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2022-07-11
Quarantotto ore in Calabria
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Castello e porto di Scilla (iStock)
È la punta della nostra penisola, e uno dei luoghi più variegati del Paese. Mare, montagna, vallate, colline, in Calabria c'è tutto. Tradizione e turismo marittimo si fondono perfettamente in una miscela di divertimento e relax alla portata di tutti. Le sagre sono uno dei motori della regione che ne vanta per ogni stagione. E poi c'è la storia, quella che fa riflettere e quella che lascia a bocca aperta, ii colori del sole che si immerge e sorge dal mare. Posta tra Tirreno e Jonio, la Calabria è una terra ricca di destinazioni di valore.
Tra le città più importanti, Reggio Calabria è alle pendici dell'Aspromonte e di fronte allo Stretto di Messina. La sua posizione privilegiata le ha permesso di intrecciare intensi rapporti commerciali con la Sicilia. Ha origini greche, ma un aspetto moderno modellato dai rovinosi terremoti che l'hanno colpita. La città custodisce nel Museo Archeologico di Reggio Calabria i celeberrimi Bronzi di Riace. Crotone è una delle province più recenti. Affacciata sulla costa ionica, è stata un fondamentale centro culturale e di commercio ai tempi della Magna Grecia. A oggi resta il centro più industrializzato della regione. Qui si trova Capo Colonna, uno dei siti archeologici calabresi più famosi. È ricca di fascino anche Cosenza, città nel centro di una delle valli più fertili della zona che l’ha resa un’importante area agricola. Nata come capitale dell'antica popolazione dei Bruzi, conserva ancora oggi, nella parte più antica in collina, un aspetto medievale. Il Duomo di Cosenza è una tappa interessante: in pieno stile romanico, troneggia nel centro storico della città. Di grande importanza per la regione c’è anche Catanzaro, posta su una cresta collinare. Fondata dai Bizantini in posizione elevata per ragioni difensive, nel corso della storia è stata a lungo isolata, ma nel Novecento si è sviluppata allargandosi verso il mare. Gli amanti della natura si lasceranno ammaliare dal Parco della Biodiversità di Catanzaro dedicato alla flora e fauna dell'area mediterranea.
Oltre alle sue città più importanti, la Calabria offre numerosi punti di interesse come Capo Vaticano, tra Pizzo Calabro e Nicotera, 7 chilometri di acque limpidissime, con panorami da cartolina tra lisce scogliere di tufo, rupi a picco sul mare e calette dai fondali sabbiosi e cristallini. L’Isola di Capo Rizzuto si trova su un promontorio nel cuore dell'area marina di Capo Rizzuto, per l’appunto, la zona protetta più estesa d’Europa e racchiude interessanti siti archeologici e spiagge incontaminate. Gli amanti del mare non possono fare a meno di prendere il sole sulle spiagge di Tropea, un angolo di paradiso dalla sabbia bianca e dal mare cristallino. Tra le più belle della regione spicca anche la Spiaggia dell’Arcomagno, meta caratteristica che si trova a San Nicola Arcella: è una piccola laguna composta da piccoli ciottoli e ghiaia e deve il suo nome al grande arco di roccia che la protegge dal mare.
E se nella bella Riviera dei Cedri, gioiello nel panorama calabrese, spicca l’Isola di Dino, teatro di numerose battaglie storiche e utilizzata per avvistare le navi dei pirati, un luogo davvero imperdibile ma anche insolito da visitare è anche Pentedattilo, un misterioso borgo antico delle “cinque dita”, così chiamato perché prende il nome dalla forma della rupe del Monte Calvario, a forma di una gigantesca mano. A lungo abbandonato, è diventato uno dei luoghi fantasma tra i più suggestivi d'Italia.
E poi la Calabria è cibo. La cucina calabrese è ricchissima: tra i prodotti della tradizione culinaria locale da provare assolutamente, spiccano la nduja di Spilinga, un salame spalmabile morbido e piccante ideale sul pane, sulla pizza e nei sughi, la soppressata calabrese, un insaccato preparato con carne magra e grasso di maiale, al quale spesso viene aggiunto il peperoncino e del finocchietto selvatico, il caciocavallo silano e la cipolla rossa di Tropea IGP, più dolce grazie alle particolari condizioni climatiche e geografiche in cui cresce.
