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2023-11-17
Il cdm vota la stretta su occupazioni, truffe e jihadismo online. Blocchi stradali reato
«Orgogliosa dell’importante pacchetto sicurezza approvato in Consiglio dei ministri»: Giorgia Meloni affida a un post sui social la comprensibile soddisfazione per il via libera a una serie di nuove norme che vanno a incidere profondamente sulla vita dei cittadini. Tonica e determinata, con il nuovo look con i capelli più corti e mossi da onde, che ne restituisce una immagine meno ingessata, la Meloni elenca alcune delle novità che, messe insieme, costituiscono una vera e propria svolta all’insegna della tutela della legalità. «È un intervento», commenta in conferenza stampa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, «che non prevede solo un inasprimento delle pene per determinati reati o una sorta di rivisitazione del sistema penale ma è sostanzialmente finalizzato a migliorare l’operatività delle forze di polizia, a tutela del loro delicato lavoro».
Tra le varie e importanti novità, una recepisce una proposta della Verità, che aveva più volte segnalato come il terrorismo internazionale di matrice islamica si serva sempre di più del Web non solo per fare proselitismo, ma anche per imparare a costruire ordigni da utilizzare per mettere a segno attentati. Una consuetudine che era già stata segnalata dall’attuale ministro delle Imprese Adolfo Urso quando era vicepresidente del Copasir, e che ora viene finalmente contrastata: si introduce infatti il reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Viene punito con la reclusione da 2 a 6 anni chi si procura o detiene materiale contenente istruzioni sulla preparazione e l’uso di congegni bellici micidiali, armi, sostanze chimiche o batteriologiche e di ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti con finalità di terrorismo; viene anticipata la soglia di punibilità per chi distribuisce, diffonde o pubblicizza con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, materiale contenente istruzioni per la preparazione e l’utilizzo di materie esplodenti essenziali per la commissione di reati gravemente offensivi; viene introdotta una sanzione a carico degli esercenti dell’attività di noleggio di veicoli senza conducenti, in caso di omessa comunicazione dei dati identificativi del soggetto richiedente il noleggio estendendo la finalità di prevenzione del terrorismo anche ai reati di criminalità di tipo mafioso e di traffico di stupefacenti.
Il governo inasprisce le pene nei casi in cui i reati di violenza, minaccia o resistenza a un pubblico ufficiale siano commessi contro agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria. Gli agenti di pubblica sicurezza già autorizzati al porto di un’arma da fuoco di servizio, inoltre, possono detenere un’arma da fuoco privata, diversa da quella di ordinanza, senza ulteriore licenza.
Viene introdotto un nuovo reato che punisce chi organizza o partecipa a una rivolta in un carcere o in un Cpr con atti di violenza, minaccia o con altre condotte pericolose. La pena è da 2 a 8 anni per chi organizza la rivolta e da 1 a 5 anni per chi partecipa. Sono previste apposite aggravanti, fino a dieci anni, nel caso di uso di armi. Importantissima l’introduzione di un nuovo delitto, perseguibile su querela della persona offesa, che punisce con la reclusione da 2 a 7 anni chi, con violenza o minaccia, occupa o detiene senza titolo un immobile altrui, o comunque impedisce il rientro nell’immobile del proprietario o di colui che lo deteneva. Si inaspriscono le pene per le truffe commesse ai danni degli anziani e delle persone più fragili: reclusione da 2 a 6 anni per la truffa aggravata e possibilità per le Forze dell’ordine di procedere ad arresto in flagranza. Il disegno di legge interviene anche sul fronte dei blocchi stradali che diventano reato nel momento in cui risultino particolarmente offensivi e allarmanti.
Andiamo avanti: Il questore potrà disporre il divieto di accesso nelle metropolitane, nelle stazioni ferroviarie e nei porti per chi è già stato denunciato o condannato per furto, rapina o altri reati contro il patrimonio o la persona commessi in quei luoghi. Si introduce una norma per punire chi induce all’accattonaggio un minore di 16 anni invece di mandarlo a scuola o lo costringe con la violenza o la minaccia. Si rimodula la procedura per l’esecuzione della pena per le donne condannate quando sono in stato di gravidanza o sono madri di figli fino ai 3 anni. Non è più obbligatorio il rinvio dell’esecuzione della pena, ma è mantenuta tale facoltà in presenza dei requisiti di legge. Tra gli elementi che possono influire nella valutazione del giudice ci sarà, per esempio, la recidiva. È stata poi prevista la possibilità che la pena sia scontata presso gli istituti a custodia attenuata per detenute madri, fermo restando il divieto del carcere per le donne incinte e le madri dei bambini fino a 1 anno di età. Nel pacchetto anche una norma che consente di revocare più facilmente la cittadinanza italiana agli immigrati che commettono reati: finora era possibile entro tre anni, adesso il periodo è stato esteso a dieci anni.
