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Il corto circuito del capacity market. Il caso di Metaenergia: finanziamenti dall'Italia e investimenti all'estero

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Il corto circuito del capacity market. Il caso di Metaenergia: finanziamenti dall'Italia e investimenti all'estero
Metaenergia

Capacity market e mercato dell'energia in Italia. Il meccanismo istituzionalizzato prima dell'estate dal Mise di Luigi Di Maio dovrebbe da un lato assicurare la sicurezza del sistema, con un approvvigionamento di energia elettrica costante in casi di black out, dall'altro incentivare la dismissione di impianti alimentati a carbone che dovranno scomparire da qui al 2030. Il problema sono i costi, 1, 5 miliardi annui nei prossimi 15 anni, per la remunerazione delle grandi centrali termoelettriche, che potrebbero andare a incidere sulle bollette di noi cittadini. E, altra questione, è che aziende di trading come Metaenergia di Maurizio Molinari, molto nota nel settore anche per gli accordi con il gruppo di moda Prada e con Fiera Milano nel 2009, anche se senza centrali in Italia, è sempre più impegnata in investimenti all'estero. Il gruppo è infatti controllato al 93% da una società in Lussemburgo, la Meta Lux, e lo scorso anno ha sottoscritto un bond da 308 milioni di euro a Londra, assistita dallo studio di Franzo Grande Steven.

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Milano-Cortina, nona sinfonia d’oro con i pattinatori-jet. Inseguimento al top 20 anni dopo Torino
I nuovi campioni dell’inseguimento: Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini (Ansa)
Il trio azzurro dello speed skating vince in rimonta sugli Usa. Fuori l’hockey maschile. Ma il portiere Damian Clara è da Nhl.

La nona sinfonia azzurra non può che essere una Corale. Anche Ludwig van Beethoven, che era sordo, sente il boato dei 6.000 nell’Oval di Milano-Rho, impazziti per l’oro delle frecce tricolori nell’inseguimento a squadre di pattinaggio, che impartiscono una lezione di potenza e stile ai campioni del mondo statunitensi. Davide Ghiotto, Michele Malfatti e Andrea Giovannini vanno a prendere il metallo più prezioso con una cavalcata di 3.200 metri che sa di rimonta, di tattica, infine di esplosione atletica. Nell’inseguire un sogno, e non solo le occasioni perdute, non ci batte nessuno. Il terzetto accelera a tre giri dalla fine, arrivando sul traguardo con 4’’51 (un’eternità) sugli americani annichiliti, praticamente stracciati. Terza la Cina.

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La «schedatura» dei criminali che portò Peter Thiel nel cuore del potere
(iStock). Nel riquadro, il libro di Luca Ciarrocca, «L'anima nera della Silicon Valley»
In un libro la storia di come la sua «Palantir» per anni abbia fornito dati alle forze dell’ordine in stile «Minority report».

L’esperimento ha un nome in codice, Operazione Laser, e per quasi dieci anni, dal 2011, trasforma Los Angeles in un banco di prova continuo per la polizia predittiva. La scena si ripete ogni giorno. Un agente apre il «Chronic Offender Bulletin» generato da Gotham, il software che Palantir - l’azienda di Peter Thiel - ha fornito al comune di Los Angeles e che setaccia i database del dipartimento di Polizia in cerca di arresti, affiliazioni a gang, persino semplici contatti con gli agenti, e assegna un punteggio di rischio a centinaia di persone. Ne esce una lista quotidiana di nomi e volti. La direttiva è trovare questi individui, fermarli, interrogarli e, se serve, arrestarli. La base dell’intervento, in sostanza, è una stima di rischio calcolata dal sistema.

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Serve uno sguardo che non sia ingenuo per capire i nuovi «padroni del mondo»
Peter Thiel (Ansa)
L’imprenditore-filosofo Peter Thiel, patron di Palantir, è un uomo chiave per il suo legame fortissimo con J.D. Vance.

Lo diceva magnificamente Baudelaire: il più bel trucco del diavolo è far credere che non esiste. Ebbene, quanto di demoniaco c’è nella nuova frontiera delle Big tech e dei suoi protagonisti? Tanta, troppa. Ma molti vogliono farsi vedere, da Zuckerberg a Musk che addirittura avevano in animo di sfidarsi al Colosseo in un delirio tra videogame e presunzione.

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«Creatives», la versione romantica del caso Velvet Media
«Creatives» (Amazon Prime Video)

La serie di Amazon Prime Video racconta l’ascesa e la caduta di un’agenzia fondata su autonomia e benessere, ispirata al caso Velvet Media. Sei episodi che scelgono il registro dell’idealismo, lasciando sullo sfondo le ombre e le contestazioni emerse dalle cronache.

Quella di Velvet Media non è una storia semplice. Ha ombre a sufficienza da oscurare ogni più piccola luce. Vecchi dipendenti dell'agenzia di comunicazione, nata a Castelfranco Veneto con la promessa di sovvertire le regole alla base del lavoro dipendente, hanno giurato di aver riportato traumi permanenti. Niente che la psicoterapia sia riuscita a risolvere.

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