I visitatori dei parchi divertimento aumentano del 10%, quelli dei musei 50 volte meno
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  • I primi 25 parchi di divertimenti al mondo attraggono 244 milioni di visitatori. Il trend cresce quasi del 10%. I musei invece segnano solo una percentuale dello 0,2%. Balzano quelli italiani con un incremento di visitatori del 10%. Peccato abbiano incassato in tutto incassato 193 milioni di euro. (Quello della Bibbia di Washington da solo ha registrato un fatturato di 168 milioni).
  • Le nuove tecnologie vengono incontro all’esigenza delle grandi strutture. Dopo il mondo dedicato a Pandora a Walt Disney World e Harry Potter agli Universal Studios, il futuro dei sistemi immersivi sarà il protagonista delle aree tematiche dedicate a Star Wars che apriranno in California e in Florida nel 2019.
  • Nani che ballano al ritmo di musica techno, la riproduzione di Gerusalemme al tempi di Gesù e uno spazio dedicato a quello che succede quando ci si siede sul wc. Guida ai parchi più strambi del mondo.
  • Meglio il settore dei parchi divertimento in Italia. Per Gardaland +10% di visitatori rispetto allo scorso anno. Primo in classifica per gradimento degli ospiti è invece Leolandia, in provincia di Bergamo. Bene anche Mirabilandia, Etnaland e Cinecittà World.
  • Il parco più antico del mondo è il Bakken, si trova in Danimarca. Costruito nel 1932 al suo interno si può sperimentare il primo rollorcoaster costruito in legno.

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Il 2015 è stato l’anno più difficile dei parchi divertimenti. In Italia soprattutto, ma le difficoltà hanno colpito almeno quattro continenti; l’Asia se l’è cavata un po’ meglio. Solo nel nostro Paese il settore impiega 15.000 persone e sviluppa un giro d’affari intorno ai 350 milioni di euro. Il tutto senza considerare l’indotto e il fatturato delle aziende che realizzano le attrazioni, un segmento quest’ultimo in cui l’Italia è leader mondiale. A soffrire di più è stato il Sud, dove le strutture fino a due anni fa stentavano a quadrare i conti. «Nel Mezzogiorno non mancano di certo le idee e nemmeno la domanda di mercato, ma è obiettivamente difficile andare avanti se la situazione intorno rema conto», lamentava in un colloquio a Repubblica, Francesco Russello, direttore di Etnaland, situato a pochi passi da Catania, che combina parco acquatico e tematico, con investimenti che nei primi tre anni di vita hanno sfiorato i 50 milioni di euro. «La nostra società ha fatto sforzi enormi, ma la nuova stagione, oltre a dover fare i conti con la crisi dei consumi, è partita con un forte handicap, la chiusura ai pullman dell’autostrada Palermo Catania per il cedimento del cavalcavia, una situazione che lascia sconcertati per l’assoluto silenzio delle istituzioni al riguardo, come se un parco acquatico e tematico come il nostro, che ospita 400.000 persone all’anno, non fosse d’interesse per l’economia e l’occupazione del territorio», aggiungeva Russello. La situazione potrebbe cambiare. Non tanto per via delle infrastrutture ma del trend complessivo. Il recente studio pubblicato da Aecom, il colosso delle consulenze tecnologiche, ha messo assieme il trend dei primi 25 parchi al mondo. Il risultato è un più 5% circa con un flusso di visitatori complessivo di 244 milioni di persone. Ovviamente solo Florida e California da sole ne portano a casa 110 milioni. Tantissimo se si considera che l’intera area dell’Europa nel 2017 ha macinato 61,5 milioni di visitatori. L’Europa però cresce del 3,8% e non riesce a dare il colpo di reni. L’Italia nel 2017 ha sofferto condizioni climatiche particolari che hanno rallentato particolarmente i parchi acquatici e messo in difficoltà le numerose strutture. Tant’è che nell’elenco dei primi 20 siti in Europa, Gardaland figura come nono e in calo del 9,7%. Mentre Disneyland Paris con quasi 10 milioni di visitatori ha messo a segno un +15%. In tutto le strutture francesi hanno ospitato 21,1 milioni di persone contro i 2,6 del Belpaese. Fare un confronto è difficile. Da noi manca Disney che da sola fa la differenza. E ovviamente mancano i grandissimi investimenti.

Un esempio su tutto quelli avviati in Florida. Rappresentando un terzo delle presenze del Nord America, Orlando dovrebbe continuare a sviluppare future attrazioni mettendo sul piatto 10 miliardi di dollari in investimenti. L’estate in corso offre invece segnali più positivi. Una tendenza confermata dal bilancio di mezza estate fatto dal Gardaland che ha visto un incremento del 10% delle presenze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.



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