Da sottolineare che la riunione a Palazzo Chigi tra governo e sindacati del comparto sicurezza si è conclusa con uno spontaneo applauso da parte dei presenti, una circostanza davvero inedita. Le misure varate dal governo sono state infatti fortemente auspicate dalle forze di polizia, aggiungendo importanti risorse per l’area della contrattazione e della previdenza del comparto. Il lavoro preparatorio del ministro Piantedosi sul fronte delle forze di polizia e del ministro della Difesa Guido Crosetto sul versante delle Forze armate ha prodotto questo importante risultato.
Il dl Energia resta ancora bloccato. Esteso l’adempimento collaborativo
«Il dl Energia dovrebbe arrivare in cdm la prossima settimana, se finiamo le interlocuzioni, come credo». Così il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a margine di un convegno a Roma di Elettricità futura, rivela il motivo per il quale il decreto non è stato presentato ieri. Un decreto che, ricordiamo, scoprirà le carte sulla questione del mercato libero dell’energia. Pichetto spiega che nel testo c’è una «proposta da parte mia che prevede per i vulnerabili un ragionamento futuro di garanzia e per i non vulnerabili comunque c’è la gara al 10 di gennaio», per individuare l’operatore che fornirà loro il gas in caso di mancata scelta di un fornitore sul mercato libero.
Nel cdm di ieri hanno invece trovato spazio diversi temi tra cui le disposizioni in materia di sicurezza e i due decreti legislativi di attuazione della riforma fiscale. Lato fisco «i due decreti legislativi riguardano il processo tributario e l’adempimento collaborativo. Il primo riguarda il notevole carico di contenzioso, il cui smaltimento è uno degli obiettivi del Pnrr. Dovevamo in qualche modo mettere ordine in questa materia, lo facciamo spingendo molto sulla digitalizzazione e inserendo una serie di misure a vantaggio dei contribuenti», ha detto il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, parlando in conferenza stampa al termine del cdm. Per quanto riguarda il processo tributario, si è dunque puntato sulla digitalizzazione degli atti processuali, attraverso il rafforzamento delle modalità telematiche nella gestione del processo e prevedendo che tutte le comunicazioni siano effettuate usando la Pec. Vengono poi stabilite le udienze da remoto anche a senso unico. Se una delle parti chiede di partecipare in presenza e l’altra da remoto, la discussione della causa si tiene in presenza, ma la parte che lo ha chiesto può comunque partecipare all’udienza, collegandosi a distanza. Si introduce, infine, il principio della redazione in modo chiaro e sintetico degli atti. Per quanto riguarda l’adempimento collaborativo, viene esteso il numero di imprese che potranno usufruire dell’istituto. La soglia attuale di accesso, in termini di ricavi pari a 1 miliardo passerà a 750 milioni nel biennio 2024-2025, 500 milioni nel 2026 e 2027 e 100 milioni dal 2028. Queste imprese potranno dunque presentare un monitoraggio dei rischi fiscali, certificato da professionisti che «comporterà una serie di agevolazioni anche sul versante dell’accertamento», ha spiegato Leo. Misura quest’ultima che si può incardinare nel pacchetto di azioni fiscali che cercano di andare a migliore il rapporto tra il Fisco e i contribuenti.