Ischia, l'isola del dio Sole
Di origine vulcanica, l'isola è famosa per i suoi paesini incastonati nella roccia che creano un bizzarro panorama che al tramonto si accende dei colori del sole riflesso nel mare.
Ischia è da sempre meta irrinunciabile per le vacanze italiane. Fin da marzo, grazie al suo clima mediterraneo, avvicina i turisti con i suoi colori e i suoi profumi. Tra relax e cultura, Ischia offre ogni tipo di vacanza. Per chi ama la storia, immancabile è una visita al magnifico Castello aragonese - la fortificazione voluta verso la metà del 1400 da Alfonso d’Aragona - e alla Torre Michelangelo posta di fronte al castello. Da visitare anche il santuario della Madonna di Montevergine e il Museo-Giardino di Lady Walton, a Forio, conosciuto come La Mortella, creato dalla moglie del compositore William Walton e ricco di collezioni di specie vegetali provenienti da svariati Paesi.
Per chi non vuole rinunciare alle terme, anche in estate, Ischia è il luogo ideale, considerando le innumerevoli sorgenti, fumarole e fanghi che sono ampiamente sfruttate dai centri termali e wellness per rendere piacevole oltreché salutare la permanenza dei turisti. Nel Comune di Ischia si trovano i bacini di Fornello (con sorgenti a 45°) e la sorgente del Pontano, con acque più fredde e saline. Nel Comune di Casamicciola ci sono invece le sorgenti di Gurgitello, Sinigaglia e Cotto, con temperatura fino ai 65°. Sempre a Casamicciola sgorgano dal fondo di un cratere inattivo le acque delle sorgenti di La Rita, mentre nel parco termale del Castiglione le sorgenti nella mitologia erano dedicate al Dio Apollo. Nella zona di Lacco Ameno ci sono le sorgenti di Santa Restituta, della Regina Isabella, di San Montano. Nel Comune di Forio, quelle di Citara ed Agnone, la prima protetta dalla dea Venere. Sempre qui poi d’obbligo qualche ora presso le terme di Poseidon. Presso i Maronti, la spiaggia più lunga di Ischia, circa due km, si trovano le sorgenti che per prime furono utilizzate a scopo curativo, quelle di Olmitello, che in greco significa ‘eliminazione dei calcoli’, quelle di Nitrodi, che nella mitologia erano protette dalle Ninfe Nitrodi, e quelle di Cava Scura dove la temperatura dell’acqua arriva a 72°. Vi sono, inoltre, le sorgenti di Cava Chiara, della Gondola, dell’albergo Vittorio e di Afrodite, intensamente sfruttate dagli stabilimenti termali.
Rafting tra le gole del Raganello
Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, la riserva naturale protetta Gole del Raganello, compresa tra i comuni di San Lorenzo Bellizzi, Civita e Cerchiara (CS) è la terra del rafting. Qui, in un’area di 1.600 ettari si snoda un canyon lungo 17 chilometri in una adrenalinica discesa lunga 13 chilometri.
Il canyon del Raganello, che gli appassionati distinguono in Gole alte e Gole basse, offre un’esperienza che teme pochi confronti, tra acque tumultuose e cascate. Il percorso, a tratti insidioso, richiede a chi decide di scenderne le acque spirito di avventura, nervi saldi e una certa esperienza. Formato da maestosi costoni di roccia levigata e forgiata dalle acque del fiume Raganello, gode tutt’intorno di una lussureggiante vegetazione punteggiata da pini loricati, tipici di questo territorio. Vista la conformazione e le difficoltà del territorio, con una discesa in mezzo alle rocce che si sviluppa per ben 13 chilometri e pareti che in alcuni tratti raggiungono l’altezza di 800 metri, le Gole del Raganello sono raccomandate prevalentemente a sportivi esperti. Per praticare rafting qui è d’obbligo affidarsi a uno dei tanti centri specializzati presenti nella zona. Forniscono assistenza, formazione e attrezzatura adeguata alle discese, dal casco alla muta alla giacca antiacqua, in modo da garantire un’esperienza in completa sicurezza.
