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Omotransfobia, PV&F risponde a Cathy La Torre: «Discriminati e offesi dalla paladina delle discriminazioni»

Omotransfobia, PV&F risponde a Cathy La Torre: «Discriminati e offesi dalla paladina delle discriminazioni»

«Cathy La Torre, avvocato specializzato in diritto antidiscriminatorio con particolare riferimento alle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere, è specializzata sì ma solo per difendere chi gli pare a lei. Noi ci sentiamo discriminati e offesi» hanno dichiarato in una nota Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia, dopo essere stati attaccati via social, insieme ad altri leader del mondo prolife, dall'attivista Lgbtqia+.

«Prova ne è - ha proseguito la nota - che ci siamo ritrovati immortalati in una foto, costruita ad arte e che sa tanto di foto segnaletica, lanciata dalla signora La Torre usando i social e scatenando i soliti odiatori. Nell'immagine appariamo insieme ad altri leader dell'associazionismo prolife e profamily, e ci si accusa di difendere la vita tranne che quella delle persone Lbtqia+. Niente di più falso. La vita di tutte le persone è sacra e va rispettata e siamo profondamente offesi da queste accuse, tanto più che La Torre dovrebbe essere la prima a utilizzare messaggi rispettosi sul web e sui social, avendo creato il famoso progetto #odiareticosta con la campagna per l'assistenza legale a chi è vittima di calunnie, diffamazione, hate speech. Che fa ora, il leone da tastiera che si spaccia per pecorella? Siamo già all'indice prima che passi il DDL liberticida Zan??? Brandi e Coghe concludono: «Avendo avuto l'avvocatessa l'incarico di esperta dell'ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar), le ricordiamo che per il ruolo istituzionale ricoperto dovrebbe mantenere un certo profilo super partes non certo così ostile e velenoso».

Intesa fa ricchi i soci: 50 miliardi di dividendi
Carlo Messina (Imagoeconomica)
Messina si ricandida alla guida dell’istituto e annuncia le cedole per il piano 2026-2029. L’ad: «Non compreremo banche, potremmo valutare reti di promotori. Puntiamo all’internazionalizzazione. Nozze Unicredit-Generali? Siamo leader, non cambierebbe niente».

Il piano d’impresa 2026-2029 di Intesa Sanpaolo, presentato ieri dall’ad Carlo Messina non è solo una mappa industriale: è un messaggio al mercato, agli azionisti e al sistema bancario italiano. Cinquanta miliardi di dividendi annunciati sono il simbolo di questa narrazione. Una dote che rassicura gli azionisti e prepara il futuro. Spiega anche perchè Messina, rispondendo a una domanda, ammette che sì, un sesto triennio dal 2028 è possibile. «Ritengo di essere in grado di poter fare anche il prossimo mandato», dice, «se dovessi ritenere di non essere più la soluzione migliore per la banca, sarei il primo a farmi da parte. Non so se farò un altro piano di impresa, ma ritengo di essere in condizioni di completare questo».

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«Under Salt Marsh», un doppio mistero tra delitto e natura su Sky
Under Salt Marsh (Sky)

La miniserie britannica intreccia un omicidio e la violenza degli eventi naturali. Jackie Eliss, ex detective caduta in disgrazia, torna a indagare su due morti forse collegate, mentre una tempesta incombe minacciando di cancellare prove e verità.

Sono due gialli che muovono paralleli, quello tradizionale e quello legato all'imperscrutabilità degli eventi naturali. Under salt marsh, miniserie britannica, su Sky dalla prima serata di lunedì 2 febbraio, è stata costruita così da tenere insieme due misteri, ed uno farlo volare sopra la testa di uomini che non possono tutto.

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Dopo aver chiesto di abolire il carcere e «okkupare» le case, l'eurodeputata Avs palpita per Askatasuna.

Le transizioni non fanno i conti con la Terra che non ne può più
Francesco Vecchi (Imagoeconomica)
Il nuovo libro di Francesco Vecchi dimostra come il green e il boom digitale siano insostenibili.
Il peso della Terra (144 pagine, Piemme) di Francesco Vecchi è uno di quei libri che arrivano nel momento giusto, quando una narrazione dominante mostra tutte le sue crepe. In un’epoca che si racconta come sempre più leggera, digitale, sostenibile e immateriale, il conduttore di Mattino 5 compie un gesto intellettuale controcorrente e necessario: ci costringe a guardare il mondo per ciò che è davvero, un mondo pesante, fatto di materia, di scavi, di risorse finite e di conflitti per il loro controllo.
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