
Tre storie, una più assurda dell’altra, stanno segnando l’ultima fase del campionato di Serie B. Il leitmotiv: il pallone c’entra sempre meno. Si vince o si perde per decisioni contabili, per intossicazioni alimentari o per punti ottenuti in tribunale. Di certo, però, i colpi di scena non sono mancati. L’ultimo, domenica sera: dopo il crollo al Marassi (gara di andata dei play out) per 2-0, calciatori della Salernitana e staff sono ripartiti con un volo per l’aeroporto Costa d’Amalfi. Pranzo al sacco preparato dal Novotel che li aveva ospitati. Poi, durante il volo, in 21, tra calciatori e staff tecnico, hanno accusato problemi gastrointestinali. Al loro arrivo, ieri mattina, ad attenderli c’erano quattro ambulanze. Sono tutti finiti in ospedale (tra quello di Salerno e quello di Battipaglia) con una sospetta intossicazione alimentare. La società ha subito segnalato l’evento alla Questura. E la Digos ha attivato la Struttura complessa di igiene dell’Asl genovese. Dall’hotel hanno spiegato alle autorità che i piatti di riso alla cantonese sarebbero stati preparati prima che la squadra lasciasse l’hotel per recarsi allo stadio per la partita. La pietanza, secondo il contratto stipulato con l’hotel, sarebbe dovuta essere conservata, a cura della società campana, in contenitori isotermici, ma questo non sarebbe avvenuto. I contenitori con la cena sarebbero rimasti quindi per molte ore nel bus della Salernitana, al caldo, e i cibi consumati durante il percorso verso l’aeroporto di Genova. E sarebbe partito un rimpallo di responsabilità. Ciò che era rimasto dei pasti è stato sottoposto ad analisi a Salerno. Nel frattempo Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, in astinenza mediatica da Covid-19, ha trovato un varco per lanciare il solito pistolotto: «Gli indiziati tra i microbi sono molti, dalla Salmonella alla Shigella, senza dimenticare lo Stafilococco aureo e l’Escherichia coli». Poi ha avanzato un’ipotesi: «La sindrome del riso fritto e la presenza di Bacillus cereus, un batterio tipico del riso lasciato a temperatura ambiente». Nel caso della Salernitana, secondo Bassetti, «se fosse stato cucinato con largo anticipo e non conservato adeguatamente potrebbe aver favorito la crescita di batteri e la produzione di tossine. Ovviamente serviranno gli accertamenti sanitari per confermare la causa». La Salernitana ha quindi annullato l’allenamento previsto ieri pomeriggio e chiesto alla Lega di Serie B di rinviare la gara di ritorno con la Sampdoria (fissata per venerdì 20). «In molti al momento non sono in grado neppure di presentarsi al centro sportivo per riprendere la preparazione», ha spiegato l’amministratore delegato amaranto Maurizio Milan, aggiungendo: «Confidiamo nella disponibilità degli organismi preposti affinché si possa tener conto di questa seria situazione e, nello stesso tempo, accertare le cause di questo diffuso e grave episodio». I dirigenti della Salernitana fanno sapere che avrebbero ricevuto messaggi di apertura dalla Lega, anche se è ancora atteso il carteggio per consentire alla Commissione medica di effettuare una precisa valutazione. Ma questo è solo l’ultimo passaggio di un finale di campionato senza precedenti. Il 10 maggio finisce la regular season. Sassuolo primo, Pisa seconda, playoff promozione assegnati, retrocessioni decise. Tutto regolare. Ma già da settimane, sotto la superficie, i revisori della Commissione di vigilanza sulle società di calcio (Covisoc) stavano scavando nei conti del Brescia. E sono saltate fuori irregolarità nei versamenti di stipendi e contributi. Non solo: la società avrebbe fatto ricorso a crediti d’imposta acquistati da agenzie per 2 milioni di euro circa (è scattata anche un’inchiesta penale, con perquisizioni e indagati). Il fascicolo arriva alla Procura federale domenica 18 maggio. Proprio quel giorno viene diffuso un comunicato: la sfida play out tra Salernitana e Frosinone (previsto tra il 19 e il 26 maggio) viene rinviato per permettere l’iter della giustizia sportiva. Il 29 maggio scatta la sanzione del Tribunale federale: otto punti di penalizzazione per la stagione sportiva in corso e quattro da scontare nella prima stagione sportiva utile a decorrere dalla prossima. Il Brescia viene quindi retrocesso e non fa ricorso in appello. Il club aveva chiuso la stagione al quindicesimo posto, salvo. Ma va giù, senza passare dal campo. Il verdetto federale riscrive la classifica. Il Frosinone evita i play out. Il Cosenza, retrocesso sul campo, si salva. La Sampdoria, diciassettesima, torna in corsa per i play out. La Salernitana, sedicesima, diventa la nuova avversaria. Ma i tempi si allungano e slitta tutto a giugno. Le squadre stanno ferme settimane, con i contratti dei giocatori in scadenza e gli allenamenti sospesi. E qui finisce la parte sportiva. Perché da questo momento in poi si entra nella giungla regolamentare. La coda della stagione di Serie B 2024/2025 si è giocata altrove. Tra una stanza d’albergo e una sede della Covisoc, tra un’aula del Tribunale Federale e una corsia d’ospedale.