Se volete comunque immergervi nella natura, questo è il posto che fa per voi: oltre al rafting, il Canyon delle Gole del Raganello è l’ambiente perfetto per praticare altri sport estremi, dall’alpinismo al freeclimbing, oppure attività ben più placide che consentono di godere della bellezza del contesto naturale: passeggiate, trekking o birdwatching, per esempio.
Centocinquantamila ettari di ricchezze naturali uniche nel loro genere: è l'altopiano della Sila che si estende in Calabria tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro. Un patrimonio naturale dove la diversità dei paesaggi, la varietà di specie animali e vegetali e la bellezza dei luoghi hanno reso opportuna la costituzione del Parco Nazionale della Sila che ne tutela i tesori. Si tratta del più vecchio parco nazionale della Calabria, tra i primi 5 nati in Italia. Un'area che, pur conservando il suo affascinante aspetto di zona selvaggia e incontaminata, colpisce il visitatore grazie ai tanti caratteristici paesini che ospita, alla squisita accoglienza e all'opportunità di praticare numerosi sport outdoor. Ogni momento dell'anno è giusto per ammirare e godere lo splendido territorio di questa terra dalle mille risorse.
Il re della tavola: il peperoncino
In questa regione l’oro rosso è il peperoncino, assoluto principe della tavola. E Diamante ne è la capitale, tanto da aver dedicato al piparedduzzu (così si dice in dialetto) un’Accademia che ogni anno organizza a settembre (quest'anno dal 7 all'11) un Festival che ha raggiunto ormai fama internazionale: cinema, arte, cultura, incontri, dibattiti, satira, musica, sfilate di moda, spettacoli di strada e tanta gastronomia in cui l’oro rosso non manca mai.
L’itinerario parte proprio da Diamante, il “Giardino dei cedri”, otto chilometri di spiaggia, mare cristallino e vicoli allegramente colorati da murales. In questa graziosa cittadina è d’obbligo assaggiare le tante salse e la famosissima n’duja: un insaccato aromatizzato al peperoncino, ottimo come antipasto o per insaporire i primi piatti. Infine una visita a Maierà, 8 km da Diamante, dove, presso il palazzo ducale è ospitato il Museo del peperoncino. Seguendo la costa verso nord, si incontrano spiagge frequentatissime: Scalea, con il suo borgo antico disposto a gradinate e Praia a Mare, immersa tra i cedri, con la suggestiva Isola di Dino e il Santuario della Madonna della Grotta da cui si può godere di uno straordinario panorama sulla costa. Il nostro itinerario si conclude, ritornando sulla costa tirrenica, a Paola, dove dall’1 al 4 maggio si celebra il patrono della Calabria, San Francesco di Paola. Per la festa numerosi fedeli giungono da tutta Italia, trascorrendo le notti all’aperto, cantando e suonando. L’evento culmina con la processione con la statua del santo che, attraverso un viale con numerose edicole in maiolica in cui sono rappresentati i miracoli di San Francesco, prima giunge al convento dove, nella chiesa gotica, si conservano le reliquie del santo e nel pomeriggio approda sulla spiaggia per la benedizione delle barche. A mezzanotte, i fuochi d’artificio chiudono la festa.