Non solo cdm. Nella giornata di ieri l’Italia è stata bacchettata dall’Unione europea che ha inviato ben due lettere di infrazione. La prima sul mancato adeguamento alla direttiva Bolkestein e la seconda sull’assegno unico. Per quanto riguarda la questione dei balneari, il governo italiano ha tempo due mesi per fornire delle risposte all’Ue. Il vicepresidente del Senato, responsabile del dipartimento Agricoltura e Turismo della Lega, Gian Marco Centinaio, ha infatti sottolineato come «la lettera della Commissione europea non pregiudica una soluzione positiva alla questione. Invito il governo a portare avanti il dialogo con Bruxelles, forte di una mappatura delle coste che ha fatto emergere con chiarezza come solo un terzo di queste siano attualmente assegnate». Per quanto riguarda l’assegno unico, provvedimento del governo Draghi, la Commissione europea contesta il fatto che possono beneficiarne solo le persone che risiedono da almeno due anni in Italia. Secondo l’Ue la misura viola il diritto dato che non tratta in modo equo tutti i cittadini. Il richiamo europeo segue una lettera inviata all’Italia a febbraio 2023, alla quale il governo Meloni ha risposto, ma in modo non soddisfacente per la Commissione.
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Sì al pacchetto sicurezza: pene più pesanti per chi aggredisce le Forze dell’ordine. Carcere anche per le donne incinte.Slitta il testo su mercato tutelato e idroelettrico. Cambiano i processi tributari.Lo speciale contiene due articoli.«Orgogliosa dell’importante pacchetto sicurezza approvato in Consiglio dei ministri»: Giorgia Meloni affida a un post sui social la comprensibile soddisfazione per il via libera a una serie di nuove norme che vanno a incidere profondamente sulla vita dei cittadini. Tonica e determinata, con il nuovo look con i capelli più corti e mossi da onde, che ne restituisce una immagine meno ingessata, la Meloni elenca alcune delle novità che, messe insieme, costituiscono una vera e propria svolta all’insegna della tutela della legalità. «È un intervento», commenta in conferenza stampa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, «che non prevede solo un inasprimento delle pene per determinati reati o una sorta di rivisitazione del sistema penale ma è sostanzialmente finalizzato a migliorare l’operatività delle forze di polizia, a tutela del loro delicato lavoro». Tra le varie e importanti novità, una recepisce una proposta della Verità, che aveva più volte segnalato come il terrorismo internazionale di matrice islamica si serva sempre di più del Web non solo per fare proselitismo, ma anche per imparare a costruire ordigni da utilizzare per mettere a segno attentati. Una consuetudine che era già stata segnalata dall’attuale ministro delle Imprese Adolfo Urso quando era vicepresidente del Copasir, e che ora viene finalmente contrastata: si introduce infatti il reato di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. Viene punito con la reclusione da 2 a 6 anni chi si procura o detiene materiale contenente istruzioni sulla preparazione e l’uso di congegni bellici micidiali, armi, sostanze chimiche o batteriologiche e di ogni altra tecnica o metodo per il compimento di atti con finalità di terrorismo; viene anticipata la soglia di punibilità per chi distribuisce, diffonde o pubblicizza con qualsiasi mezzo, anche per via telematica, materiale contenente istruzioni per la preparazione e l’utilizzo di materie esplodenti essenziali per la commissione di reati gravemente offensivi; viene introdotta una sanzione a carico degli esercenti dell’attività di noleggio di veicoli senza conducenti, in caso di omessa comunicazione dei dati identificativi del soggetto richiedente il noleggio estendendo la finalità di prevenzione del terrorismo anche ai reati di criminalità di tipo mafioso e di traffico di stupefacenti. Il governo inasprisce le pene nei casi in cui i reati di violenza, minaccia o resistenza a un pubblico ufficiale siano commessi contro agenti di pubblica sicurezza o di polizia giudiziaria. Gli agenti di pubblica sicurezza già autorizzati al porto di un’arma da fuoco di servizio, inoltre, possono detenere un’arma da fuoco privata, diversa da quella di ordinanza, senza ulteriore licenza. Viene introdotto un nuovo reato che punisce chi organizza o partecipa a una rivolta in un carcere o in un Cpr con atti di violenza, minaccia o con altre condotte pericolose. La pena è da 2 a 8 anni per chi organizza la rivolta e da 1 a 5 anni per chi