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2022-07-11
Quarantotto ore in Calabria
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Castello e porto di Scilla (iStock)
È la punta della nostra penisola, e uno dei luoghi più variegati del Paese. Mare, montagna, vallate, colline, in Calabria c'è tutto. Tradizione e turismo marittimo si fondono perfettamente in una miscela di divertimento e relax alla portata di tutti. Le sagre sono uno dei motori della regione che ne vanta per ogni stagione. E poi c'è la storia, quella che fa riflettere e quella che lascia a bocca aperta, ii colori del sole che si immerge e sorge dal mare. Posta tra Tirreno e Jonio, la Calabria è una terra ricca di destinazioni di valore.
Tra le città più importanti, Reggio Calabria è alle pendici dell'Aspromonte e di fronte allo Stretto di Messina. La sua posizione privilegiata le ha permesso di intrecciare intensi rapporti commerciali con la Sicilia. Ha origini greche, ma un aspetto moderno modellato dai rovinosi terremoti che l'hanno colpita. La città custodisce nel Museo Archeologico di Reggio Calabria i celeberrimi Bronzi di Riace. Crotone è una delle province più recenti. Affacciata sulla costa ionica, è stata un fondamentale centro culturale e di commercio ai tempi della Magna Grecia. A oggi resta il centro più industrializzato della regione. Qui si trova Capo Colonna, uno dei siti archeologici calabresi più famosi. È ricca di fascino anche Cosenza, città nel centro di una delle valli più fertili della zona che l’ha resa un’importante area agricola. Nata come capitale dell'antica popolazione dei Bruzi, conserva ancora oggi, nella parte più antica in collina, un aspetto medievale. Il Duomo di Cosenza è una tappa interessante: in pieno stile romanico, troneggia nel centro storico della città. Di grande importanza per la regione c’è anche Catanzaro, posta su una cresta collinare. Fondata dai Bizantini in posizione elevata per ragioni difensive, nel corso della storia è stata a lungo isolata, ma nel Novecento si è sviluppata allargandosi verso il mare. Gli amanti della natura si lasceranno ammaliare dal Parco della Biodiversità di Catanzaro dedicato alla flora e fauna dell'area mediterranea.
Oltre alle sue città più importanti, la Calabria offre numerosi punti di interesse come Capo Vaticano, tra Pizzo Calabro e Nicotera, 7 chilometri di acque limpidissime, con panorami da cartolina tra lisce scogliere di tufo, rupi a picco sul mare e calette dai fondali sabbiosi e cristallini. L’Isola di Capo Rizzuto si trova su un promontorio nel cuore dell'area marina di Capo Rizzuto, per l’appunto, la zona protetta più estesa d’Europa e racchiude interessanti siti archeologici e spiagge incontaminate. Gli amanti del mare non possono fare a meno di prendere il sole sulle spiagge di Tropea, un angolo di paradiso dalla sabbia bianca e dal mare cristallino. Tra le più belle della regione spicca anche la Spiaggia dell’Arcomagno, meta caratteristica che si trova a San Nicola Arcella: è una piccola laguna composta da piccoli ciottoli e ghiaia e deve il suo nome al grande arco di roccia che la protegge dal mare.
E se nella bella Riviera dei Cedri, gioiello nel panorama calabrese, spicca l’Isola di Dino, teatro di numerose battaglie storiche e utilizzata per avvistare le navi dei pirati, un luogo davvero imperdibile ma anche insolito da visitare è anche Pentedattilo, un misterioso borgo antico delle “cinque dita”, così chiamato perché prende il nome dalla forma della rupe del Monte Calvario, a forma di una gigantesca mano. A lungo abbandonato, è diventato uno dei luoghi fantasma tra i più suggestivi d'Italia.
E poi la Calabria è cibo. La cucina calabrese è ricchissima: tra i prodotti della tradizione culinaria locale da provare assolutamente, spiccano la nduja di Spilinga, un salame spalmabile morbido e piccante ideale sul pane, sulla pizza e nei sughi, la soppressata calabrese, un insaccato preparato con carne magra e grasso di maiale, al quale spesso viene aggiunto il peperoncino e del finocchietto selvatico, il caciocavallo silano e la cipolla rossa di Tropea IGP, più dolce grazie alle particolari condizioni climatiche e geografiche in cui cresce.
Ischia, l'isola del dio Sole
Di origine vulcanica, l'isola è famosa per i suoi paesini incastonati nella roccia che creano un bizzarro panorama che al tramonto si accende dei colori del sole riflesso nel mare.
Ischia è da sempre meta irrinunciabile per le vacanze italiane. Fin da marzo, grazie al suo clima mediterraneo, avvicina i turisti con i suoi colori e i suoi profumi. Tra relax e cultura, Ischia offre ogni tipo di vacanza. Per chi ama la storia, immancabile è una visita al magnifico Castello aragonese - la fortificazione voluta verso la metà del 1400 da Alfonso d’Aragona - e alla Torre Michelangelo posta di fronte al castello. Da visitare anche il santuario della Madonna di Montevergine e il Museo-Giardino di Lady Walton, a Forio, conosciuto come La Mortella, creato dalla moglie del compositore William Walton e ricco di collezioni di specie vegetali provenienti da svariati Paesi.
