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«Nessuna regia di Mincione dietro l'incarico di Gwm con Enasarco»

caro direttore,

L'articolo pubblicato in data 6 ottobre 2020 a firma di Alessandro da Rold e dal titolo «I pro Mincione puntano ancora su Enasarco contiene una serie e imprecisioni tali da dare una rappresentazione errata della realtà.

Dalla lettura dell'articolo si trae infatti l'erronea convinzione che l'incarico affidato a Gwm avrebbe visto la regia di Mincione. Nulla di più falso, visto che proprio il lavoro svolto da Gwm sugli attivi dati in gestione, tra i quali erano presenti le quote dei fonti Athena di Mincione, ha consentito di evidenziare discutibili condotte poste in essere da quest'ultimo nella gestione dei fondi Enasarco.

Peraltro, a valle di queste evidenze, Gwm ha anche portato avanti un duro negoziato che ha consentito il recupero di fondi che in passato la Fondazione aveva affidato a Mincione.

Si diffida dal riutilizzare tali argomentazioni, che sono lesivi dell'immagine e della reputazione del Gruppo.

Ufficio Stampa Gwm Group Holding

«Arrestiamo sempre gli stessi immigrati»
Roberto Massucci (Imagoeconomica)
  • Il questore di Roma Roberto Massucci : «Negli ultimi due anni reati diminuiti del 23%. Ma chi delinque è per lo più uno straniero che non si integra». E parla di «una sorta di costrizione al crimine». Una conferma ulteriore del fatto che la remigrazione è la soluzione giusta.
  • Fermato in Emilia un minorenne jihadista. Aveva manuali per fabbricare bombe e mescolava islam e suprematismo.

Lo speciale contiene due articoli

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Villetta di Negro, morto in ospedale il senegalese accusato dell’omicidio di Pedro
Nel riquadro a sinistra, il clochard milanese Pietro Alberto Paolo Signor e il suo assassino Cissè Camara (iStock)
Cisse Camara, 42 anni, è deceduto al San Martino dove era ricoverato in rianimazione dopo il fermo per l’omicidio del senzatetto Pietro Alberto Paolo Signor, conosciuto come Pedro, ucciso nel parco genovese. L’uomo non è mai stato interrogato e il movente resta senza risposta.
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Il diritto a non migrare è cristiano. Il business dell’accoglienza no
Papa Leone XIV (Ansa)
La sinistra tira per la tonaca il Papa, che ha espresso dubbi sulla remigrazione. Ma era stato proprio Leone a chiedere un sistema in cui nessuno fosse costretto a espatriare. È l’odierna macchina di morte che è infernale.

Come era prevedibile, la grandissima parte dei media italiani ieri ha riportato con grande entusiasmo alcune frasi che il pontefice ha dedicato alla remigrazione, rispondendo fugacemente a una domanda sul tema che gli è stata posta mentre usciva da Castel Gandolfo. «Non mi sembra una risposta cristiana», ha detto Prevost.

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Ciriani: «Passa il regolamento con la maggioranza Meloni. Anche la sinistra ammette il fallimento dei confini aperti. Daremo strumenti giuridici seri per la remigrazione».

L’Europa cambia, ed è l’Italia a invertire la rotta. Sulle politiche migratorie con l’approvazione del nuovo regolamento per i rimpatri dell’Unione europea passa infatti la linea Meloni. Con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni, il Parlamento europeo ha dato il via libera a uno dei pilastri del Patto migrazione e asilo entrato in vigore lo scorso 12 giugno.

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