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Ritratti | Sara Blakely, la milionaria “contenitiva”

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

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Soldati dell’Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla al largo delle acque di Cipro, secondo quanto riportano i media israeliani. Un commando della marina militare israeliana avrebbe abbordato una delle navi della Flotilla, partita dalla Turchia con circa 50 imbarcazioni dirette verso Gaza.

Poco prima, il ministero degli Esteri di Israele aveva scritto su X, riferendosi alla missione della Flotilla: «Ancora una volta, una provocazione fine a sé stessa: un’altra cosiddetta “flottiglia di aiuti umanitari” senza alcun aiuto umanitario. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza e invita tutti i partecipanti a questa provocazione a cambiare rotta e a tornare immediatamente indietro».

«Per Xi conta soltanto l’America»
Federico Rampini (Ansa)
L’analista Federico Rampini: «Col vertice di Pechino tramonta l’idea sciocca di un’alleanza Europa-Cina per rispondere ai dazi di Trump. È sconcertante che un leader comunista capisca la forza del capitalismo Usa meglio di Bruxelles».
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Meloni sceglie la linea dura con la Ue: «Fateci spendere per la crisi energetica»
Giorgia Meloni (Ansa)

Lettera del premier alla Von der Leyen: «La clausola non valga solo per la Difesa». Niet di Bruxelles.

Giorgia Meloni chiede formalmente alla Commissione Ue di estendere anche alle spese per fronteggiare la crisi energetica la possibilità di derogare ai vincoli del Patto di stabilità. Altrimenti, argomenta il presidente del Consiglio, «sarebbe molto difficile per il governo spiegare all’opinione pubblica» la scelta di destinare soldi all’acquisto di armi, mentre mancano risorse per alleviare il peso delle bollette o abbassare il prezzo della benzina.

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Trump rilancia la guerra all’Isis
Donald Trump

Dopo il blitz Usa in Nigeria e la rivendicazione dell’uccisione di Abu-Bilal al-Minuki, considerato il numero due globale dello Stato islamico, Washington punta a rafforzare la cooperazione con Abuja contro il jihadismo in Africa.

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