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«L'azienda impegnata nella ricerca di un vaccino contro il Covid-19 è l'americana Merck & Co. Inc. operante oggi in tutta Europa col nome Msd»

Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico con sede a Darmstadt, Germania, chiede la rettifica di un'informazione non corretta riportata nell'articolo "I Big del farmaco trattano con l'UE, l'immunità per gli effetti collaterali" pubblicato su La Verità il 27 agosto 2020 in quanto:

L'Azienda che è impegnata nella ricerca di un vaccino contro il Covid-19, ed è parte di Vaccines Europe, è l'americana Merck & Co. Inc. (Kenilworth, NJ), operante oggi in tutta Europa col nome MSD (come è possibile verificare sul sito https://www.vaccineseurope.eu/, dove è riportato, correttamente, il logo MSD), e questa informazione dovrebbe essere esplicitamente riportata per evitare confusione con Merck

Merck - l'originale - detiene i diritti globali per l'utilizzo del nome e del marchio Merck. Le sole eccezioni sono il Canada e gli Stati Uniti, dove l'azienda è presente col marchio EMD (acronimo di Emanuel Merck Darmstadt). Al fine di rafforzare il suo brand, Merck si è attivata a livello globale per prevenire violazioni dei diritti sul nome e le confusioni che spesso si generano a seguito di ciò.

La Cei: «C’è da evangelizzare l’Italia»
Matteo Zuppi (Imagoeconomica)
I vescovi si accorgono che nella nostra società «la fede non può più essere data per scontata. Serve una conversione missionaria». Manca solo un po’ di autocritica.

Si è tenuta a Roma, dal 23 al 25 marzo, la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente, sotto la guida del suo presidente, il cardinale e arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.

Tra i temi dibattuti dai presuli, secondo il comunicato finale, i vari conflitti che «insanguinano diverse regioni del mondo», «l’indebolimento del diritto internazionale», le «divisioni che lacerano il tessuto civile» con un focus sulla «fatica delle comunità» cristiane, malgrado la positiva «sete di speranza».

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Dimmi La Verità | Carmela Auriemma (M5s): «Analizziamo il risultato del referendum»

Ecco #DimmiLaVerità del 27 marzo 2026. La vicecapogruppo alla Camera del M5s Carmela Auriemma commenta il risultato del referendum e la situazione nel campo largo.

Ecco il primo vero suicidio di Stato. Giudici e Cnr forniscono l’«arma»
iStock
Fa scalpore il caso di «Libera», la donna di Firenze che ha fatto ricorso alla morte assistita attraverso un dispositivo creato appositamente dall’ente scientifico. Il tutto nella Regione della legge sull’eutanasia.

Il suicidio assistito in Italia ora è a quota 14, ma quello consumatosi ieri ha un sapore drammaticamente particolare essendo la prima vera morte di Stato, la prima cioè che abbia coinvolto tutti gli ambiti istituzionali: quello legislativo, quello sanitario, quello giudiziario e quello scientifico. Per rendersene conto non resta che ripercorrere la vicenda della protagonista di questa morte on demand, vale a dire «Libera», nome di fantasia di una toscana di 55 anni affetta da sclerosi multipla e paralizzata dal collo in giù. La signora aveva iniziato la sua battaglia nel marzo del 2024 quando - sulla scorta della sentenza della Consulta n. 242 del 2019, nota anche come «sentenza Cappato» sulla non punibilità per chi agevoli il suicidio assistito - aveva fatto richiesta alla Usl Toscana Nord Ovest per la verifica della sussistenza dei requisiti per accedere alla procedura.

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Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia dopo il via libera dell'Eurocamera alla fase negoziale con il Consiglio Ue per definire un nuovo quadro giuridico sul rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione.

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