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Sommella: «Nessuna attività relativa a quei fondi offshore»

Con riferimento all'articolo apparso sul vostro giornale in data 28/01/2018 dal titolo L'uomo di Bankitalia portò fondi tossici in Pop Vicenza tengo a precisare, per un'esaustiva informazione dei vostri lettori e a tutela della mia onorabilità, immagine e professionalità, quanto segue: il sottoscritto non ha mai condotto alcuna attività relativa ai fondi offshore ivi citati.

Infatti, come peraltro documentato e appurato in altre sedi, il signor Matta venne in banca accompagnato dal signor Majorano - persona che conoscevo da diversi anni non per motivi di lavoro - nel mese di dicembre 2011. Gli stessi fecero la loro presentazione alla quale assistette tra l'altro, collegato in video conferenza, anche l'allora vicedirettore generale responsabile dell'area finanza e per quello che mi riguarda la cosa fini lì. Sottolineo anche di non aver mai riscontrato né risposto all'email ricevuta nel febbraio 2012 dal signor Majorano né mai veicolato la stessa ad altre strutture della banca a riprova che, a mio avviso, l'operazione non andava eseguita.

Tali mie valutazioni negative in ordine alla prosecuzione dell'operazione furono inoltre comunicate telefonicamente al signor Majorano. Dopo questi episodi personalmente non ho più avuto nessun contatto con il signor Matta. Dichiaro che sia il signor Matta sia gli altri nominativi interessati ai fondi, che sono citati nell'articolo, non li conoscevo prima e non li ho mai conosciuti neanche dopo. Ribadisco pertanto la mia totale estraneità alle decisioni afferenti gli investimenti di Banca popolare di Vicenza nei fondi in questione

Mariano Sommella

Pure Kennedy si piegò alle fettuccine, mito nato nel Rinascimento
Ansa
Il grande Alfredo Di Lelio rese popolare in tutto il mondo un antico piatto della cucina romana. Che conquistò re e divi.

Marzo 1953, è l’ora di pranzo di un luminosissimo giorno di primavera. Alla porta del ristorante Il Vero Alfredo in piazza Augusto Imperatore, a due passi dall’Ara Pacis, si presenta un giovane senatore americano. Viene dal Massachusetts, ha 36 anni, è alto 1,83, ha personalità da vendere. Nel suo curriculum c’è anche una medaglia di eroe di guerra. È a Roma per capire gli italiani ma, soprattutto, vuol capire, attraverso gli italiani, i suoi connazionali. Perché da quasi 30 anni quel locale, quel nome, Alfredo, è una tappa obbligata per qualunque yankee arrivi a Roma? Dopo il Papa, per gli americani, viene Alfredo il cui nome spopola ancora oggi sui menu di pasta di tutti gli Usa (vedi La Verità 10 gennaio). Un penitente d’Oltreoceano nell’Anno Santo 1950, lascia scritto sul registro degli autografi: «Giorno memorabile! Al mattino l’udienza con il Papa e poi il pranzo da Alfredo!». Un altro commenta entusiasta: «Ho fatto 28.000 miglia per venire a Roma da Alfredo. Ne è valsa la pena».

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«Il futuro di Geox passa dal negozio fisico»
Francesco Di Giovanni @Max Montingelli
L’amministratore delegato del gruppo di Montebelluna Francesco Di Giovanni: «Ne abbiamo 600 in tutto il mondo, ci permettono un dialogo continuo con i clienti. Ci rivolgiamo alla classe media che vive un periodo di incertezza. Innovare senza perdere identità è fondamentale».
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La rabbia degli italiani per la decisione del tribunale dei minori dell'Aquila: manifestazioni a Vasto per la famiglia nel bosco dopo la separazione dai figli.

Rete elettrica e rinnovabili: le leve per la sicurezza e la competitività dell’Italia
Giuseppina Di Foggia (Imagoeconomica)
Studio Teha-Terna sul ruolo dell’infrastruttura di trasmissione: l’espansione di eolico e fotovoltaico, con nuovi investimenti, rafforza l’indipendenza energetica e riduce i costi.

La rete di trasmissione elettrica si conferma una delle infrastrutture strategiche per il futuro energetico ed economico dell’Italia. In un contesto caratterizzato dalla crescita delle fonti rinnovabili e dalla necessità di rafforzare sicurezza e autonomia energetica, il sistema elettrico nazionale è chiamato a evolversi per integrare in modo efficiente nuova produzione da solare ed eolico e sistemi di accumulo. È questo il quadro che emerge dallo studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da Teha Group in collaborazione con Terna e presentato a Roma, che analizza l’evoluzione del mix energetico e gli effetti economici degli investimenti nella rete.

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