Pro Vita & Famiglia in piazza a Milano: «Ddl Zan ben sintetizzato da ultima copertina de L’Espresso»

«Oggi siamo scesi in Piazza del Duomo a Milano dalle ore 15.00 per la libertà di tutti gli italiani e contro il Ddl Zan che è ben sintetizzato dall’ultima copertina dell’Espresso dove si vede una donna, con la barba e con i seni asportati, incinta»: così, in una nota, l’onlus Pro Vita & Famiglia presente alla manifestazione con il vice presidente della onlus Jacopo Coghe e con il membro del direttivo Maria Rachele Ruiu che ha condotto la manifestazione.

«E adesso vi spiego perché – ha dichiarato il vice presidente Jacopo Coghe alla presenza di migliaia di persone nonostante la pioggia battente – le vere vittime del Ddl Zan saranno la libertà, le donne e i bambini. La libertà perché manifestazioni come queste saranno considerate legali o illegali a discrezione di un giudice. Le donne perché accadrà, come in Messico per esempio, che gli uomini si dichiareranno donne occupando così le quote rosa o gareggiando negli sport femminili come già sta accadendo. I bambini perché l’ideologia del gender, che per anni ci hanno detto non esistere, è teorizzata all’articolo 1 del testo di legge Zan. Fiore all’occhiello la Giornata contro l’omotransfobia da festeggiare nelle scuole di ogni ordine e grado. Noi #restiamoliberi e questo è solo l’inizio delle nostre proteste».

Da non perdere

Sinistra in pressing per la legge sul gaycidio
Famiglia e Pro Vita

Sinistra in pressing per la legge sul gaycidio

L’opposizione cavalca la tragedia del ragazzo di 24 anni che sarebbe stato ucciso dal padre per l’orientamento sessuale. Alessandro Zan e la galassia Lgbt danno la colpa a destra e Roberto Vannacci: «Alimentano l’omofobia». Aggravanti già presenti per le discriminazioni.

«Noi guariamo i malati, non li ammazziamo»
Famiglia e Pro Vita

«Noi guariamo i malati, non li ammazziamo»

Oltre 270 dottori di varie Regioni italiane hanno scritto una lettera aperta alla «Verità»: «Il suicidio medicalmente assistito è deontologicamente inaccettabile. Una legge sul tema non serve. Italiani, sosteneteci firmando la nostra petizione online».