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Ritratti | Sara Blakely, la milionaria “contenitiva”

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

Cari uomini in divisa, ma chi ve lo fa fare?
Francesco Imprezzabile (Ansa)
Il vigile Francesco Imprezzabile, davanti all’auto che non ha rispettato l’alt, ha pagato la sua dedizione con la vita. In un Paese che sta con i fuggiaschi, non ne vale la pena.

Ma chi ve lo fa fare? Dico a voi, uomini in divisa, poliziotti, carabinieri, vigili urbani come Francesco Imprezzabile, morto l’altro giorno a 39 anni mentre inseguiva un albanese, con precedenti nel curriculum e droga in tasca, che aveva forzato un posto di blocco: chi ve lo fa fare? Chi ve lo fa fare di buttarvi all’inseguimento dei criminali, di rischiare la vostra vita per fermare un delinquente? Chi ve lo fa fare di stare lì, ore e ore, al caldo d’estate o al freddo d’inverno, per controllare chi viaggia per le nostre strade munito di droga e armi? Chi ve lo fa fare di insistere? Di cercare di bloccare chi attenta alla nostra sicurezza? Chi ve lo fa fare? Perché non girate la testa dall’altra parte? Perché non fate finta di niente? Perché non dimenticate per un attimo la divisa che portate? Chi ve lo fa fare, per quel mistero stipendio, di servire un Paese che poi vi ripaga scrivendo sui muri «fuck police» e «carabinieri assassini»?

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Il ministro degli Esteri russo, Lavrov, svela il presunto business plan degli americani: «Vogliono acquistare e riparare la parte europea per vendere il nostro gas rincarato».

Anche se le incursioni di droni ucraini su raffinerie in Russia causano grossi problemi agli approvvigionamenti di carburante, non è sufficiente perché Mosca accetti condizioni ritenute «irricevibili» per negoziati con Kiev. I russi seguitano quindi le operazioni, nei cieli e sul fronte terrestre, per logorare gli avversari.

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«Con il suicidio assistito agevolato la società eliminerà chi è “inutile”»
iStock
Alla Consulta, l’allarme dei malati incurabili che si ribellano alla morte programmata.

Quasi due ore di dibattito serrato. È stata intensa, ieri mattina, l’udienza alla Corte Costituzionale; iniziata alle 9.30, ha visto un confronto sulla legittimità dell’articolo 580 del Codice penale, che non consente il suicidio assistito in assenza della necessità per la persona malata di un trattamento di sostegno vitale.

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Fronte Onu per «sfrattare» l’utero in affitto
La sede dell'Onu a Ginevra (iStock)
A Ginevra, Italia e Vaticano guidano i lavori per una moratoria globale sulla maternità surrogata. Attesa una dichiarazione congiunta insieme ad altri Paesi contrari al commercio della vita. Eugenia Roccella: «I bambini non siano oggetto di transazione».

Una moratoria internazionale sull’utero in affitto. La chiede da fin troppo tempo Reem Alsalem, la relatrice speciale Onu contro la violenza sulle donne, autrice di un report dettagliatissimo e sconvolgente sulla realtà tremenda della cosiddetta maternità surrogata.

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