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Con le temperature in aumento e le giornate sempre più lunghe, cresce la voglia di scappare dalle città nel fine settimana per esplorare il nostro Bel Paese. Mare, montagna, lago, collina non conta: l’importante è evadere dalla routine.Vivere la Calabria. Tra mare, sapori decisi, storia e natura.Ischia, l'isola del dio Sole. Da scoprire tra sentieri e panorami mozzafiato. Il lato selvaggio, tra cascate e canyon dove il rafting la fa da padrone. E poi il Parco Nazionale della Sila, polmone verde della regione.Il re della regione, il peperoncino. A lui, Diamante ha dedicato un'accademia e un festival.Lo speciale comprende quattro articoli e gallery fotografiche.È la punta della nostra penisola, e uno dei luoghi più variegati del Paese. Mare, montagna, vallate, colline, in Calabria c'è tutto. Tradizione e turismo marittimo si fondono perfettamente in una miscela di divertimento e relax alla portata di tutti. Le sagre sono uno dei motori della regione che ne vanta per ogni stagione. E poi c'è la storia, quella che fa riflettere e quella che lascia a bocca aperta, ii colori del sole che si immerge e sorge dal mare. Posta tra Tirreno e Jonio, la Calabria è una terra ricca di destinazioni di valore.Tra le città più importanti, Reggio Calabria è alle pendici dell'Aspromonte e di fronte allo Stretto di Messina. La sua posizione privilegiata le ha permesso di intrecciare intensi rapporti commerciali con la Sicilia. Ha origini greche, ma un aspetto moderno modellato dai rovinosi terremoti che l'hanno colpita. La città custodisce nel Museo Archeologico di Reggio Calabria i celeberrimi Bronzi di Riace. Crotone è una delle province più recenti. Affacciata sulla costa ionica, è stata un fondamentale centro culturale e di commercio ai tempi della Magna Grecia. A oggi resta il centro più industrializzato della regione. Qui si trova Capo Colonna, uno dei siti archeologici calabresi più famosi. È ricca di fascino anche Cosenza, città nel centro di una delle valli più fertili della zona che l’ha resa un’importante area agricola. Nata come capitale dell'antica popolazione dei Bruzi, conserva ancora oggi, nella parte più antica in collina, un aspetto medievale. Il Duomo di Cosenza è una tappa interessante: in pieno stile romanico, troneggia nel centro storico della città. Di grande importanza per la regione c’è anche Catanzaro, posta su una cresta collinare. Fondata dai Bizantini in posizione elevata per ragioni difensive, nel corso della storia è stata a lungo isolata, ma nel Novecento si è sviluppata allargandosi verso il mare. Gli amanti della natura si lasceranno ammaliare dal Parco della Biodiversità di Catanzaro dedicato alla flora e fauna dell'area mediterranea.Oltre alle sue città più importanti, la Calabria offre numerosi punti di interesse come Capo Vaticano, tra Pizzo Calabro e Nicotera, 7 chilometri di acque limpidissime, con panorami da cartolina tra lisce scogliere di tufo, rupi a picco sul mare e calette dai fondali sabbiosi e cristallini. L’Isola di Capo Rizzuto si trova su un promontorio nel cuore dell'area marina di Capo Rizzuto, per l’appunto, la zona protetta più estesa d’Europa e racchiude interessanti siti archeologici e spiagge incontaminate. Gli amanti del mare non possono fare a meno di prendere il sole sulle spiagge di Tropea, un angolo di paradiso dalla sabbia bianca e dal mare cristallino. Tra le più belle della regione spicca anche la Spiaggia dell’Arcomagno, meta caratteristica che si trova a San Nicola Arcella: è una piccola laguna composta da piccoli ciottoli e ghiaia e deve il suo nome al grande arco di roccia che la protegge dal mare. E se nella bella Riviera dei Cedri, gioiello nel panorama calabrese, spicca l’Isola di Dino, teatro di numerose battaglie storiche e utilizzata per avvistare le navi dei pirati, un luogo davvero imperdibile ma anche insolito da visitare è anche Pentedattilo, un misterioso borgo antico delle “cinque dita”, così chiamato perché prende il nome dalla forma della rupe del Monte Calvario, a forma di una gigantesca mano. A lungo abbandonato, è diventato uno dei luoghi fantasma tra i più suggestivi d'Italia.E poi la Calabria è cibo. La cucina calabrese è ricchissima: tra i prodotti della tradizione culinaria locale da provare assolutamente, spiccano la nduja di Spilinga, un salame spalmabile morbido e piccante ideale sul pane, sulla pizza e nei sughi, la soppressata calabrese, un insaccato preparato con carne magra e grasso di maiale, al quale spesso viene aggiunto il peperoncino e del finocchietto selvatico, il caciocavallo silano e la cipolla rossa di Tropea IGP, più dolce grazie alle particolari condizioni climatiche e geografiche in cui cresce.