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Restrizioni e diktat possibili solo grazie a media complici

Restrizioni e diktat possibili solo grazie a media complici
Obblighi e discriminazioni si sono retti su bugie e svilimento del dissenso: deriva a segno con la complicità dell’informazione.

Pubblichiamo di seguito un estratto del libro Il regime in redazione. Manuale di autodifesa dall'informazione ideologica, scritto dal condirettore della Verità, Massimo de' Manzoni, con la prefazione di Mario Giordano, in edicola da domani con il quotidiano e con Panorama a 7,90 euro più il prezzo di copertina. Il volume evidenzia il ruolo fondamentale del sistema mediatico nel processo di distorsione della realtà, a tutela della narrazione dominante. Tendenza da sempre presente in Italia, ma che ha avuto una svolta estremamente negativa con la pandemia di Covicare.

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Primarie, economia e Iran. Trump resta forte nel Gop ma affronta ostacoli al Senato, stalli geopolitici e un'economia meno brillante.

Dalla tavola all’identità: cosa resta della lezione di Petrini
Carlo Petrini (Ansa)

Il fondatore di Slow food e dell'università di Pollenzo ha trasformato il mangiare in un gesto civile. Luci e ombre di un'eredità che non si può dimenticare.

Che tristezza quando il cibo viene ridotto a mero carburante da consumare il più in fretta possibile, spesso senza neanche pensarci, per tornare subito a fare altro.

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Pechino vuole governarci con i chip ma la sua fabbrica in Italia è un flop
iStock
In crisi la L-Foundry, gruppo dei semiconduttori di Avezzano che ha 1.300 dipendenti.

L’intelligenza sarà anche artificiale, ma la crisi è purtroppo reale. Il modello cinese mostra un atteggiamento coloniale nelle aziende e un’assoluta indifferenza alle sorti di chi ci lavora.

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Auto bianche contro la macchina del fango mediatica che diffonde notizie fuorvianti sui loro guadagni: «Non dichiariamo 19.000 euro l’anno, quello è l’imponibile al netto dei costi. L’80% di noi è indebitato...».

Dicono che l’auto bianca non sia poi così candida, che sia una «guida» all’evasione. Possibile? Il «tiro al tassista» è ormai un evergreen con cui abbagliare l’opinione pubblica nella caccia alle partite Iva che farebbero più «nero» in Italia, e in effetti, da tempo, la categoria è spesso percepita dal cittadino come una casta di furbetti.

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