Per chi non vuole rinunciare alle terme, anche in estate, Ischia è il luogo ideale, considerando le innumerevoli sorgenti, fumarole e fanghi che sono ampiamente sfruttate dai centri termali e wellness per rendere piacevole oltreché salutare la permanenza dei turisti. Nel Comune di Ischia si trovano i bacini di Fornello (con sorgenti a 45°) e la sorgente del Pontano, con acque più fredde e saline. Nel Comune di Casamicciola ci sono invece le sorgenti di Gurgitello, Sinigaglia e Cotto, con temperatura fino ai 65°. Sempre a Casamicciola sgorgano dal fondo di un cratere inattivo le acque delle sorgenti di La Rita, mentre nel parco termale del Castiglione le sorgenti nella mitologia erano dedicate al Dio Apollo. Nella zona di Lacco Ameno ci sono le sorgenti di Santa Restituta, della Regina Isabella, di San Montano. Nel Comune di Forio, quelle di Citara ed Agnone, la prima protetta dalla dea Venere. Sempre qui poi d’obbligo qualche ora presso le terme di Poseidon. Presso i Maronti, la spiaggia più lunga di Ischia, circa due km, si trovano le sorgenti che per prime furono utilizzate a scopo curativo, quelle di Olmitello, che in greco significa ‘eliminazione dei calcoli’, quelle di Nitrodi, che nella mitologia erano protette dalle Ninfe Nitrodi, e quelle di Cava Scura dove la temperatura dell’acqua arriva a 72°. Vi sono, inoltre, le sorgenti di Cava Chiara, della Gondola, dell’albergo Vittorio e di Afrodite, intensamente sfruttate dagli stabilimenti termali.
Rafting tra le gole del Raganello
Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, la riserva naturale protetta Gole del Raganello, compresa tra i comuni di San Lorenzo Bellizzi, Civita e Cerchiara (CS) è la terra del rafting. Qui, in un’area di 1.600 ettari si snoda un canyon lungo 17 chilometri in una adrenalinica discesa lunga 13 chilometri.
Il canyon del Raganello, che gli appassionati distinguono in Gole alte e Gole basse, offre un’esperienza che teme pochi confronti, tra acque tumultuose e cascate. Il percorso, a tratti insidioso, richiede a chi decide di scenderne le acque spirito di avventura, nervi saldi e una certa esperienza. Formato da maestosi costoni di roccia levigata e forgiata dalle acque del fiume Raganello, gode tutt’intorno di una lussureggiante vegetazione punteggiata da pini loricati, tipici di questo territorio. Vista la conformazione e le difficoltà del territorio, con una discesa in mezzo alle rocce che si sviluppa per ben 13 chilometri e pareti che in alcuni tratti raggiungono l’altezza di 800 metri, le Gole del Raganello sono raccomandate prevalentemente a sportivi esperti. Per praticare rafting qui è d’obbligo affidarsi a uno dei tanti centri specializzati presenti nella zona. Forniscono assistenza, formazione e attrezzatura adeguata alle discese, dal casco alla muta alla giacca antiacqua, in modo da garantire un’esperienza in completa sicurezza.
Se volete comunque immergervi nella natura, questo è il posto che fa per voi: oltre al rafting, il Canyon delle Gole del Raganello è l’ambiente perfetto per praticare altri sport estremi, dall’alpinismo al freeclimbing, oppure attività ben più placide che consentono di godere della bellezza del contesto naturale: passeggiate, trekking o birdwatching, per esempio.
Centocinquantamila ettari di ricchezze naturali uniche nel loro genere: è l'altopiano della Sila che si estende in Calabria tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro. Un patrimonio naturale dove la diversità dei paesaggi, la varietà di specie animali e vegetali e la bellezza dei luoghi hanno reso opportuna la costituzione del Parco Nazionale della Sila che ne tutela i tesori. Si tratta del più vecchio parco nazionale della Calabria, tra i primi 5 nati in Italia. Un'area che, pur conservando il suo affascinante aspetto di zona selvaggia e incontaminata, colpisce il visitatore grazie ai tanti caratteristici paesini che ospita, alla squisita accoglienza e all'opportunità di praticare numerosi sport outdoor. Ogni momento dell'anno è giusto per ammirare e godere lo splendido territorio di questa terra dalle mille risorse.
Il re della tavola: il peperoncino
In questa regione l’oro rosso è il peperoncino, assoluto principe della tavola. E Diamante ne è la capitale, tanto da aver dedicato al piparedduzzu (così si dice in dialetto) un’Accademia che ogni anno organizza a settembre (quest'anno dal 7 all'11) un Festival che ha raggiunto ormai fama internazionale: cinema, arte, cultura, incontri, dibattiti, satira, musica, sfilate di moda, spettacoli di strada e tanta gastronomia in cui l’oro rosso non manca mai.