partecipa. Sono previste apposite aggravanti, fino a dieci anni, nel caso di uso di armi. Importantissima l’introduzione di un nuovo delitto, perseguibile su querela della persona offesa, che punisce con la reclusione da 2 a 7 anni chi, con violenza o minaccia, occupa o detiene senza titolo un immobile altrui, o comunque impedisce il rientro nell’immobile del proprietario o di colui che lo deteneva. Si inaspriscono le pene per le truffe commesse ai danni degli anziani e delle persone più fragili: reclusione da 2 a 6 anni per la truffa aggravata e possibilità per le Forze dell’ordine di procedere ad arresto in flagranza. Il disegno di legge interviene anche sul fronte dei blocchi stradali che diventano reato nel momento in cui risultino particolarmente offensivi e allarmanti. Andiamo avanti: Il questore potrà disporre il divieto di accesso nelle metropolitane, nelle stazioni ferroviarie e nei porti per chi è già stato denunciato o condannato per furto, rapina o altri reati contro il patrimonio o la persona commessi in quei luoghi. Si introduce una norma per punire chi induce all’accattonaggio un minore di 16 anni invece di mandarlo a scuola o lo costringe con la violenza o la minaccia. Si rimodula la procedura per l’esecuzione della pena per le donne condannate quando sono in stato di gravidanza o sono madri di figli fino ai 3 anni. Non è più obbligatorio il rinvio dell’esecuzione della pena, ma è mantenuta tale facoltà in presenza dei requisiti di legge. Tra gli elementi che possono influire nella valutazione del giudice ci sarà, per esempio, la recidiva. È stata poi prevista la possibilità che la pena sia scontata presso gli istituti a custodia attenuata per detenute madri, fermo restando il divieto del carcere per le donne incinte e le madri dei bambini fino a 1 anno di età. Nel pacchetto anche una norma che consente di revocare più facilmente la cittadinanza italiana agli immigrati che commettono reati: finora era possibile entro tre anni, adesso il periodo è stato esteso a dieci anni. Da sottolineare che la riunione a Palazzo Chigi tra governo e sindacati del comparto sicurezza si è conclusa con uno spontaneo applauso da parte dei presenti, una circostanza davvero inedita. Le misure varate dal governo sono state infatti fortemente auspicate dalle forze di polizia, aggiungendo importanti risorse per l’area della contrattazione e della previdenza del comparto. Il lavoro preparatorio del ministro Piantedosi sul fronte delle forze di polizia e del ministro della Difesa Guido Crosetto sul versante delle Forze armate ha prodotto questo importante risultato.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/pacchetto-sicurezza-2666295536.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="il-dl-energia-resta-ancora-bloccato-esteso-ladempimento-collaborativo" data-post-id="2666295536" data-published-at="1700211847" data-use-pagination="False"> Il dl Energia resta ancora bloccato. Esteso l’adempimento collaborativo «Il dl Energia dovrebbe arrivare in cdm la prossima settimana, se finiamo le interlocuzioni, come credo». Così il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, a margine di un convegno a Roma di Elettricità futura, rivela il motivo per il quale il decreto non è stato presentato ieri. Un decreto che, ricordiamo, scoprirà le carte sulla questione del mercato libero dell’energia. Pichetto spiega che nel testo c’è una «proposta da parte mia che prevede per i vulnerabili un ragionamento futuro di garanzia e per i non vulnerabili comunque c’è la gara al 10 di gennaio», per individuare l’operatore che fornirà loro il gas in caso di mancata scelta di un fornitore sul mercato libero. Nel cdm di ieri hanno invece trovato spazio diversi temi tra cui le disposizioni in materia di sicurezza e i due decreti legislativi di attuazione della riforma fiscale. Lato fisco «i due decreti legislativi riguardano il processo tributario e l’adempimento collaborativo. Il primo riguarda il notevole carico di contenzioso, il cui smaltimento è uno degli obiettivi del Pnrr. Dovevamo in qualche modo mettere ordine in questa materia, lo facciamo spingendo molto sulla digitalizzazione e inserendo una serie di misure a vantaggio dei contribuenti», ha detto il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, parlando in conferenza stampa al termine del cdm. Per quanto riguarda il processo tributario, si è dunque puntato sulla digitalizzazione degli atti processuali, attraverso il rafforzamento delle modalità telematiche nella gestione del processo