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È presto per giudicare Leone XIV. Sperare si può, ma non tiratelo per la tonaca

È presto per giudicare Leone XIV. Sperare si può, ma non tiratelo per la tonaca
Papa Leone XIV (Ansa)
  • A due lettori non è piaciuto il nostro titolo sul primo capo statunitense della Chiesa. Noi non siamo prevenuti, notiamo soltanto che già viene tirato per la talare. È troppo presto per giudicarlo. Ma le sue parole dedicate a Cristo e non al green fanno sperare.
  • La lettera di Adolfo e Liana Andrighetti: «Da lettori della Verità, sin dal primo numero, ci permettiamo di esprimere la nostra delusione per il titolo di apertura del quotidiano di ieri, che sembra accogliere il nuovo pontefice con un pregiudizio piuttosto che dargli credito almeno all’inizio».

A seguire l'editoriale del direttore Maurizio Belpietro e la lettera integrale inviataci dai due lettori.

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Riad rafforza la sponda con Damasco
Khalid Al-Falih e Ahmad al-Sharaa (Ansa)

Riad sta rafforzando i propri legami con Damasco. Sabato, il ministro saudita per gli investimenti, Khalid Al-Falih, è stato ricevuto dal presidente siriano, Ahmad al-Sharaa. Nell’occasione, i due hanno firmato una serie di «accordi strategici».

In particolare, secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu, le intese sottoscritte «mirano a rafforzare l'infrastruttura delle telecomunicazioni, sviluppare sistemi di connettività digitale e a dare forma a una nuova fase di partnership basata sulla fiducia e sul rispetto reciproci».

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«Le Olimpiadi una promozione incredibile che vedremo per anni». Lo ha dichiarato in un'intervista il presidente del Gruppo FS Tommaso Tanzilli.

«Gli accordi commerciali Ue devono essere più equilibrati»
Marco Granelli (Ansa)
Il capo di Confartigianato Marco Granelli: «Le intese sono pensate solo per la grande industria di alcuni Paesi. In Italia le pmi alzano i salari, ma faticano ancora a trovare 290.000 lavoratori».
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Jimmy Lai è stato condannato a 20 anni di carcere: la corte di West Kowloon ha evitato l’ergastolo, la massima pena possibile, ma ha comminato a carico del fondatore dell’Apple Daily di Hong Kong, tra i principali attivisti pro-democrazia dell’ex colonia britannica, una pena durissima in considerazione dei suoi 78 anni e delle precarie condizioni di salute. Per Jodie Ginsberg, Ceo del Comitato per la protezione dei giornalisti, «di fatto è una condanna a morte». Sostegno anche dagli abitanti di Hong Kong. «Spero che Lai possa richiedere la libertà condizionale per motivi di salute, perché stare in prigione in queste condizioni anche solo per un giorno è un’ingiustizia e ha un forte impatto sulla sua salute fisica e mentale», ha detto una spettatrice presente in aula nel momento della sentenza. Secondo Shum Ho, ex lettore dell’Apple Daily, «Lai è la coscienza di Hong Kong».

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