L’itinerario parte proprio da Diamante, il “Giardino dei cedri”, otto chilometri di spiaggia, mare cristallino e vicoli allegramente colorati da murales. In questa graziosa cittadina è d’obbligo assaggiare le tante salse e la famosissima n’duja: un insaccato aromatizzato al peperoncino, ottimo come antipasto o per insaporire i primi piatti. Infine una visita a Maierà, 8 km da Diamante, dove, presso il palazzo ducale è ospitato il Museo del peperoncino. Seguendo la costa verso nord, si incontrano spiagge frequentatissime: Scalea, con il suo borgo antico disposto a gradinate e Praia a Mare, immersa tra i cedri, con la suggestiva Isola di Dino e il Santuario della Madonna della Grotta da cui si può godere di uno straordinario panorama sulla costa. Il nostro itinerario si conclude, ritornando sulla costa tirrenica, a Paola, dove dall’1 al 4 maggio si celebra il patrono della Calabria, San Francesco di Paola. Per la festa numerosi fedeli giungono da tutta Italia, trascorrendo le notti all’aperto, cantando e suonando. L’evento culmina con la processione con la statua del santo che, attraverso un viale con numerose edicole in maiolica in cui sono rappresentati i miracoli di San Francesco, prima giunge al convento dove, nella chiesa gotica, si conservano le reliquie del santo e nel pomeriggio approda sulla spiaggia per la benedizione delle barche. A mezzanotte, i fuochi d’artificio chiudono la festa.
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Con le temperature in aumento e le giornate sempre più lunghe, cresce la voglia di scappare dalle città nel fine settimana per esplorare il nostro Bel Paese. Mare, montagna, lago, collina non conta: l’importante è evadere dalla routine.Vivere la Calabria. Tra mare, sapori decisi, storia e natura.Ischia, l'isola del dio Sole. Da scoprire tra sentieri e panorami mozzafiato. Il lato selvaggio, tra cascate e canyon dove il rafting la fa da padrone. E poi il Parco Nazionale della Sila, polmone verde della regione.Il re della regione, il peperoncino. A lui, Diamante ha dedicato un'accademia e un festival.Lo speciale comprende quattro articoli e gallery fotografiche.È la punta della nostra penisola, e uno dei luoghi più variegati del Paese. Mare, montagna, vallate, colline, in Calabria c'è tutto. Tradizione e turismo marittimo si fondono perfettamente in una miscela di divertimento e relax alla portata di tutti. Le sagre sono uno dei motori della regione che ne vanta per ogni stagione. E poi c'è la storia, quella che fa riflettere e quella che lascia a bocca aperta, ii colori del sole che si immerge e sorge dal mare. Posta tra Tirreno e Jonio, la Calabria è una terra ricca di destinazioni di valore.Tra le città più importanti, Reggio Calabria è alle pendici dell'Aspromonte e di fronte allo Stretto di Messina. La sua posizione privilegiata le ha permesso di intrecciare intensi rapporti commerciali con la Sicilia. Ha origini greche, ma un aspetto moderno modellato dai rovinosi terremoti che l'hanno colpita. La città custodisce nel Museo Archeologico di Reggio Calabria i celeberrimi Bronzi di Riace. Crotone è una delle province più recenti. Affacciata sulla costa ionica, è stata un fondamentale centro culturale e di commercio ai tempi della Magna Grecia. A oggi resta il centro più industrializzato della regione. Qui si trova Capo Colonna, uno dei siti archeologici calabresi più famosi. È ricca di fascino anche Cosenza, città nel centro di una delle valli più fertili della zona che l’ha resa un’importante area agricola. Nata come capitale dell'antica popolazione dei Bruzi, conserva ancora oggi, nella parte più antica in collina, un aspetto medievale. Il Duomo di Cosenza è una tappa interessante: in pieno stile romanico, troneggia nel centro storico della città. Di grande importanza per la regione c’è anche Catanzaro, posta su una cresta collinare. Fondata dai Bizantini in posizione elevata per ragioni difensive, nel corso della storia è stata a lungo isolata, ma nel Novecento si è sviluppata allargandosi verso il mare. Gli amanti della natura si lasceranno ammaliare dal Parco della Biodiversità di Catanzaro dedicato alla flora e fauna dell'area mediterranea.Oltre alle sue città più importanti, la Calabria offre numerosi punti di interesse come Capo Vaticano, tra Pizzo Calabro e Nicotera, 7 chilometri di acque limpidissime, con panorami da cartolina tra lisce scogliere di tufo, rupi a picco sul mare e calette dai fondali sabbiosi e cristallini. L’Isola di Capo Rizzuto si trova su un promontorio nel cuore dell'area marina di Capo Rizzuto, per l’appunto, la zona protetta più estesa d’Europa e racchiude interessanti siti archeologici e spiagge incontaminate. Gli amanti del mare non possono