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-calabria-2657646843.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="ischia-l-isola-del-dio-sole" data-post-id="2657646843" data-published-at="1657547565" data-use-pagination="False"> Ischia, l'isola del dio Sole Di origine vulcanica, l'isola è famosa per i suoi paesini incastonati nella roccia che creano un bizzarro panorama che al tramonto si accende dei colori del sole riflesso nel mare. Ischia è da sempre meta irrinunciabile per le vacanze italiane. Fin da marzo, grazie al suo clima mediterraneo, avvicina i turisti con i suoi colori e i suoi profumi. Tra relax e cultura, Ischia offre ogni tipo di vacanza. Per chi ama la storia, immancabile è una visita al magnifico Castello aragonese - la fortificazione voluta verso la metà del 1400 da Alfonso d’Aragona - e alla Torre Michelangelo posta di fronte al castello. Da visitare anche il santuario della Madonna di Montevergine e il Museo-Giardino di Lady Walton, a Forio, conosciuto come La Mortella, creato dalla moglie del compositore William Walton e ricco di collezioni di specie vegetali provenienti da svariati Paesi.Per chi non vuole rinunciare alle terme, anche in estate, Ischia è il luogo ideale, considerando le innumerevoli sorgenti, fumarole e fanghi che sono ampiamente sfruttate dai centri termali e wellness per rendere piacevole oltreché salutare la permanenza dei turisti. Nel Comune di Ischia si trovano i bacini di Fornello (con sorgenti a 45°) e la sorgente del Pontano, con acque più fredde e saline. Nel Comune di Casamicciola ci sono invece le sorgenti di Gurgitello, Sinigaglia e Cotto, con temperatura fino ai 65°. Sempre a Casamicciola sgorgano dal fondo di un cratere inattivo le acque delle sorgenti di La Rita, mentre nel parco termale del Castiglione le sorgenti nella mitologia erano dedicate al Dio Apollo. Nella zona di Lacco Ameno ci sono le sorgenti di Santa Restituta, della Regina Isabella, di San Montano. Nel Comune di Forio, quelle di Citara ed Agnone, la prima protetta dalla dea Venere. Sempre qui poi d’obbligo qualche ora presso le terme di Poseidon. Presso i Maronti, la spiaggia più lunga di Ischia, circa due km, si trovano le sorgenti che per prime furono utilizzate a scopo curativo, quelle di Olmitello, che in greco significa ‘eliminazione dei calcoli’, quelle di Nitrodi, che nella mitologia erano protette dalle Ninfe Nitrodi, e quelle di Cava Scura dove la temperatura dell’acqua arriva a 72°. Vi sono, inoltre, le sorgenti di Cava Chiara, della Gondola, dell’albergo Vittorio e di Afrodite, intensamente sfruttate dagli stabilimenti termali. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-calabria-2657646843.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="rafting-tra-le-gole-del-raganello" data-post-id="2657646843" data-published-at="1657547565" data-use-pagination="False"> Rafting tra le gole del Raganello Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, la riserva naturale protetta Gole del Raganello, compresa tra i comuni di San Lorenzo Bellizzi, Civita e Cerchiara (CS) è la terra del rafting. Qui, in un’area di 1.600 ettari si snoda un canyon lungo 17 chilometri in una adrenalinica discesa lunga 13 chilometri. Il canyon del Raganello, che gli appassionati distinguono in Gole alte e Gole basse, offre un’esperienza che teme pochi confronti, tra acque tumultuose e cascate. Il percorso, a tratti insidioso, richiede a chi decide di scenderne le acque spirito di avventura, nervi saldi e una certa esperienza. Formato da maestosi costoni di roccia levigata e forgiata dalle acque del fiume Raganello, gode tutt’intorno di una lussureggiante vegetazione punteggiata da pini loricati, tipici di questo territorio. Vista la conformazione e le difficoltà del territorio, con una discesa in mezzo alle rocce che si sviluppa per ben 13 chilometri e pareti che in alcuni tratti raggiungono l’altezza di 800 metri, le Gole del Raganello sono raccomandate prevalentemente a sportivi esperti. Per praticare rafting qui è d’obbligo affidarsi a uno dei tanti centri specializzati presenti nella zona. Forniscono assistenza, formazione e attrezzatura adeguata alle discese, dal casco alla muta alla giacca antiacqua, in modo da garantire un’esperienza in completa sicurezza.Se volete