Non può fermare i pm, Renzi punta i giornali - La Verità
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Non può fermare i pm, Renzi punta i giornali

Ansa

Il Rottamatore sostiene che le vicende giudiziarie che hanno investito i genitori sono una rappresaglia contro di lui, ma non osa denunciare i giudici. Così annuncia querele alla «Verità», come se fosse stata la nostra redazione ad arrestare mamma e papà.
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Chi tifa Ursula non ha capito la lezione Monti

Ansa

L'ammucchiata che usa il nome della strega di una fiaba sarà la maledizione dei partiti che la sostengono. Il bocconiano issato al governo contro il voto popolare favorì il vento grillino che spazzò il sistema. Il bis che si prepara spianerà la strada al Carroccio.
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Renzi vuol fare il commissario Ue

Ansa

Anche io, al pari di Luca Ricolfi che lo ha detto ieri su questo giornale a Maurizio Caverzan, penso che la capriola di Matteo Renzi a favore di un governo con il Movimento 5 stelle sia tra le più spregiudicate della storia repubblicana.
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Questionare sulla tempistica è sterile. Rompere era l’unica cosa sensata

Ansa

C'è da ridere. Quelli che prima spiegavano a Salvini che doveva fare la crisi di governo per mandare a casa i grillini, adesso spiegano a Salvini che ha sbagliato a fare la crisi di governo, perché così consegna il Paese a un esecutivo 5 stelle-Pd. Il che dimostra che la politica è come il calcio e tutti, in particolare i giornalisti, si sentono allenatori o, per lo meno, segretari di partito.

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Arriva il governo dell’invasione

Ansa

Ci mancava solo Massimo D'Alema a far da levatrice al governo della vergogna. Ma l'ex presidente del Consiglio ed ex ministro degli Esteri che andava a braccetto con gli hezbollah, alla fine è arrivato a benedire la nascita di un nuovo esecutivo 5 stelle-Pd. Lo ha fatto ricordando che 24 anni fa un colpo di mano, sotto gli occhi compiaciuti di Oscar Luigi Scalfaro, portò alla nascita del governo di Lamberto Dini, mettendo in un angolo Silvio Berlusconi, che aveva vinto le elezioni del 1994, e aprendo la strada alla successiva vittoria di Romano Prodi.
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Il Pd piange sui conti perché vuole tenersi il Colle

Ansa

Sì, sono tornati. Matteo Renzi, Goffredo Bettini e perfino Ettore Rosato, indimenticato ideatore di una legge elettorale che doveva fregare i 5 stelle e invece fregò il Pd. Sì, sono tornati e oggi tifano tutti per un'alleanza con il Movimento, convinti che il governo istituzionale sarà il grimaldello per riprendersi la scena. Cacciati dagli italiani, gli artefici di mille intrighi sognano di rientrare dalla finestra grazie ai grillini, i quali, dal giorno in cui Matteo Salvini ha staccato la spina a Giuseppe Conte, vivono uno psicodramma. (...)

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Gli elettori non capirebbero il salto della quaglia

Ansa

Non so dove Silvio Berlusconi trascorrerà il Ferragosto, se cioè rimarrà in Sardegna o deciderà di passare i prossimi giorni ad Arcore o in qualche altra sua villa in giro per il mondo. Immagino però che a prescindere da dove si trovi, il Cavaliere nei prossimi giorni avrà il telefono intasato, dalla gente che si prenota per parlargli. Il capo di Forza Italia, dato politicamente per spacciato non so quante volte, dal giorno in cui Matteo Salvini ha dichiarato il decesso del governo Conte è infatti tornato al centro delle attenzioni.

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Renzi è tornato e vuole l’ammucchiata

Ansa

Renzi è tornato e lo ha fatto a modo suo, cioè venendo meno alla parola data. Aveva iniziato la legislatura promettendo che sarebbe stato il senatore semplice di Scandicci e giurando che mai avrebbe appoggiato un'alleanza fra Movimento 5 stelle e Pd, ma ieri, con un'intervista al Corriere della Sera, ha annunciato di aver cambiato idea, provando a riprendersi il partito di cui è stato segretario e anche il governo e tenendo a battesimo una santa alleanza contro Salvini, con dentro (...)

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Le ammucchiate non portano mai bene a nessuno

Ansa

La paura fa la forza, nel senso che unisce anche chi si detesta e fino a ieri non se le mandava a dire. Così, se i fedelissimi di Matteo Renzi prima di mercoledì erano pronti a giurare e spergiurare che mai si sarebbero alleati con i grillini, adesso che le elezioni si avvicinano, e il rischio di andare tutti a casa sostituiti da altri esponenti Pd scelti dal nuovo segretario si fa concreto, il no al Movimento 5 stelle è diventato un sì alla mozione contro Matteo Salvini e presto potrebbe diventare un sì anche alla legge per ridurre i parlamentari.

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La trappola del governo elettorale

Ansa

Lo chiamano governo elettorale, ma non è dalle definizioni tecniche che Matteo Salvini dovrà guardarsi, bensì da ciò che sta dietro alle formule magiche che la politica sa scovare ogni volta che c'è una crisi e il Parlamento non ha voglia di andare a casa. Dopo aver dato a lungo la sensazione di essere indeciso, il capo della Lega ha deciso e fatto presentare ai suoi la mozione di sfiducia al governo Conte. Il ministro dell'Interno ha fretta di riportare l'Italia al voto e fosse per lui l'esecutivo si dimetterebbe in serata e lunedì si scioglierebbero le Camere.