fare a meno di prendere il sole sulle spiagge di Tropea, un angolo di paradiso dalla sabbia bianca e dal mare cristallino. Tra le più belle della regione spicca anche la Spiaggia dell’Arcomagno, meta caratteristica che si trova a San Nicola Arcella: è una piccola laguna composta da piccoli ciottoli e ghiaia e deve il suo nome al grande arco di roccia che la protegge dal mare. E se nella bella Riviera dei Cedri, gioiello nel panorama calabrese, spicca l’Isola di Dino, teatro di numerose battaglie storiche e utilizzata per avvistare le navi dei pirati, un luogo davvero imperdibile ma anche insolito da visitare è anche Pentedattilo, un misterioso borgo antico delle “cinque dita”, così chiamato perché prende il nome dalla forma della rupe del Monte Calvario, a forma di una gigantesca mano. A lungo abbandonato, è diventato uno dei luoghi fantasma tra i più suggestivi d'Italia.E poi la Calabria è cibo. La cucina calabrese è ricchissima: tra i prodotti della tradizione culinaria locale da provare assolutamente, spiccano la nduja di Spilinga, un salame spalmabile morbido e piccante ideale sul pane, sulla pizza e nei sughi, la soppressata calabrese, un insaccato preparato con carne magra e grasso di maiale, al quale spesso viene aggiunto il peperoncino e del finocchietto selvatico, il caciocavallo silano e la cipolla rossa di Tropea IGP, più dolce grazie alle particolari condizioni climatiche e geografiche in cui cresce.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-calabria-2657646843.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="ischia-l-isola-del-dio-sole" data-post-id="2657646843" data-published-at="1657547565" data-use-pagination="False"> Ischia, l'isola del dio Sole Di origine vulcanica, l'isola è famosa per i suoi paesini incastonati nella roccia che creano un bizzarro panorama che al tramonto si accende dei colori del sole riflesso nel mare. Ischia è da sempre meta irrinunciabile per le vacanze italiane. Fin da marzo, grazie al suo clima mediterraneo, avvicina i turisti con i suoi colori e i suoi profumi. Tra relax e cultura, Ischia offre ogni tipo di vacanza. Per chi ama la storia, immancabile è una visita al magnifico Castello aragonese - la fortificazione voluta verso la metà del 1400 da Alfonso d’Aragona - e alla Torre Michelangelo posta di fronte al castello. Da visitare anche il santuario della Madonna di Montevergine e il Museo-Giardino di Lady Walton, a Forio, conosciuto come La Mortella, creato dalla moglie del compositore William Walton e ricco di collezioni di specie vegetali provenienti da svariati Paesi.Per chi non vuole rinunciare alle terme, anche in estate, Ischia è il luogo ideale, considerando le innumerevoli sorgenti, fumarole e fanghi che sono ampiamente sfruttate dai centri termali e wellness per rendere piacevole oltreché salutare la permanenza dei turisti. Nel Comune di Ischia si trovano i bacini di Fornello (con sorgenti a 45°) e la sorgente del Pontano, con acque più fredde e saline. Nel Comune di Casamicciola ci sono invece le sorgenti di Gurgitello, Sinigaglia e Cotto, con temperatura fino ai 65°. Sempre a Casamicciola sgorgano dal fondo di un cratere inattivo le acque delle sorgenti di La Rita, mentre nel parco termale del Castiglione le sorgenti nella mitologia erano dedicate al Dio Apollo. Nella zona di Lacco Ameno ci sono le sorgenti di Santa Restituta, della Regina Isabella, di San Montano. Nel Comune di Forio, quelle di Citara ed Agnone, la prima protetta dalla dea Venere. Sempre qui poi d’obbligo qualche ora presso le terme di Poseidon. Presso i Maronti, la spiaggia più lunga di Ischia, circa due km, si trovano le sorgenti che per prime furono utilizzate a scopo curativo, quelle di Olmitello, che in greco significa ‘eliminazione dei calcoli’, quelle di Nitrodi, che nella mitologia erano protette dalle Ninfe Nitrodi, e quelle di Cava Scura dove la temperatura dell’acqua arriva a 72°. Vi sono, inoltre, le sorgenti di Cava Chiara, della Gondola, dell’albergo Vittorio e di Afrodite, intensamente sfruttate dagli stabilimenti termali. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-calabria-2657646843.