Nel dl Sostegno anche il Liquidità bis
Verso un nuovo rinvio alla prossima settimana per inserire fondi a garanzia dei prestiti alle imprese. I soldi potrebbero arrivare dai 7 miliardi non spesi dai giallorossi

Doveva essere pronto all’inizio di questa settimana. Invece, il dl Sostegno, giorno dopo giorno, continua a crescere fino a diventare quasi una manovra. Tanto che il via libera in cdm probabilmente slitterà alla prossima settimana. Come spiega l’Adnkronos, l’approvazione della norma con la nuova tranche di ristori, attesa per venerdì, dovrebbe essere posticipata di qualche giorno per integrare le nuove richieste dei dicasteri. Il governo potrebbe aver bisogno di aggiungere altri 10 miliardi ai 32 già approvati in extra deficit dal Parlamento. Il Mef si è accorto che durante il Conte bis alcuni fondi stanziati per la Cig e i decreti Ristori non sono stati usati in toto e i tecnici sono quindi all’opera per capire se si possano rastrellare fino a 7 miliardi da utilizzare per il dl Sostegno, portando la capacità di spesa intorno ai 40 miliardi e scongiurando il rischio di dover chiedere altro extra deficit ad aprile.

Al momento sono previsti indennizzi per le attività fino a 5 milioni di euro. Il calcolo del ristoro, però, sarà diverso rispetto alle indiscrezioni uscite nei giorni scorsi: si terrà conto del calo di fatturato su base annua e non bimestrale, come trapelato in alcune bozze. Pallottoliere alla mano, l’operazione dovrebbe costare circa 9,5 miliardi.

Allo studio per le imprese, inoltre, sono previste anche nuove misure per assorbire l’ondata di sofferenze in arrivo. Sul tema ieri dovrebbe essersi tenuto un incontro tra Cassa depositi e prestiti, Sace e ministero delle Finanze.

«Iniziano a emergere, con chiarezza, i numeri della crisi lato imprese. Quello che più ci deve preoccupare, secondo me, è l’aumentare vertiginoso del peso del debito che hanno contratto, anche a causa della pandemia», ha scritto ieri in un post il viceministro dell’Economia Laura Castelli. La domanda, dice la Castelli, «per le imprese che saranno riuscite a non chiudere, proseguendo nella loro attività, è: quanti anni in più di cash flow (differenza tra costi e ricavi) varrà l’indebitamento delle imprese, dopo che saremo usciti dal Covid?». Secondo la grillina, la soluzione è «intervenire sul debito fiscale, mettendo a punto strumenti come il “saldo e stralcio”, la cancellazione del magazzino e una nuova rottamazione; intervenire sulle norme del diritto fallimentare, prevedendo – per le società che hanno visto un aggravamento della crisi a causa del Covid – tempi più lunghi per i concordati e i piani di riequilibrio; prorogare quelle misure, introdotte lo scorso anno con il decreto Liquidità, che sono state più proficuamente accolte dal sistema, sia per la parte prestiti che per la parte sostegno alle ricapitalizzazioni». A questo proposito, le richieste di finanziamento arrivate alle banche attraverso il decreto Liquidità hanno continuato a crescere nella seconda metà di gennaio, arrivando a 1,57 milioni per un importo di finanziamenti di oltre 130 miliardi secondo i dati di Bankitalia. La percentuale di prestiti erogati è in ulteriore crescita. In particolare, al 29 gennaio è stato erogato circa il 94% delle domande per prestiti interamente garantiti dal fondo.

Il pacchetto «lavoro» del dl Sostegno, poi, dovrebbe prevedere la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 30 giugno e l’allungamento a fine anno della Cig Covid. Nel decreto potrebbe trovare spazio anche una nuova deroga al dl Dignità per facilitare i contratti a termine. In più, il decreto dovrebbe destinare 1 miliardo al rifinanziamento del reddito di cittadinanza e prorogare il reddito di emergenza. Dovrebbe esserci pure una sanatoria legata alla rottamazione ter e il saldo e stralcio delle cartelle.

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