e prevedendo che tutte le comunicazioni siano effettuate usando la Pec. Vengono poi stabilite le udienze da remoto anche a senso unico. Se una delle parti chiede di partecipare in presenza e l’altra da remoto, la discussione della causa si tiene in presenza, ma la parte che lo ha chiesto può comunque partecipare all’udienza, collegandosi a distanza. Si introduce, infine, il principio della redazione in modo chiaro e sintetico degli atti. Per quanto riguarda l’adempimento collaborativo, viene esteso il numero di imprese che potranno usufruire dell’istituto. La soglia attuale di accesso, in termini di ricavi pari a 1 miliardo passerà a 750 milioni nel biennio 2024-2025, 500 milioni nel 2026 e 2027 e 100 milioni dal 2028. Queste imprese potranno dunque presentare un monitoraggio dei rischi fiscali, certificato da professionisti che «comporterà una serie di agevolazioni anche sul versante dell’accertamento», ha spiegato Leo. Misura quest’ultima che si può incardinare nel pacchetto di azioni fiscali che cercano di andare a migliore il rapporto tra il Fisco e i contribuenti. Non solo cdm. Nella giornata di ieri l’Italia è stata bacchettata dall’Unione europea che ha inviato ben due lettere di infrazione. La prima sul mancato adeguamento alla direttiva Bolkestein e la seconda sull’assegno unico. Per quanto riguarda la questione dei balneari, il governo italiano ha tempo due mesi per fornire delle risposte all’Ue. Il vicepresidente del Senato, responsabile del dipartimento Agricoltura e Turismo della Lega, Gian Marco Centinaio, ha infatti sottolineato come «la lettera della Commissione europea non pregiudica una soluzione positiva alla questione. Invito il governo a portare avanti il dialogo con Bruxelles, forte di una mappatura delle coste che ha fatto emergere con chiarezza come solo un terzo di queste siano attualmente assegnate». Per quanto riguarda l’assegno unico, provvedimento del governo Draghi, la Commissione europea contesta il fatto che possono beneficiarne solo le persone che risiedono da almeno due anni in Italia. Secondo l’Ue la misura viola il diritto dato che non tratta in modo equo tutti i cittadini. Il richiamo europeo segue una lettera inviata all’Italia a febbraio 2023, alla quale il governo Meloni ha risposto, ma in modo non soddisfacente per la Commissione.
Carlo Messina (Imagoeconomica)
Il piano arriva dopo un 2025 che l’amministratore delegato definisce senza esitazioni «il migliore di sempre». Utile netto a 9,3 miliardi (+7,6%), dividendi complessivi per 6,5 miliardi – tra acconto e saldo – e un buyback da 2,3 miliardi già autorizzato dalla Bce. L’ad rivendica di aver superato, negli ultimi due piani industriali, tutti gli obiettivi.
La strategia al 2029 poggia su tre pilastri: riduzione dei costi grazie alla tecnologia, crescita dei ricavi trainata dalle commissioni e un costo del rischio ai minimi storici, frutto di una banca senza più crediti incagliati. Ma il vero salto è geografico. Messina guarda oltre i confini italiani e rivendica di essere «parte di una storia completamente diversa rispetto alla saga del risiko bancario del 2025». Tradotto: nessuna corsa alle aggregazioni domestiche, nessun inseguimento a fusioni difensive che comunque troverebbero l’ostacolo dell’Antitrust. Il baricentro si sposta sull’espansione internazionale, in particolare nell’industria del risparmio.
È qui che prende forma Isywealth Europe, il progetto-bandiera del nuovo piano. Un’iniziativa che porta all’estero il modello Intesa nella consulenza finanziaria, facendo leva sul digitale e sulle sinergie di gruppo. Francia, Germania e Spagna sono i primi traguardi individuati. Mercati dove la banca è già presente con proprie filiali e dove punta a servire corporate, retail e private banking attraverso piattaforme tecnologiche integrate. Duecento milioni di investimenti iniziali. Il piano di espansione nelle grandi città europee, con prodotti distribuiti anche tramite Isybank e Fideuram Direct. La crescita avverrà solo con operazioni di cui il gruppo avrà la maggioranza azionaria. Al momento, chiarisce, sul tavolo non c’è nulla. Nessuna fretta, nessuna ansia da shopping. La stessa logica guida la strategia sulle banche estere, chiamate a realizzare sinergie più strette con le altre divisioni del gruppo. Il risultato netto della divisione international banks dovrebbe salire a 1,8 miliardi nel 2029 dagli 1,2 miliardi del 2025. «Nell’eurozona non serve fare acquisizioni», sottolinea, «meglio sfruttare le presenze che già abbiamo».