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="rafting-tra-le-gole-del-raganello" data-post-id="2657646843" data-published-at="1657547565" data-use-pagination="False"> Rafting tra le gole del Raganello Nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, la riserva naturale protetta Gole del Raganello, compresa tra i comuni di San Lorenzo Bellizzi, Civita e Cerchiara (CS) è la terra del rafting. Qui, in un’area di 1.600 ettari si snoda un canyon lungo 17 chilometri in una adrenalinica discesa lunga 13 chilometri. Il canyon del Raganello, che gli appassionati distinguono in Gole alte e Gole basse, offre un’esperienza che teme pochi confronti, tra acque tumultuose e cascate. Il percorso, a tratti insidioso, richiede a chi decide di scenderne le acque spirito di avventura, nervi saldi e una certa esperienza. Formato da maestosi costoni di roccia levigata e forgiata dalle acque del fiume Raganello, gode tutt’intorno di una lussureggiante vegetazione punteggiata da pini loricati, tipici di questo territorio. Vista la conformazione e le difficoltà del territorio, con una discesa in mezzo alle rocce che si sviluppa per ben 13 chilometri e pareti che in alcuni tratti raggiungono l’altezza di 800 metri, le Gole del Raganello sono raccomandate prevalentemente a sportivi esperti. Per praticare rafting qui è d’obbligo affidarsi a uno dei tanti centri specializzati presenti nella zona. Forniscono assistenza, formazione e attrezzatura adeguata alle discese, dal casco alla muta alla giacca antiacqua, in modo da garantire un’esperienza in completa sicurezza.Se volete comunque immergervi nella natura, questo è il posto che fa per voi: oltre al rafting, il Canyon delle Gole del Raganello è l’ambiente perfetto per praticare altri sport estremi, dall’alpinismo al freeclimbing, oppure attività ben più placide che consentono di godere della bellezza del contesto naturale: passeggiate, trekking o birdwatching, per esempio. Centocinquantamila ettari di ricchezze naturali uniche nel loro genere: è l'altopiano della Sila che si estende in Calabria tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro. Un patrimonio naturale dove la diversità dei paesaggi, la varietà di specie animali e vegetali e la bellezza dei luoghi hanno reso opportuna la costituzione del Parco Nazionale della Sila che ne tutela i tesori. Si tratta del più vecchio parco nazionale della Calabria, tra i primi 5 nati in Italia. Un'area che, pur conservando il suo affascinante aspetto di zona selvaggia e incontaminata, colpisce il visitatore grazie ai tanti caratteristici paesini che ospita, alla squisita accoglienza e all'opportunità di praticare numerosi sport outdoor. Ogni momento dell'anno è giusto per ammirare e godere lo splendido territorio di questa terra dalle mille risorse. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/quarantotto-ore-in-calabria-2657646843.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="il-re-della-tavola-il-peperoncino" data-post-id="2657646843" data-published-at="1657547565" data-use-pagination="False"> Il re della tavola: il peperoncino In questa regione l’oro rosso è il peperoncino, assoluto principe della tavola. E Diamante ne è la capitale, tanto da aver dedicato al piparedduzzu (così si dice in dialetto) un’Accademia che ogni anno organizza a settembre (quest'anno dal 7 all'11) un Festival che ha raggiunto ormai fama internazionale: cinema, arte, cultura, incontri, dibattiti, satira, musica, sfilate di moda, spettacoli di strada e tanta gastronomia in cui l’oro rosso non manca mai. L’itinerario parte proprio da Diamante, il “Giardino dei cedri”, otto chilometri di spiaggia, mare cristallino e vicoli allegramente colorati da murales. In questa graziosa cittadina è d’obbligo assaggiare le tante salse e la famosissima n’duja: un insaccato aromatizzato al peperoncino, ottimo come antipasto o per insaporire i primi piatti. Infine una visita a Maierà, 8 km da Diamante, dove, presso il palazzo ducale è ospitato il Museo del peperoncino. Seguendo la costa verso nord, si incontrano spiagge frequentatissime: Scalea, con il suo borgo antico disposto a gradinate e Praia a Mare, immersa tra i cedri, con la suggestiva Isola di Dino e il Santuario della Madonna della Grotta da cui si può godere di uno straordinario panorama sulla costa. Il nostro itinerario si conclude, ritornando sulla costa tirrenica, a Paola, dove dall’1 al 4 maggio si celebra il patrono della Calabria, San Francesco di Paola. Per la festa numerosi fedeli giungono da tutta Italia, trascorrendo le notti all’aperto, cantando e suonando. L’evento culmina con la processione con la statua del santo che, attraverso un viale con numerose edicole in maiolica in cui sono rappresentati i miracoli di San Francesco, prima giunge al convento dove, nella chiesa gotica, si conservano le reliquie del santo e nel pomeriggio approda sulla spiaggia per la benedizione delle barche. A mezzanotte, i fuochi d’artificio chiudono la festa.
A quattro anni dall'invasione russa in Ucraina un evento di Fratelli d'Italia in Senato per raccontare la verità di quello che succede sul campo.
Un evento organizzato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari e dall'onorevole Francesco Filini, responsabile dell'Ufficio studi e che lo ha anche moderato.
