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Milano ha paura, ma Sala fa spavento

Milano ha paura, ma Sala fa spavento
Conosco Beppe Sala dai tempi dell'Expo e lo reputo un ottimo manager. Contro tutte le previsioni, alla fine è riuscito a portare a casa la manifestazione lombarda senza grandi incidenti, includendo negli incidenti anche i guai giudiziari che ne sono derivati. Tuttavia, pur riconoscendone le capacità e la determinazione, a volte mi chiedo perché si sia intestardito a voler fare il sindaco di Milano, un mestiere che non gli appartiene, e per di più con la sinistra, lui che ha nel sangue il centrodestra. Ricordo che ad Expo iniziato, quando già si aveva notizia delle lusinghe con cui Matteo Renzi cercava di ingaggiarlo e di salvare il Pd da una sicura sconfitta nel capoluogo lombardo, a bruciapelo gli chiesi: «Ma ti ci vedi con Majorino (assessore milanese molto vicino alla sinistra ultra), a difendere le ragioni degli immigrati?». Lui scosse la testa senza obiettare, ma poi mi confidò che il suo sogno era l'ente nazionale del turismo. Avendo avuto a che fare con centinaia di delegazioni di paesi esteri, organizzando visite per migliaia di persone, Sala si era reso conto di quali fossero le potenzialità turistiche del Paese e da manager intendeva mettere a frutto l'esperienza, utilizzando i contatti maturati quando era commissario dell'Expo.