comunque immergervi nella natura, questo è il posto che fa per voi: oltre al rafting, il Canyon delle Gole del Raganello è l’ambiente perfetto per praticare altri sport estremi, dall’alpinismo al freeclimbing, oppure attività ben più placide che consentono di godere della bellezza del contesto naturale: passeggiate, trekking o birdwatching, per esempio. Centocinquantamila ettari di ricchezze naturali uniche nel loro genere: è l'altopiano della Sila che si estende in Calabria tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro. Un patrimonio naturale dove la diversità dei paesaggi, la varietà di specie animali e vegetali e la bellezza dei luoghi hanno reso opportuna la costituzione del Parco Nazionale della Sila che ne tutela i tesori. Si tratta del più vecchio parco nazionale della Calabria, tra i primi 5 nati in Italia. Un'area che, pur conservando il suo affascinante aspetto di zona selvaggia e incontaminata, colpisce il visitatore grazie ai tanti caratteristici paesini che ospita, alla squisita accoglienza e all'opportunità di praticare numerosi sport outdoor. Ogni momento dell'anno è giusto per ammirare e godere lo splendido territorio di questa terra dalle mille risorse. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-calabria-2657646843.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="il-re-della-tavola-il-peperoncino" data-post-id="2657646843" data-published-at="1657547565" data-use-pagination="False"> Il re della tavola: il peperoncino In questa regione l’oro rosso è il peperoncino, assoluto principe della tavola. E Diamante ne è la capitale, tanto da aver dedicato al piparedduzzu (così si dice in dialetto) un’Accademia che ogni anno organizza a settembre (quest'anno dal 7 all'11) un Festival che ha raggiunto ormai fama internazionale: cinema, arte, cultura, incontri, dibattiti, satira, musica, sfilate di moda, spettacoli di strada e tanta gastronomia in cui l’oro rosso non manca mai. L’itinerario parte proprio da Diamante, il “Giardino dei cedri”, otto chilometri di spiaggia, mare cristallino e vicoli allegramente colorati da murales. In questa graziosa cittadina è d’obbligo assaggiare le tante salse e la famosissima n’duja: un insaccato aromatizzato al peperoncino, ottimo come antipasto o per insaporire i primi piatti. Infine una visita a Maierà, 8 km da Diamante, dove, presso il palazzo ducale è ospitato il Museo del peperoncino. Seguendo la costa verso nord, si incontrano spiagge frequentatissime: Scalea, con il suo borgo antico disposto a gradinate e Praia a Mare, immersa tra i cedri, con la suggestiva Isola di Dino e il Santuario della Madonna della Grotta da cui si può godere di uno straordinario panorama sulla costa. Il nostro itinerario si conclude, ritornando sulla costa tirrenica, a Paola, dove dall’1 al 4 maggio si celebra il patrono della Calabria, San Francesco di Paola. Per la festa numerosi fedeli giungono da tutta Italia, trascorrendo le notti all’aperto, cantando e suonando. L’evento culmina con la processione con la statua del santo che, attraverso un viale con numerose edicole in maiolica in cui sono rappresentati i miracoli di San Francesco, prima giunge al convento dove, nella chiesa gotica, si conservano le reliquie del santo e nel pomeriggio approda sulla spiaggia per la benedizione delle barche. A mezzanotte, i fuochi d’artificio chiudono la festa.
Faceva sobbalzare dalla sedia, poi, l’intervista alla Stampa di Drew Weissman, premio Nobel, insieme a Katalin Karikó, per la scoperta dei vaccini contro il Sars-Cov-2. L’immunologo ha annunciato che quelli per il virus dei ratti saranno «accessibili» entro «nove o dieci mesi». Gli scienziati sono all’opera tipo folletti di Babbo Natale: «Stiamo lavorando su tutti i virus potenzialmente responsabili di pandemie», ha raccontato Weissman. Che ha aggiunto: «Anche con il Covid li avevamo pronti già da prima». «Già da prima»? Probabilmente, l’esperto si riferiva alla flessibilità della tecnologia a mRna: si prepara una «libreria» di genomi virali e dopo la sia adatta al ceppo da combattere. Nature, d’altronde, ha scritto che le indagini su un rimedio per l’Hantavirus sono iniziate trent’anni fa. È questione di soldi. Bisogna «mettere a disposizione fondi», ha tuonato Weissman. Il Matilda De Angelis della virologia ce l’ha con il ministro della Salute americano, Robert Kennedy jr, diventato no vax perché «ha un passato da avvocato e ha fatto i soldi attaccando le compagnie farmaceutiche». Esisterà chi fa i soldi lavorando per loro?