Fazzolari ha garantito che il sostegno, anche militare a Kiev, ci sarà per tutto il 2026, così come confermato dal voto in Senato del giorno successivo. «Il governo è sempre stato molto compatto sul sostegno a Kiev, abbiamo messo più volte la fiducia su più provvedimenti anche per ragioni di tempo e di semplicità, ma non c’è mai stato un problema nella maggioranza sul sostegno all’Ucraina». Poi ha aggiunto: «In tutto questo gioco di trattative il pericolo più grande che abbiamo è quello di giungere alla fine a una pace tra Mosca e Kiev senza aver inglobato pienamente l’Ucraina nel contesto europeo, nel nostro sistema di difesa o nel nostro sistema dell’Unione Europea». Per Filini i quattro anni passati sono stati conditi anche tantissima disinformazione: «Da quattro anni circolano fake news che raccontano come l’Ucraina avrebbe perso la guerra sin dalle prime settimane. In realtà, la situazione sul campo è tutt’altra: ci parla di una Russia impantanata, che non riesce più a uscire da un inferno che si è andata a cercare, perché non si aspettava la risposta ucraina all’aggressione di quattro anni fa». Invece, aggiunge: «Oggi siamo qui per raccontare, anche attraverso un documento elaborato dall’Ufficio studi di FdI, come stanno realmente le cose e per smascherare l’enorme quantità di fake news che purtroppo vengono rilanciate qui in Italia da persone che probabilmente si bevono la propaganda russa e la rilanciano. Noi siamo qui a testimoniare la verità».
All'evento hanno partecipato anche il presidente dei senatori di FdI Lucio Malan, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, il direttore di Libero Mario Sechi, il direttore de Il Foglio Claudio Cerasa, l’analista e youtuber Anton Sokol, il presidente del Copasir Lorenzo Guerini, il senatore di Azione Marco Lombardo, l’inviata Rai Stefania Battistini e il giornalista Federico Rampini, esperto di politica americana e inviato del Corriere della sera, il giornalista ucraino Vladislav Maistrouk.
Ansa
Gli arrestati per l’omicidio di Quentin Deranque sono quasi tutti figli della borghesia benestante della Francia-ztl e più in generale quando la Sinistra antagonista va in piazza per una manifestazione propal i musulmani arruolati appartengono sempre a fasce di disagio urbano precedentemente e pazientemente politicizzate dalla Sinistra antagonista alla testa delle proteste di piazza. Non avviene mai, come invece sarebbe logico aspettarsi, che i Centri sociali si accodino a proteste di eventuali movimenti politici composti da coloro che in prima persona vivono il problema oggetto della manifestazione, al contrario, quando si tratta di manifestare a favore del Venezuela o di Cuba, il copione classico vede lo scontro verbale tra i manifestanti europei figli di famiglie benestanti con i veri venezuelani e i veri cubani ai quali viene rimproverato il fatto di non essere abbastanza informati su ciò che succede «davvero» a casa loro.
Questo schema non è casuale e discende consequenzialmente dal nuovo rapporto di utilizzo che la Sinistra occidentale ha sviluppato nei confronti della violenza: venuta a mancare da decenni la prospettiva rivoluzionaria reale, la Sinistra ha trasformato la violenza di piazza in un rituale autoreferenziale privo di telos politico ed è giunta a tale stadio dialettico realizzando le linee-guida tratteggiate dai postmarxisti teorici della protesta come fonte di senso esistenziale à la Toni Negri. In questa visione la violenza diventa lo strumento paradossale con cui la borghesia ricca e presentabile manifesta la propria esistenza morale contro la società che essa stessa ha edificato. Dalla radice iniziale del concetto di violenza intesa come «levatrice della storia» - il contributo forse più originale elaborato da Marx insieme alla superiorità della prassi sulla teoria - si è giunti alla sua funzione puramente simulacrale e sostanzialmente finalizzata al dispendio energetico delle forze di coloro che non trovano posto nella nuova società postindustriale.
Dalla Comune di Parigi alla Rivoluzione d’ottobre, dal Biennio rosso al Sessantotto, dalle Brigate Rosse alla Rote Armee Fraktion, la violenza ha sempre avuto una precisa finalità politica ed un preciso obiettivo rivoluzionario, più o meno realistico o utopico. Con l’ingresso nella Globalizzazione la rivoluzione è in effetti avvenuta ma non come i rivoluzionari si aspettavano: in effetti si è entrati in un «mondo nuovo» ma non basato sugli esiti ultimi del marxismo bensì sul mercato unico globale in grado, secondo il marketing che l’ha accompagnato, di stabilire «pace perpetua e fine delle ineguaglianze». La presa d’atto da parte della Sinistra più violenta, quella legata alle proprie radici marxiste, di tale deriva realizzata proprio dalla Sinistra mercatista - quella per intenderci del New Labour il cui principale teorizzatore, Peter Mandelson, è stato arrestato due giorni fa per i suoi rapporti con Jeffrey Epstein - ha portato ad una sorta di «denudamento della violenza» ormai trovatasi orfana dei propri obiettivi rivoluzionari.
