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Il corto circuito del capacity market. Il caso di Metaenergia: finanziamenti dall'Italia e investimenti all'estero

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Il corto circuito del capacity market. Il caso di Metaenergia: finanziamenti dall'Italia e investimenti all'estero
Metaenergia

Capacity market e mercato dell'energia in Italia. Il meccanismo istituzionalizzato prima dell'estate dal Mise di Luigi Di Maio dovrebbe da un lato assicurare la sicurezza del sistema, con un approvvigionamento di energia elettrica costante in casi di black out, dall'altro incentivare la dismissione di impianti alimentati a carbone che dovranno scomparire da qui al 2030. Il problema sono i costi, 1, 5 miliardi annui nei prossimi 15 anni, per la remunerazione delle grandi centrali termoelettriche, che potrebbero andare a incidere sulle bollette di noi cittadini. E, altra questione, è che aziende di trading come Metaenergia di Maurizio Molinari, molto nota nel settore anche per gli accordi con il gruppo di moda Prada e con Fiera Milano nel 2009, anche se senza centrali in Italia, è sempre più impegnata in investimenti all'estero. Il gruppo è infatti controllato al 93% da una società in Lussemburgo, la Meta Lux, e lo scorso anno ha sottoscritto un bond da 308 milioni di euro a Londra, assistita dallo studio di Franzo Grande Steven.

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Edicola Verità | la rassegna stampa dell'8 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa dell'8 giugno con Carlo Cambi

La banca di Castagna: dall’aggregazione nascerebbe un gruppo con 6 miliardi di utili. Rispondono Messina e la galassia guidata da Cimbri: il primo punta al 13% di Generali.

Che domenica bestiale. Mentre la gente comune andava al mare, la grande finanza ha lavorato come non mai. Tira aria di sfida all’ultima offerta per prendere Montepaschi. Perché prendere Siena non vuol dire solo conquistare la più antica (e ora risanata) banca d’Italia, ma anche mettere le mani sulla filiera dei soldi più ambita: Mediobanca-Generali.

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K.I.S.S. | Apollo, Zeus e l’ammiraglio volante - prima parte

Un uomo, un aeroplano, il freddo da domare per stabilire un record. Ma soprattutto il tentativo di capire come gli aeroplani avrebbero potuto volare più in alto per sfuggire alla contraerea.

La Minetti fa il festino alla sinistra
Nicole Minetti (Getty Images)

Cade un’altra tegola sulla campagna di Travaglio contro l’ex consigliera lombarda graziata dal Colle: la super testimone dal notaio dice di non saper nulla delle «cene eleganti» al ranch. La maxi causa di Cipriani al «Fatto» avviata negli Usa si fa pesante.

La telenovela che ha per protagonista Nicole Minetti ci riserva ogni giorno una sorpresa. È di ieri la notizia che Graciela, la famosa massaggiatrice del Gin Tonic, il ranch di Punta dell’Est in Uruguay dove si sarebbero tenute le presunte «cene eleganti» dell’ex igienista dentale, si è rimangiata tutto. La «gola profonda« del Fatto quotidiano, ovvero la fonte che ha dato vita alla campagna del quotidiano contro la grazia a Minetti, è talmente profonda che è sparita. Non prima di essersi rivolta a un notaio per rilasciare una dichiarazione giurata inviata ai magistrati italiani, in cui sostiene di non aver mai visto escort e coca nella villa della coppia Minetti-Cipriani.

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