La panacea non è ancora sul mercato, eppure la giostra delle siringhe ha ripreso a girare: anche il Corriere della Sera, ieri, sottolineava che «sarebbe possibile mettere a punto un vaccino», rigorosamente «a mRna». E sul giornale di via Solferino sono ricomparsi i malati sani: gli asintomatici. I quali, però, dovrebbero avere «una bassa carica virale e quindi una scarsa o nulla capacità di trasmissione».
Ancora più audace è stato Quotidiano Sanità. Appoggiandosi a un articolo argentino uscito sul New England Journal of Medicine, che ha documentato «un focolaio con superdiffusori e aerosol come possibile via di infezione», la testata ha riesumato un altro feticcio dei gloriosi anni di Roberto Speranza: «Il principio di precauzione imporrebbe l’uso di mascherine». Basta non siano cinesi...
L’odissea della crociera infetta ha svegliato dal letargo pure Massimo Galli. Il medico con l’eskimo, come il collega statunitense, ha contestato l’amministrazione Usa, rea di aver sospeso i finanziamenti alla rete che analizzava i patogeni con potenziale pandemico: «Uno studio in particolare riguardava il passaggio degli Hantavirus dai roditori serbatoio alla nostra specie. Grande tempestività, complimentoni». A Donald Trump avranno fischiato le orecchie: «La situazione è, speriamo, sotto controllo», ha detto ieri. Il tycoon aveva voluto il divorzio dall’Organizzazione mondiale della sanità. E, su questa strada, lo aveva seguito Javier Milei, presidente di quell’Argentina dove si sarebbero contagiati, mentre osservavano uccelli all’interno di una discarica di Ushuaia, nella Terra del Fuoco, i coniugi olandesi poi saliti sulla MV Hondius e deceduti per la malattia. Buenos Aires ha dichiarato che «prosegue la cooperazione internazionale senza rinunciare alla sovranità».
A proposito di Oms, tra i dottori teledipendenti c’è chi ne ha approfittato per rilanciare l’accordo pandemico, da cui l’Italia si è ritirata la scorsa estate: Matteo Bassetti ha chiesto al governo di tornare a sostenerlo. Per fortuna, la Conferenza Stato-Regioni ne ha appena approvato uno nazionale, che prevede di graduare le eventuali misure restrittive e che, per la somministrazione di medicinali, introduce il principio della «appropriatezza prescrittiva». Per quale motivo la vaccinazione dovrebbe essere la strategia migliore? Hantavirus colpisce migliaia di persone l’anno, sì; ma su miliardi di individui. E, secondo il nostro Istituto superiore di sanità, la sua incidenza è «diminuita negli ultimi decenni». Non avrebbe più senso concentrare le risorse sullo sviluppo di una terapia per i pochi che si ammalano?
Intanto, l’epidemia che non è un’epidemia e che - ha garantito Tedros Adhanom Ghebreyesus - non sarà una pandemia evolve come da previsioni. Il periodo d’incubazione è lungo e perciò, man mano, emergeranno nuovi positivi legati al focolaio originario. Ieri sono stati registrati due casi sospetti: un cittadino britannico che si trova sulla remota isola di Tristan da Cunha, nell’Atlantico meridionale; e una donna ricoverata ad Alicante, che era sull’aereo partito da Johannesburg, sul quale aveva provato a imbarcarsi la moglie del paziente zero, morta il giorno dopo. Lascerebbe ben sperare che sia risultata negativa la hostess di Klm, entrata in contatto con la signora in aeroporto.
Il Cile ha messo in isolamento preventivo due passeggeri provenienti dalla crociera. E la Spagna ha comunicato che chi sbarcherà dalla nave, attesa alle Canarie, sarà riportato nel proprio Paese di origine anche se presenta sintomi, purché non gravi. Madrid garantirà «la sicurezza del dispositivo di evacuazione e di rimpatrio». Le autorità dell’isola, tuttavia, hanno avvertito che, a causa delle avverse condizioni meteo, le operazioni dovranno svolgersi entro luendì.
L’Istituto superiore di sanità ha precisato che, nel nostro Paese, «non ci sono segnalazioni di casi umani di infezione» e ha ricordato che «il virus non si trasmette facilmente», con buona pace degli studi sugli aerosol. Il ministero lo ha confermato: non c’è «una situazione di allarme». I nostalgici non si rassegneranno.
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