Ecco dunque la necessaria ridefinizione della stessa nei termini di «svolta identitaria post-coloniale», come ipotizzato da Herbert Marcuse, per arrivare ad un nuovo utilizzo della violenza stessa la quale non abbatte più lo Stato ma «decolonizza lo spazio pubblico», «denuncia il privilegio» e, soprattutto, «pratica l’antifascismo militante». Inutile sottolineare come tutto ciò significhi un ritiro dagli obiettivi politici reali ed un approdo all’ambito esistenziale, soggettivo e psicologico. Il «disagio» è così passato dall’essere parte decisiva della coscienza di classe ad essere elemento scatenante il rifiuto della propria condizione soggettiva, del proprio corpo, dei propri codici comunicativi, della propria cultura, della propria etnia, del proprio sesso.
Privata di obiettivi politici la violenza resta tuttavia in gioco in quanto ineliminabile ed in quanto costitutiva della vita sociale degli esseri umani ma anche la sua strumentalizzazione è rimasta intatta dietro le quinte dei meccanismi vittimari per i quali i «nuovi oppressi» - immigrati, minoranze, trans - vengono sacralizzati per permettere alla borghesia di espiare il proprio privilegio senza rinunciarvi. La tragica conferma della dissoluzione nichilistica della violenza si ha, infine, nei numerosi casi di omicidio-suicidio degli individui spinti a ciò dal woke negli Usa e senza che ciò possa incidere politicamente su alcun aspetto della società.
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Valdo Calocane (Getty Images)
Uno schizofrenico paranoico diagnosticato, che però non riceveva alcuna cura perché nero. E il razzismo questa volta non c’entra. C’entra, in compenso, la paura di essere additati come xenofobi. Quella paura che ha fatto sì che gli specialisti dell’ospedale psichiatrico che avrebbero dovuto prenderlo in cura preferissero lasciarlo libero per evitare una «sovrarappresentazione di giovani maschi neri in detenzione».
Come emerge da una recente inchiesta, infatti, Valdo sarebbe dovuto stare in un istituto psichiatrico. Del resto, la sua carriera di violenza è lunga. Nel 2020 il primo raptus. Provano a curarlo ma non c’è nulla da fare. Va e viene dagli ospedali per quattro volte, fino a quando i medici rinunciano. Non perché Valdo non ne abbia più bisogno ma perché, come si legge nel report dedicato al killer, «il team coinvolto nel quarto ricovero di Calocane si è sentito sotto pressione per evitare pratiche restrittive a causa della sua etnia, data la pubblicità che circondava l’uso eccessivo del Mental Health Act e le misure restrittive nei confronti dei pazienti neri africani e neri caraibici».
Del resto, come rileva il Telegraph, «secondo gli ultimi dati del Servizio sanitario nazionale (Nhs), le persone di colore hanno quattro volte più probabilità di essere internate rispetto ai bianchi. Nel 2024-2025, 262,4 neri ogni 100.000 persone sono stati internati, la percentuale più alta tra tutti i gruppi etnici, contro i 65,8 ogni 100.000 bianchi».
Calocane resta così libero. Non fa nemmeno più le cure perché dice di aver paura degli aghi. Continua con le aggressioni e afferma di esser controllato. Di sentire delle voci che gli sussurrano di colpire.
Un giorno, nel 2021, si presenta anche davanti all’ufficio che ospita i servizi segreti interni britannici, il famoso Mi5, e chiede di essere arrestato. La spirale di paranoia è sempre più feroce. Valdo continua a nutrirsi di violenza. Guarda i video delle stragi e cerca informazioni su come compierle. Si è convinto che la sua testa sia eterodiretta da qualcun altro attraverso l’intelligenza artificiale. Era un pericolo pubblico e, non a caso, era stato internato quattro volte, ma poi sempre «liberato». E questo nonostante il medico che lo aveva in cura fosse convinto che Calocane, prima o poi, avrebbe ammazzato qualcuno. Così è stato.
Chris Philp, il ministro ombra degli Interni, commentando questa notizia ha detto: «Le decisioni non dovrebbero mai essere prese su questa base (ovvero la paura di esser tacciati come razzisti, Ndr). È preoccupante che il partito laburista stia modificando la legge per rendere ancora più difficile l’internamento di persone per lo stesso motivo. L’ingegneria inversa dei risultati basati sull’etnia sta mettendo a rischio vite umane. Questa follia deve finire».
Eppure il Regno Unito sembra colpito da questa follia che è diventata una vera e propria «malattia». Da questo razzismo al contrario che si ostina a non vedere la realtà.
