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Il corto circuito del capacity market. Il caso di Metaenergia: finanziamenti dall'Italia e investimenti all'estero

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Il corto circuito del capacity market. Il caso di Metaenergia: finanziamenti dall'Italia e investimenti all'estero
Metaenergia

Capacity market e mercato dell'energia in Italia. Il meccanismo istituzionalizzato prima dell'estate dal Mise di Luigi Di Maio dovrebbe da un lato assicurare la sicurezza del sistema, con un approvvigionamento di energia elettrica costante in casi di black out, dall'altro incentivare la dismissione di impianti alimentati a carbone che dovranno scomparire da qui al 2030. Il problema sono i costi, 1, 5 miliardi annui nei prossimi 15 anni, per la remunerazione delle grandi centrali termoelettriche, che potrebbero andare a incidere sulle bollette di noi cittadini. E, altra questione, è che aziende di trading come Metaenergia di Maurizio Molinari, molto nota nel settore anche per gli accordi con il gruppo di moda Prada e con Fiera Milano nel 2009, anche se senza centrali in Italia, è sempre più impegnata in investimenti all'estero. Il gruppo è infatti controllato al 93% da una società in Lussemburgo, la Meta Lux, e lo scorso anno ha sottoscritto un bond da 308 milioni di euro a Londra, assistita dallo studio di Franzo Grande Steven.

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La spia intelligente che entra nelle nostre vite
Nel riquadro la copertina del libro di Nicoletta F. Prandi, «Fuori controllo» (iStock)

Nel libro di Nicoletta F. Prandi, l’intelligenza artificiale non è solo una tecnologia da regolare. Dai giocattoli ai robot domestici, l’Ia entra nella vita quotidiana come assistente. Ma può diventare anche uno strumento di sorveglianza, persuasione e guerra cognitiva.

Un militare corre sulla portaerei Charles de Gaulle e registra il percorso su Strava. Si tratta di un dispositivo per il fitness, nato per misurare passi e battito, ma che allo stesso tempo rivela la posizione di una nave da guerra.

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«Stop», «Pause» e «Control». I tre movimenti mondiali in lotta contro l’IA senza freni
Un momento delle proteste di piazza registrate negli Usa contro l’IA (Getty Images)
  • Il primo rifiuta i limiti legali e adotta la disobbedienza civile per imporre un bando totale sull’algoritmo, considerato una minaccia per la civiltà. Il secondo ha posizioni più moderate, i militanti si definiscono «tecno-ottimisti» terrorizzati dall’assenza di controllo pubblico. L’ultimo si muove tra pubbliche relazioni e lobbismo. Politica e università sono i centri di questa mobilitazione laica. Realtà che viaggiano parallele ma non allineate all’allarme lanciato da papa Leone XIV. Intanto l’ultimo studio dice che i codici mettono a rischio 1 posto di lavoro su 4.
  • Alberto Giubilini, vicedirettore dei corsi d’insegnamento presso l’Istituto Uehiro di Oxford: «Questa tecnologia non minaccia la capacità di decidere, ci sono altri problemi legati alla perdita di creatività o all’uniformità di pensiero. Di certo non deresponsabilizza»..

Lo speciale contiene due articoli.

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«Nei conflitti di oggi non esistono domini. Ora è tutto collegato»
Marco Arenare
L’esperto Marco Arenare: «La tecnologia muta gli scontri, ma alla fine ci saranno sempre uomini molto addestrati che dovranno decidere e agire».

Marco Arenare entra giovanissimo nella Marina militare. Ha un obiettivo: diventare un incursore del Comsubin. Ci riesce. Ma è solo l’inizio di una vita vissuta intensamente.

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