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Rapina in villa con tortura. E non si deve sparare?

Rapina in villa con tortura. E non si deve sparare?
Istockphoto

Ogni volta che si discute di legittima difesa, ovvero del diritto a difendersi in casa propria, ti obiettano che i reati sono in diminuzione e dunque non c'è alcun bisogno di fare una legge che ti autorizzi a sparare a chi si introduce senza permesso all'interno della tua abitazione. «Così si legalizza l'omicidio», è arrivato a dire un magistrato contrario al decreto sicurezza predisposto dal ministro dell'Interno, «perché si consente di sparare a chiunque».

Ditegli insomma le consuete banalità che si dicono in tv e che vengono dette da chi una rapina violenta nel cuore delle notte non l'ha mai subita. E poi sentirete che cosa vi risponderanno. Io di certo le frasi scontate che sento pronunciare in tv quando si parla di legittima difesa non le dirò mai. Perché pur sapendo che i delitti sono in calo, e così pure i furti in casa, so anche che sono in aumento le rapine violente e soprattutto so che la criminalità è cambiata. Una volta un ladro si introduceva in una casa quando era certo che non vi fosse il proprietario, in modo da poter agire indisturbato. Ora, invece, i delinquenti attendono che il padrone di casa rientri, augurandosi di trovarlo nel momento in cui è più indifeso, cioè con la propria famiglia. I bambini, i figli, la moglie sono ostaggi da usare per convincere il capofamiglia ad aprire la cassaforte e a consegnare tutto ciò che possiede. Qualcuno magari potrebbe pensare che sia meglio non custodire niente in casa e anzi non avere neppure un forziere. Sbagliato. Come hanno potuto misurare sulla propria pelle i coniugi di Chieti, anche non avere preziosi e una cassaforte è rischioso, perché i banditi si possono arrabbiare, picchiare, violentare, fino a farsi consegnare il bancomat e il codice segreto per svuotarti il conto. Anni fa, i poveri custodi di una villa nel Veneto, furono picchiati, violentati e infine uccisi perché gli assassini non erano rimasti soddisfatti del bottino.

Di famiglie sorprese nel sonno, di pensionati torturati, di anziani soffocati dal bavaglio, sono piene le cronache degli ultimi anni. In tv, nelle puntate di Dalla vostra parte, su Rete 4, abbiamo dato spesso voce al popolo delle vittime, una voce che in molti non vogliono sentire. Soprattutto i tizi che in tv o sui giornali spiegano che la legittima difesa sarebbe il Far West. Io non sono un pistolero e non ho nessuna intenzione di armarmi. Però non posso biasimare chi invece intende farlo. Né ho intenzione di condannare chi, nel cuore della notte, trovandosi davanti un delinquente, reagisce sparando. Oggi la legge stabilisce che la reazione deve essere proporzionale all'offesa. Ma come si fa a sapere quale offesa ti arrecherà il bandito che entra in casa tua mentre dormi? Come si fa a stabilire se è armato, se ha cattive intenzioni, se sentendo che in casa c'è qualcuno scapperà? Come si fa, soprattutto, a imporre alle vittime di non avere paura e di reagire con sangue freddo?

Cari signori, voi che temete la trasformazione dell'Italia in una terra di nessuno, dove le persone dormono con la pistola sotto il cuscino e cenano tenendo la mano sul calcio della colt, quando criticate la legittima difesa, prima abbiate il coraggio di guardare negli occhi le vittime e di vedere i loro corpi torturati. Poi, con calma, ne riparliamo, perché sono certo che ci avrete ripensato.

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«Salis va in piazza, ma scorda i nostri eroi»
Silvia Salis (Getty Images)
Massimo Cortesi, responsabile della comunicazione dell’Associazione nazionale Alpini: «L’adunata dell’8-10 maggio è stata voluta dal Comune di Genova. Adesso prevalgono gli interessi di parte. Scuole chiuse? Capiamo il disagio, ma non l’abbiamo chiesto noi».

È da più di cent’anni, più precisamente dal 1920, che gli Alpini organizzano la loro adunata. Ogni anno scelgono una diversa città italiana dove ritrovarsi, vedere vecchi e nuovi amici e, infine, ricordare il periodo della naja. Da qualche tempo, però, la loro parata è accompagnata da polemiche.

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Presidi di protesta in tutto il Paese. Alto rischio di scontri ai cortei del 1° maggio
Ansa
In centinaia a Torino, Roma, Milano e Genova. Spunta pure Silvia Salis. I portuali: «Blocchiamo tutto». Pericolo violenze ai raduni odierni.

Dal punto di vista della gestione dell’ordine pubblico il lungo weekend del primo maggio che inizia oggi rischia di essere caratterizzato da una imprevista «navigazione a vista». Il blitz della marina israeliana contro le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto a in acque internazionali di competenza dell’Ue ha infatti scombinato, già dal pomeriggio di ieri, il calendario delle manifestazioni previste in questi giorni.

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Raid e blocco navale per piegare Teheran
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Trump ha fretta di chiudere la partita con l’Iran e non esclude di superare lo stallo con più pressione economica e militare. Poi un’ulteriore frecciata a Merz: «Dedichi più tempo a porre fine alla guerra in Ucraina e a risanare il suo Paese in rovina».

Continua a rivelarsi incerto il destino del processo diplomatico iraniano. Donald Trump punta innanzitutto a mantenere alta la pressione economica sul regime khomeinista, confermando il blocco navale imposto ai porti della Repubblica islamica.

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Moina di Mattarella al governo: «Piano Mattei ok»
Sergio Mattarella (Ansa)
Il capo dello Stato, in visita alla Piaggio di Pontedera, fa una carezza all’esecutivo lodando la politica di cooperazione con i Paesi africani sul tema dell’immigrazione.

E il terzo giorno Sergio Mattarella vide che scaricare su Carlo Nordio la colpa del caso Nicole Minetti non era cosa né buona né giusta. Così, improvvisamente, lodò il governo sulle politiche migratorie e sul piano Mattei per l’Africa.

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