{{ subpage.title }}

Ritratti | Giuseppe Eugenio Luraghi

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

Un’Adorazione vista dal Bambino: Gasparro vince il Premio Eccellenti Pittori
«Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo» (@Giovanni Gasparro)
Quel che vide Nostro Signore al primo sguardo vince la dodicesima edizione del Premio Eccellenti Pittori – Brazzale. Per Giovanni Gasparro è un ritorno al successo, dopo la vittoria della prima edizione nel 2014.
Continua a leggereRiduci
L’Europa si pavoneggia però conferma: da sola è inutile
Emmanuel Macron e Friedrich Merz (Ansa)
Emmanuel Macron e Friedrich Merz al Consiglio lodano unità e reazione dell’Unione, per poi ribadire l’essenzialità degli States.

Ieri sera si è tenuto a Bruxelles il vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, convocato dal presidente del Consiglio europeo, António Costa, per discutere delle relazioni transatlantiche alla luce delle tensioni degli ultimi giorni sulla Groenlandia. La riunione è stata confermata nonostante il clima apparisse «più positivo» rispetto alle 24 ore precedenti, dopo la parziale marcia indietro annunciata da Donald Trump a Davos sulle minacce di dazi e sull’uso della forza. Come hanno fatto trapelare alcune fonti europee, proprio questo miglioramento del contesto ha reso comunque «rilevante» il confronto tra i leader, chiamati a fare i conti con quella che a Bruxelles viene ormai definita una «nuova normalità» nelle relazioni con Washington: più imprevedibile e segnata da ricorrenti elementi di instabilità.

Continua a leggereRiduci
La Groenlandia mugugna. Intanto Trump intasca accesso totale e basi militari
Donald Trump (Ansa)
  • Le indiscrezioni sull’accordo prevedono truppe in loco e il diritto di estrarre terre rare, escludendo Russia e Cina. Malumori di Nielsen e Frederiksen: «Sovranità intoccabile»
  • Già un anno fa, il governo dell’isola informava della necessità di capitali per sviluppare l’estrazione mineraria. L’intervento americano è provvidenziale, vista la sonnolenza di Bruxelles e Biden davanti all’avanzata di Xi.

Lo speciale contiene due articoli

Continua a tenere banco l’accordo in via di definizione sulla Groenlandia. Donald Trump punta a far sì che questa intesa, annunciata mercoledì sera, possa consentire a Washington di conseguire i suoi obiettivi strategici nell’Artico. «Se questo accordo andrà in porto, e il presidente Trump ne è molto fiducioso, gli Stati Uniti raggiungeranno tutti i loro obiettivi strategici riguardo alla Groenlandia a costi contenuti», ha affermato ieri la Casa Bianca. «Il presidente Trump sta dimostrando ancora una volta di essere un vero negoziatore. Non appena i dettagli saranno definiti, saranno resi noti», ha aggiunto.

Continua a leggereRiduci
Ue umiliata anche dall’ingrato Zelensky. «Divisa e passiva, Mosca sta vincendo»
Ansa
L’affondo da Davos: «Perché Putin è ancora a piede libero?». Oggi ad Abu Dhabi il primo trilaterale Ucraina-Russia-Usa.

L’Europa, dopo essere stata strigliata dal presidente americano Donald Trump, è finita nel mirino anche del leader di Kiev, Volodymyr Zelensky.

«È smarrita, frammentata, non agisce come una grande potenza», ha detto il presidente ucraino dal palco del World economic forum a Davos, divenuto ormai la sede per esporre senza mezzi termini la debolezza dell’Ue. Per gran parte del suo discorso, avvenuto poco dopo l’incontro con il tycoon, Zelensky ha criticato l’immobilità dei suoi alleati più stretti, avvertendo che «Trump non ascolterà questo tipo di Europa». «Un anno fa a Davos ho terminato il mio discorso dicendo che l’Europa deve sapere come difendersi», ma dopo 12 mesi «non è cambiato nulla». E ha quindi passato in rassegna le questioni più delicate in cui i partner europei non hanno brillato per incisività: dalla Groenlandia all’Iran, dalle spese militari alle misure poco efficaci contro la Russia.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy