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È presto per giudicare Leone XIV. Sperare si può, ma non tiratelo per la tonaca

È presto per giudicare Leone XIV. Sperare si può, ma non tiratelo per la tonaca
Papa Leone XIV (Ansa)
  • A due lettori non è piaciuto il nostro titolo sul primo capo statunitense della Chiesa. Noi non siamo prevenuti, notiamo soltanto che già viene tirato per la talare. È troppo presto per giudicarlo. Ma le sue parole dedicate a Cristo e non al green fanno sperare.
  • La lettera di Adolfo e Liana Andrighetti: «Da lettori della Verità, sin dal primo numero, ci permettiamo di esprimere la nostra delusione per il titolo di apertura del quotidiano di ieri, che sembra accogliere il nuovo pontefice con un pregiudizio piuttosto che dargli credito almeno all’inizio».

A seguire l'editoriale del direttore Maurizio Belpietro e la lettera integrale inviataci dai due lettori.

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  • Forniture assicurate ancora per 10 giorni, ma se Hormuz resta bloccato avanza l’ipotesi di misure per ridurre la domanda di carburanti. Lo stesso vale per il gas: gli Usa non riusciranno a compensare l’assenza del Qatar.
  • Federconsumatori: spostamenti frenati dal boom dei costi nei trasporti. Gite in pullman +72% in un anno. Pieno salito del 4% per le auto a benzina e del 26% per quelle a gasolio.

Lo speciale contiene due articoli

Mentre i prezzi dei futures petroliferi Brent e Wti restano fermi o salgono di poco, la sensazione è che l’entità dello shock energetico generato dalla guerra in Iran non sia ancora pienamente visibile nei prezzi e nei consumi.

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Ora Zelensky invoca la tregua energetica
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Il presidente annuncia: «Siamo pronti a un cessate il fuoco per le festività pasquali, in modo che non volino né missili né droni e non vengano colpite le infrastrutture». Poi punge Rheinmetall: «Le nostre casalinghe possono diventare il vostro Ceo».

L’Ucraina apre alla possibilità di un cessate il fuoco per le festività pasquali mentre il conflitto con la Russia continua a svilupparsi su più piani, tra operazioni militari, tensioni diplomatiche e nuove iniziative strategiche. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che Kiev è pronta a sospendere temporaneamente le ostilità, sottolineando però che «qualsiasi compromesso non riguarderà la nostra dignità e sovranità». Zelensky ha affermato che Kiev è pronta a qualsiasi cessate il fuoco, anche sull’energia, e sospenderebbe le ritorsioni contro le infrastrutture russe se Mosca smettesse di colpire quelle ucraine. Secondo il leader ucraino, una tregua limitata non consentirebbe a Mosca di rafforzare significativamente le proprie posizioni sul campo. Dal Cremlino è arrivata solo una risposta indiretta alle ipotesi di escalation.

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L’incidente diplomatico si chiude. La messa al Santo Sepolcro si farà
Ansa
Accordo trovato: i celebranti entreranno nei luoghi sacri senza fedeli. La Casa Bianca: «Espressa a Israele nostra preoccupazione in merito alla chiusura». Il Patriarcato Latino ringrazia Herzog (ma non Netanyahu).

La Settimana rimane Santa anche a Gerusalemme. E le funzioni prepasquali e pasquali saranno garantite nel Santo Sepolcro con un accordo che ricorda il periodo della pandemia: i celebranti ammessi nei luoghi sacri, i fedeli a casa (no assembramenti) ad assistere alle dirette streaming. È il punto d’equilibrio raggiunto dal governo israeliano e dal Patriarcato cristiano per garantire lo svolgimento di liturgie e cerimonie, e al tempo stesso tutelare la sicurezza dei cittadini dentro una città in guerra.

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Trump minaccia Teheran: «Senza accordo distruggeremo Kharg»
Ansa
Il presidente Usa parla di «discussioni con il nuovo regime». Rubio predica calma. L’uomo del dialogo è il capo del Parlamento, Ghalibaf, ma l’ala dura non molla.

È un alone d’incertezza quello che continua ad aleggiare sull’iniziativa diplomatica volta a tentare di chiudere la guerra in Iran. Ieri, secondo Reuters, un funzionario pakistano ha affermato di ritenere improbabili dei colloqui diretti tra Washinton e Teheran questa settimana. Sempre ieri, il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, ha inoltre bollato le proposte della Casa Bianca come «irrealistiche, illogiche ed eccessive». «La nostra posizione è chiara. Siamo sotto aggressione militare. Pertanto, tutti i nostri sforzi e le nostre energie sono concentrati sulla nostra difesa», ha aggiunto, specificando altresì che il parlamento iraniano starebbe valutando di abbandonare il Trattato di non proliferazione nucleare.

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