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Buttati altri soldi nei film. Ma è Giuli o Franceschini?

Buttati altri soldi nei film. Ma è Giuli o Franceschini?
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli (Imagoeconomica)
Il ministro si straccia le vesti per il mancato finanziamento del documentario su Regeni, spara a zero sulle «sue» commissioni cinema, stanzia altri 20 milioni (626 in totale) e annuncia una riforma d’intesa con il Pd.

Quella di Giulio Regeni è la storia terribile di un omicidio politico, però quella del film a lui dedicato è invece una banale vicenda di soldi pubblici reclamati e negati. La pellicola incentrata sul ricercatore assassinato dieci anni fa in Egitto è stata usata nelle scorse settimane per costruire uno scandalo contro l’attuale maggioranza, una querelle che, ahinoi, rischia di avere successo e di riportare al passato il sistema di finanziamento pubblico del cinema italiano.

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Giudici contro Nordio e il Garante perché si occupano dei Trevallion
Carlo Nordio (Ansa)
Entrata a gamba tesa dei magistrati, proprio ora che la mediazione sta dando frutti.

«Vietato parlare al conducente». Il cartello consunto che ancora si legge su qualche corriera arrugginita in Valmasino o in Cilento è la stella polare del sistema giudiziario italiano, dove la dialettica è un optional e il diritto di critica vale solo a senso unico.

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Sono le élite che guidano le proteste. E così pure Starmer può cavarsela
Keir Starmer (Ansa)
Nelle manifestazioni non è espressa la volontà popolare, ma è il potere che tesse la tela.

Da quando, con la Pandemia, l’Occidente ha scelto di instaurare la biopolitica, sempre più persone si sono viste costrette a utilizzare categorie novecentesche per comprendere eventi di nuovo tipo, frutto di dinamiche altre, inedite e sino a quel momento soltanto ipotizzate.

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Vannacci inventa «l’immigraticidio»
Roberto Vannacci (Imagoeconomica)
Nuova provocazione del generale, che prosegue la sua critica al reato di femminicidio. E sulle alleanze spiega: «Non ho alzato io i muri, ma gli esponenti di centrodestra».

Dacci oggi le ultime vannacciate quotidiane. Non passa giorno che il generale Roberto Vannacci non ne spari una delle sue.

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Cella piccola e carcere affollato. Sconto di pena al pedofilo pakistano
Il carcere La Dogaia di Prato (Ansa)
Lo straniero era dentro per violenza su minore, ma uscirà prima e con un mini risarcimento in denaro. Il tema delle condizioni dei penitenziari, spesso indegne, è reale, ma lo è anche quello della sicurezza.

Un sessantunenne pachistano, che sta scontando la pena in seguito alla condanna a 12 anni per violenza su minore, quando uscirà dal carcere della Dogaia di Prato potrà usufruire di uno sconto di pena di 199 giorni per le condizioni «degradanti» e «disumane» durante il periodo di detenzione.

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