Intesa promette una nuova accelerazione sul fronte della riduzione dei costi. Per raggiungere l’obiettivo sono previsti altri 5,1 miliardi di investimenti tecnologici, che si aggiungono ai 6,6 miliardi del piano precedente. In parallelo, un ricambio generazionale senza scosse: 9.750 uscite volontarie in Italia entro il 2030, compensate da circa 6.300 nuove assunzioni di giovani. A regime, i risparmi attesi valgono 570 milioni di euro.
Il capitolo del risiko bancario è liquidato con poche frasi ma con un tono che non lascia spazio a interpretazioni. Le operazioni che animano il dibattito, «non ci preoccupano». Neanche l’asse Unicredit-Generali di cui tanto si parla «Sarebbe come mettere insieme due Bpm. Rimarremmo comunque con tre volte più grandi». Fine della discussione. Per Intesa, insiste l’amministratore delegato, non è un terreno di competizione. Anche perché, osserva, «mettere insieme un asset manager assicurativo con una rete di distribuzione bancaria non ha molto senso».
In controluce, il piano racconta anche un altro punto di vista: quello che osserva con attenzione lo scenario globale. Alla domanda su Kevin Warsh, indicato da Donald Trump come prossimo presidente della Fed, il giudizio è misurato ma positivo: «Una persona di altissima competenza e capacità». Un segnale di equilibrio, mentre le banche centrali restano un fattore chiave di stabilità – o instabilità – dei mercati.
Alla fine, il nuovo piano di Intesa Sanpaolo appare come un manifesto di continuità. Cinquanta miliardi di dividendi come garanzia, una strategia internazionale come orizzonte, il rifiuto del risiko come scelta identitaria.
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Under Salt Marsh (Sky)
La natura, la sua violenza improvvisa, è protagonista al fianco di una comunità tradizionale, scossa da un omicidio quasi perfetto. O, quanto meno, di un omicidio che sarebbe stato perfetto, se non fosse intervenuta la natura.Il mare, in un giorno di tempesta, ha portato sulle rive del Galles un corpo, lo spettro di una morte innaturale. E, pure, la certezza che l'indagine non sarebbe stata semplice. Jackie Eliss l'ha capito fin dal primo momento.
Lo ha sentito sulla propria pelle, lei che aveva cercato di dimenticare il passato, gli sbagli, gli errori. La Eliss era detective a Morfa Halen, cittadina immaginaria, arroccata sui paesaggi del Galles, quando un'altra morte ha messo a soqquadro la sua vita. Allora, c'era la stessa violenza, ma poche certezze. Jackie Eliss non è riuscita a capire chi fosse il responsabile di una tale brutalità, perché, soprattutto. Qualche ipotesi l'ha azzardata, qualcosa lo ha pensato. Ma, a conti fatti, non ha saputo portare dalla sua prove certe e inconfutabili. Così, il paese le ha voltato le spalle e la sua famiglia con lui. La Eliss ha perso il marito, la stima della figlia e il lavoro. Tre anni più tardi, è la stessa donna, ma il mestiere è un altro, le insicurezze aumentate.Jackie Eliss, quando il secondo cadavere piomba a Morfa Halen, non è più una detective, ma un'insegnante, cui l'ostracismo dei suoi concittadini ha provocato una tristezza latente. Sola, senza lo scopo di un mestiere che era vocazione, vorrebbe tenersi alla larga da quell'altro mistero. Ma qualcosa, una sensazione sottile sottopelle, le dice che le morti, pur passati anni, sono connesse. Ed è in nome di questa connessione, della voglia di capire cosa sia successo e redimere con ciò se stessa e i propri errori, che la Eliss decide di tornare a investigare. Senza l'ufficialità del ruolo, senza gli strumenti consoni. Senza aiuti, ma con una determinazione tipica del genere cui Under salt marsh appartiene.
Lo show, in quattro episodi, rincorre la velocità del giallo, del thriller, rincorrendo parimenti quella del cataclisma. Perché c'è altro a rendere il mistero più inquietante: la minaccia incombente di una tempesta senza precedenti, decisa a distruggere ogni prova che possa condurre alla verità.
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Dopo aver chiesto di abolire il carcere e «okkupare» le case, l'eurodeputata Avs palpita per Askatasuna.