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Joseph Shaw: «Le autorità inglesi censurano per paura della guerra civile»

Joseph Shaw: «Le autorità inglesi censurano per paura della guerra civile»
Al centro Joseph Shaw
Il filosofo britannico: «Gli islamici vengono usati per silenziare i cristiani nella sfera pubblica, ma non sono loro a chiederlo».

Joseph Shaw è un filosofo cattolico britannico, presidente della Latin Mass Society, realtà nata per tramandare la liturgia della messa tradizionale (pre Vaticano II) in Inghilterra e Galles.

Dottor Shaw, nel Regno Unito alcune persone sono state arrestate per aver pregato fuori dalle cliniche abortive. Crede che stiate diventando un Paese anticristiano?

«Senza dubbio negli ultimi decenni c’è stato un tentativo concertato di escludere le espressioni del cristianesimo dalla sfera pubblica. Un esempio è l’attacco alla vita dei non nati, ma anche il tentativo di soffocare qualsiasi risposta cristiana a tale fenomeno. Questi arresti quasi mai sono legalmente giustificati: in genere le persone vengono rilasciate senza accuse. La polizia va oltre la legge, anche se la stessa legge è già piuttosto draconiana e ingiusta. In realtà, preferiscono evitare che questi temi emergano in un’aula giudiziaria pubblica, e questo è interessante. Ovviamente non si tratta di singoli agenti: la polizia è guidata da varie istituzioni, che forniscono linee guida e altro. Ora siamo nel pieno di un dibattito in Parlamento sull’eutanasia. I sostenitori dicono esplicitamente: “L’opposizione viene tutta dai cristiani, quindi dovrebbe essere ignorata”, come se i cristiani non avessero diritto di parola nel processo democratico. In tutto il Paese c’è la percezione che il cristianesimo sia qualcosa di negativo, da spazzare via. Certo, è solo una parte dell’opinione pubblica, non la maggioranza. Ma è qualcosa che si nota nella classe politica, non universalmente, tra gli attori importanti».

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Piantedosi manda gli ispettori a Genova per il killer in giro col permesso scaduto
Nel riquadro Pietro Alberto Paolo Signor (iStock)
Il senegalese accusato di aver ucciso Signor non è stato espulso malgrado l’incetta di reati. Il ministro vuole vederci chiaro.

L’uccisione di Pietro Alberto Paolo Signor, il clochard in attesa di trapianto di cuore, avvenuta a Genova sabato scorso, ha sollevato una certa «attenzione», per usare un eufemismo, da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

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Quegli italiani dimenticati nel 1946
Getty Images
Niente urne nella provincia di Bolzano né nella circoscrizione di Trieste, Venezia Giulia, Zara. Alessandro Urzì (Fdi): «Esclusi dalla comunità nazionale. Devono essere ricordati».

C’è una storia dimenticata attorno al 2 giugno del 1946. L’Italia è distrutta dalla guerra. Il Paese è spaccato. Diviso. Non solo perché gli italiani si sono combattuti durante una terribile guerra civile.

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Così il «partito del Quirinale» è diventato padrone dello Stato
Alle spalle, il Quirinale (Imagoeconomica). Nel riquadro, il libro di Castellani e Quagliariello
Nel libro di Lorenzo Castellani e Gaetano Quagliariello la storia di 80 anni di Repubblica. Con una Carta nata per avere governi poco stabili, il sistema cerca un Principe. Lo trova prima nei partiti. Poi, dopo Mani Pulite, si sposta sul Colle.

Nella parte sui princìpi e sui diritti fondamentali, le culture politiche trovano relativamente presto un terreno comune: la Costituzione è «riconosciuta» da tutti come liberale e democratica, come sottolinea Meuccio Ruini quando, nella seduta del 12 marzo 1947, rivendica il sistema di libertà e diritti che la distingue tanto dai modelli totalitari quanto dalle esperienze instabili del passato.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 2 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 2 giugno con Carlo Cambi

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