Solamente qualche settimana fa, la metropolitana di Londra aveva realizzato una campagna per mostrare i comportamenti inadeguati ai quali stare attenti durante i viaggi. In essa, si vedeva un bianco che importunava una ragazza. E poi, in un altro spezzone, un nero che faceva la stessa cosa. Ovviamente il filmato è stato rimosso perché, secondo alcuni, non faceva altro che rafforzare «stereotipi razziali dannosi» nei confronti della comunità afro. Non era così. O meglio. In quei pochi frame si faceva notare una cosa molto semplice: chiunque può delinquere, indipendentemente dal colore della pelle. Ma l’aver mostrato anche un ragazzo nero non è accettabile. È la white guilt», la colpa di essere bianchi, per citare un bel libro di Emanuele Fusi. Una colpa che ormai è penetrata nelle viscere dell’Occidente. E che sta continuando a mietere vittime innocenti.
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Greta Thunberg cammina con una folla di attivisti filo-palestinesi arrivati per accogliere la Global Sumud Flotilla al porto di Sidi Bou Said, in Tunisia, il 7 settembre 2025 (Ansa)
Cuba potrebbe diventare la meta di una nuova Flotilla che dovrebbe arrivare nell’isola caraibica il 21 marzo. L’iniziativa, denominata Nuestra América, è stata promossa dall’ organizzazione Internazionale Progressista e dai Democratic Socialists of America, che hanno appoggiato l’elezione di Mamdani a New York, e ha già ricevuto la benedizione dell’eco-attivista Greta Thunberg. Le imbarcazioni vorrebbero portare cibo, medicinali e beni di prima necessità, ma soprattutto «rompere il blocco imposto da Washington».
Nel frattempo, la cronaca delle ultime ore riporta di quanto accaduto al largo delle acque cubane, dove la Guardia Costiera ha aperto il fuoco su un'imbarcazione registrata in Florida, uccidendo quattro persone e ferendone altre sei. Stando a quanto dichiarato dal ministero dell’Interno dell’Avana lo scontro sarebbe avvenuto nelle acque territoriali dell’isola e in una nota gli uomini sull’imbarcazione sono stati definiti come aggressori statunitensi.
Le previsioni di Donald Trump sul crollo del regime cubano sembrano infatti sempre più vicine ad avversarsi. Il tycoon aveva dichiarato che L’Avana era pronta a cadere e che non ci sarebbe stato bisogno di fare nulla, dipendendo totalmente dal petrolio del Venezuela che adesso non avrebbe più ricevuto. Il governo di Cuba ha annunciato alle compagnie aeree internazionali che gli aeroporti cubani non saranno in grado di fare rifornimento agli aerei almeno fino a metà marzo. Una situazione che complica enormemente l’afflusso turistico nell’isola caraibica, costringendo gli aerei a fare degli scali tecnici in Messico o nella Repubblica Dominicana. Air Canada ha già interrotto le tratte, limitandosi a organizzare una serie di voli per riportare a casa i canadesi presenti a Cuba. Per il momento le compagnie aeree spagnole Iberia e Air Europa hanno dichiarato che i loro servizi per l'isola continueranno, ma i voli da Madrid dovranno atterrare nella Repubblica Dominicana per rifornirsi di carburante. Nelle ultime settimane il governo cubano ha tagliato molte tratte di trasporti pubblici, ha accorciato la settimana lavorativa e ha imposto che le lezioni universitarie si tengano online. Il governo ha anche deciso di chiudere alcuni resort turistici per concentrare i visitatori. Il turismo è in grave crisi ormai da anni: nel 2024 sono arrivati poco più di 2 milioni di turisti, la cifra più bassa in due decenni e nel 2025 c’è stato un ulteriore calo del 20 per cento. I blackout sono sempre più frequenti e le code ai distributori infinite, mentre ormai anche i generatori degli ospedali sono quasi esauriti.
Carlos Fernandez de Cossio è il viceministro degli Esteri ed ha lavorato presso le Nazioni Unite. «Abbiamo opzioni molto limitate, dobbiamo cercare un dialogo che si basi sul rispetto delle sovranità nazionale. Siamo aperti al dialogo con gli Stati Uniti, ma non vi sarà né collasso del sistema socialista cubano, né tantomeno una nostra resa». L’esperto uomo politico ha poi fatto la fotografia dell’attuale situazione. «Stiamo adottando una serie di misure che mirano a preservare i servizi essenziali e concentrare le risorse dove sono più necessarie. Siamo pronti ad aprire una trattativa economica, ma non ad un cambio di regime. Tutte le divergenze con Washington possono essere risolte».
Il Messico sta valutando la ripresa delle spedizioni di petrolio, dopo la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti che ha annullato i dazi imposti contro i Paesi esportatori di greggio verso Cuba. Il governo della presidente Claudia Sheinbaum ha inviato 800 tonnellate di aiuti alimentari a bordo di due navi della sua Marina. Anche il Canada ha annunciato che sta lavorando a un pacchetto di aiuti e assistenza. Mosca è intervenuta nella questione dichiarando che la situazione è davvero critica e accusando gli Stati Uniti di aver imposto una stretta alla gola sull’isola. Dichiarazioni di sostegno sono arrivate anche dalla Cina, dal Brasile e dalla Colombia, ma il destino dell’ormai ex isola rivoluzionaria sembra già segnato.
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