Ricordiamo il milione e mezzo di morti armeni per mano dell’impero ottomano

Oggi ricorre il 105° anniversario del genocidio degli Armeni nell’Impero Ottomano che ha causato più di 1,5 milioni di morti. Il 24 aprile di ogni anno centinaia di migliaia di armeni provenienti dall’Armenia e da altri Paesi del mondo si recano al Memoriale delle vittime del Genocidio a Yerevan, Tsitsernakaberd, per rendere omaggio alle vittime innocenti.

Quest’anno a causa delle misure di contenimento della pandemia di coronavirus l’accesso al memoriale del genocidio sarà chiuso, e questa volta gli armeni di tutto il mondo renderanno omaggio alle vittime in un modo molto particolare. Innanzitutto, ogni partecipante alla commemorazione accenderà una candela e si unirà a tutti gli altri in una cerimonia di commemorazione virtuale. Inoltre, sulle colonne del Memoriale saranno proiettati i nomi di tutte le persone che invieranno messaggi di partecipazione, per assicurare così una presenza simbolica attorno alla fiamma perenne.

Testimonianze del genocidio degli Armeni possono essere trovate in ogni angolo del mondo. I discendendi dei sopravvissuti al genocidio vivono nei Paesi dove hanno trovato rifugio e hanno creato comunità armene. È così che è nata la grande diaspora armena.

Il ricordo dei genocidi e la realtà attuale sono inevitabilmente interconnessi. È un crimine su larga scala i cui danni sono così gravi che anche dopo decenni la loro influenza ancora si sente sui discendenti delle vittime e sull’intera umanità.

Purtroppo, l’umanità non ha voltato pagina e persiste ancora il pericolo di nuovi genocidi. Se il primo genocidio del secolo passato fosse stato a suo tempo riconosciuto e condannato, i successivi crimini contro l’umanità non avrebbero avuto luogo e non avremmo assistito a tutto ciò che sta accadendo ancora oggi in diverse parti del mondo. Il fatto che ancora oggi vengano commessi crimini contro diversi gruppi etnici e religiosi per via della loro identità dimostra chiaramente che il mondo ancora non si è liberato dal rischio di nuovi crimini contro l’umanità. Uno dei motivi per cui i genocidi e i crimini contro l’umanità si ripetono è la mancanza di unità, determinazione e coerenza nel riconoscimento e nella condanna dei genocidi già avvenuti da parte della comunità internazionale. Simili crimini contro l’umanità richiedono azioni cogiunte e decise da parte delle istituzioni internazionali, degli Stati e della società civile.

Sono circa una trentina i paesi che hanno riconosciuto e hanno condannato il genocidio Armeno, tra cui anche l’Italia. La camera dei deputati italiana aveva affrontato questa questione per la prima volta nel 2000. E nell’aprile dello scorso anno la Camera ha adottato una mozione che impegna il Governo italiano a riconoscere ufficialmente il Genocidio armeno e a darne risonanza internazionale. Nei giorni precedenti alla votazione alla camera la Turchia si è impegnata fortemente cercando di bloccare l’adozione della mozione ma, nonostante la pressione, la mozione è stata approvata all’unanimità e subito dopo l’Ambasciatore italiano ad Ankara è stato convocato al ministero degli Esteri turco per fornire chiarimenti.

Con l’adozione della mozione sul riconoscimento del genocidio degli Armeni l’Italia ha riconfermato la sua fedeltà ai valori universali, apportando il proprio contributo alla nobile causa della prevenzione dei genocidi e dei crimini contro l’umanità.

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