famiglie e alle imprese. È l’ultima chance per riprendersi dalla batosta sulla giustizia. Mentre il campo largo si è impigliato nell’eterna discussione sulle primarie.

Il governo va avanti pancia a terra sui temi economici e sociali. L’obiettivo è intervenire per migliorare le condizioni di vita degli italiani messe a dura prova dalle congiunture internazionali. Ieri sera un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi proprio per parlare del Documento di finanza pubblica.

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Claudia Conte, la prezzemolina dalla Ciociaria tra cinema, giornalismo e salotti
Claudia Conte (Ansa)
  • Ieri l’unico commento della donna: «Preferisco il silenzio, ricordo le mie competenze».
  • Sinistra scatenata sul caso che coinvolge il titolare del Viminale. Un po’ ipocrita, da parte di chi deve ancora spiegare il rapporto tra la Salis e il suo assistente.

Lo speciale contiene due articoli.

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Il centrodestra fa quadrato attorno a Piantedosi: «Vicenda privata»
Matteo Piantedosi (Ansa)
Dal ministero si negano favoritismi, mentre l’opposizione incalza. Resta il mistero sul perché Claudia Conte abbia parlato.

Il personale non è politico: la vicenda della relazione sentimentale tra la giornalista Claudia Conte e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, nella lettura che ne danno nel centrodestra e nel governo, rovescia completamente il famoso motto femminista «il personale è politico», coniato nel 1970 da Carol Hanisch.

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Ramy, rischiano sette carabinieri
Ansa
La Procura chiede il processo per i militari accusati di frode, depistaggio e falsità ideologica. Con loro pure Fares Bouzidi, amico della vittima, che guidava lo scooter.

Da una parte chi fugge, dall’altra chi insegue. Due traiettorie con lo stesso punto d’impatto. E con lo stesso profilo giudiziario. Fares Bouzidi sullo scooter, senza patente, a tratti «contromano» e a oltre i 120 all’ora. Il carabiniere Antonio Lenoci alla guida della Gazzella dell’Arma. Per la Procura di Milano guidata da Marcello Viola i due sono sullo stesso piano giuridico: entrambi chiamati a rispondere di omicidio stradale, entrambi dentro la stessa catena causale che portò alla morte, il 24 novembre 2024, di Ramy Elgaml.

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