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Milano ha paura, ma Sala fa spavento

Milano ha paura, ma Sala fa spavento
ANSA
Conosco Beppe Sala dai tempi dell'Expo e lo reputo un ottimo manager. Contro tutte le previsioni, alla fine è riuscito a portare a casa la manifestazione lombarda senza grandi incidenti, includendo negli incidenti anche i guai giudiziari che ne sono derivati. Tuttavia, pur riconoscendone le capacità e la determinazione, a volte mi chiedo perché si sia intestardito a voler fare il sindaco di Milano, un mestiere che non gli appartiene, e per di più con la sinistra, lui che ha nel sangue il centrodestra. Ricordo che ad Expo iniziato, quando già si aveva notizia delle lusinghe con cui Matteo Renzi cercava di ingaggiarlo e di salvare il Pd da una sicura sconfitta nel capoluogo lombardo, a bruciapelo gli chiesi: «Ma ti ci vedi con Majorino (assessore milanese molto vicino alla sinistra ultra), a difendere le ragioni degli immigrati?». Lui scosse la testa senza obiettare, ma poi mi confidò che il suo sogno era l'ente nazionale del turismo. Avendo avuto a che fare con centinaia di delegazioni di paesi esteri, organizzando visite per migliaia di persone, Sala si era reso conto di quali fossero le potenzialità turistiche del Paese e da manager intendeva mettere a frutto l'esperienza, utilizzando i contatti maturati quando era commissario dell'Expo.
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Goleade, difese nulle, zero strategia. È spettacolo o rischiamo il circo?
Ousmane Dembele (Ansa)
Il primo atto della semifinale Champions Psg -Bayern (5-4) è stato uno show d’attacco definito «memorabile». Occhio però: l’estremismo offensivo, se diventa la regola, potrebbe farci annoiare. Proprio come il catenaccio.

Immaginate un individuo condannato, per qualche beffa del destino, a ricordare ogni singolo dettaglio di tutto ciò che vive senza riuscire a separare gli eventi salienti da quelli marginali. Il pover’uomo condurrebbe un’esistenza folle, non distinguerebbe le cose, e si ritroverebbe, nel giro di qualche anno, steso in un letto e inebetito. Succede a Funes El memorioso, personaggio raccontato dal genio argentino di Jorge Luis Borges, uno che sta alla letteratura come Lionel Messi al pallone.

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Kalpakkam e la strategia nucleare dell’India
Ggli impianti nucleari indiani di Kalpakkam (Getty Images)
Il reattore autofertilizzante segna una svolta per Nuova Delhi: meno dipendenza dall’uranio, più autonomia energetica e tecnologica. Un modello costruito in decenni che rafforza il peso geopolitico indiano mentre l’Europa resta in bilico sul nucleare.
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Il mito della solidità economica della Germania messo a dura prova: Volkswagen e Bmw perdono terreno rispetto ai competitor cinesi. Bene invece l’industria pesante e il risparmio previdenziale.

Il mito della Germania «formica», custode dell’ortodossia fiscale e per anni asse portante dell’economia europea, si è incrinato sotto il peso di trasformazioni strutturali che il mercato ha a lungo sottovalutato. Dietro la narrativa resiliente del «Made in Germany», emergono segnali chiari: perdita di competitività industriale, vulnerabilità energetica e ritardi strategici in settori chiave come l’automotive.

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L’unico fascismo in vita si è travestito da antifascismo
Stalin (Ansa)
La nostra Costituzione ha la colpa di non essere anticomunista: per questo motivo non riesce a difenderci dagli assalti alla libertà.

Nella saga di Harry Potter, l’Oscuro Signore riesce a sottrarsi alla morte frammentando la propria anima e nascondendola in oggetti malefici, gli Horcrux. Questa immagine letteraria può essere evocata, in senso metaforico, per riflettere su alcune dinamiche della storia contemporanea.

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