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2023-08-28
Meno di un anno a Parigi 2024
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Ansa
Mancano 333 giorni all'inizio dei Giochi della XXXIII Olimpiade. Il 26 luglio 2024 a Parigi si terrà infatti la cerimonia inaugurale a 100 anni esatti di distanza dall'ultima volta che la rassegna a cinque cerchi si svolse nella capitale francese.
Sembrava ieri quando l'Italia faceva incetta di medaglie a Tokyo, e infatti le immagini di quella domenica 1 agosto 2021 e di quegli incredibili 12 minuti che trascorsero tra l'oro di Marcell Jacobs nei 100 metri e quello di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, sono ancora nitide e impresse nei ricordi di tutti gli italiani. In Giappone due anni fa, per la spedizione azzurra fu un'Olimpiade indimenticabile e difficilmente ripetibile, anche se alla vigilia di ogni edizione dei Giochi, l'obiettivo e l'auspicio deve essere quello di eguagliare e magari provare a superare il risultato ottenuto in precedenza. Due anni fa il medagliere tricolore tornò a casa con un bottino di 40 medaglie suddivise in 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi, un risultato che fece piazzare l'Italia al decimo posto generale.
Cinque anni prima - non quattro a causa della pandemia di Covid 19 che fece rinviare i Giochi di Tokyo dal 2020 al 2021 - a Rio de Janeiro l'Italia si piazzò al nono posto, ma con 12 medaglie in meno visto che a fine Olimpiade ne totalizzò 28, di cui 8 ori, 12 argenti e 8 bronzi. A Parigi ci arriveremo con discrete chance di mantenere questo livello, visto che proprio da Tokyo il nostro movimento olimpico ha alzato decisamente il livello di competitività in una disciplina che per troppi anni ci ha visto guardare gli altri festeggiare: l'atletica. Non solo con i due fiori all'occhiello Tamberi e Jacobs, con il primo che ha aggiunto al suo splendido palmares l'oro iridato che gli mancava agli ultimi campionati del mondo che si sono appena conclusi a Budapest, e il secondo che dopo Tokyo ha attraversato un biennio non proprio brillante ed è vero che individualmente non è riuscito a confermarsi in Ungheria, ma ha trascinato, ancora una volta, insieme ai compagni Filippo Tortu, Roberto Rigali e Lorenzo Patta a un'importantissima medaglia d'argento, alle spalle degli Stati Uniti e davanti alla Giamaica. Oltre a loro, anche le donne hanno dimostrato di poter dire la loro nella velocità mondiale e quindi olimpica, con il quartetto formato da Anna Bongiorni, Zaynab Dosso, Alessia Pavese e Dalia Kaddari che a Budapest si sono fermate ai piedi del podio giungendo quarte, ma hanno centrato il record italiano con un tempo di 42,14.
Ma vediamo chi tra gli atleti italiani, nelle varie discipline, ha già staccato il pass per Parigi 2024 e chi invece deve ancora conquistarlo. Innanzitutto va fatta una distinzione tra pass nominale e pass attribuito alla nazione. Ad avere già un pass nominale sono in 9. Si tratta di Matteo Zurloni nell'arrampicata sportiva grazie alla vittoria nei campionati del mondo dello scorso 10 agosto; Simona Cavallaro (categoria 80 kg), Giordana Sorrentino (categoria 50 kg), Irma Testa (categoria 57 kg) e Aziz Abbes Mouhiidine (categoria 92 kg) nella boxe; Elena Micheli, Alice Sotero e Giorgio Malan nel pentathlon moderno; Leonardo Fioravanti nel surf. Per quanto riguarda invece i pass assegnati alla nazione, l'Italia è già in possesso di questi: una carta C2 500 maschile nella canoa velocità; due carte nella ginnastica ritmica individuale e cinque carte in quella a squadre; quattro carte nella staffetta 4x100 stile libero maschile nel nuoto; due carte trampolino 3 metri donne, una trampolino 3 metri sincro donne e due trampolino 3 metri uomini nei tuffi; una carta carabina 10 metri uomini nel tiro a segno; due carte trap maschile, due trap femminile, una skeet maschile e due skeet femminile nel tiro a volo; un carta nel tiro con l'arco; e infine la vela, dove abbiamo una carta Nacra 17, una carta windsurf maschile, una carta windsurf femminile, una carta kitesurf maschile e una femminile, una carta laser maschile e una femminile.
A Tokyo la spedizione italiana era composta da 384 atleti, per raggiungere o avvicinare quel numero sarà decisivo il percorso di qualificazione negli sport di squadra.
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A 11 mesi dall'inizio dei XXXIII Giochi scopriamo chi tra gli azzurri ha già staccato il pass per la Francia e chi ancora deve conquistarlo.Mancano 333 giorni all'inizio dei Giochi della XXXIII Olimpiade. Il 26 luglio 2024 a Parigi si terrà infatti la cerimonia inaugurale a 100 anni esatti di distanza dall'ultima volta che la rassegna a cinque cerchi si svolse nella capitale francese.Sembrava ieri quando l'Italia faceva incetta di medaglie a Tokyo, e infatti le immagini di quella domenica 1 agosto 2021 e di quegli incredibili 12 minuti che trascorsero tra l'oro di Marcell Jacobs nei 100 metri e quello di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, sono ancora nitide e impresse nei ricordi di tutti gli italiani. In Giappone due anni fa, per la spedizione azzurra fu un'Olimpiade indimenticabile e difficilmente ripetibile, anche se alla vigilia di ogni edizione dei Giochi, l'obiettivo e l'auspicio deve essere quello di eguagliare e magari provare a superare il risultato ottenuto in precedenza. Due anni fa il medagliere tricolore tornò a casa con un bottino di 40 medaglie suddivise in 10 ori, 10 argenti e 20 bronzi, un risultato che fece piazzare l'Italia al decimo posto generale.Cinque anni prima - non quattro a causa della pandemia di Covid 19 che fece rinviare i Giochi di Tokyo dal 2020 al 2021 - a Rio de Janeiro l'Italia si piazzò al nono posto, ma con 12 medaglie in meno visto che a fine Olimpiade ne totalizzò 28, di cui 8 ori, 12 argenti e 8 bronzi. A Parigi ci arriveremo con discrete chance di mantenere questo livello, visto che proprio da Tokyo il nostro movimento olimpico ha alzato decisamente il livello di competitività in una disciplina che per troppi anni ci ha visto guardare gli altri festeggiare: l'atletica. Non solo con i due fiori all'occhiello Tamberi e Jacobs, con il primo che ha aggiunto al suo splendido palmares l'oro iridato che gli mancava agli ultimi campionati del mondo che si sono appena conclusi a Budapest, e il secondo che dopo Tokyo ha attraversato un biennio non proprio brillante ed è vero che individualmente non è riuscito a confermarsi in Ungheria, ma ha trascinato, ancora una volta, insieme ai compagni Filippo Tortu, Roberto Rigali e Lorenzo Patta a un'importantissima medaglia d'argento, alle spalle degli Stati Uniti e davanti alla Giamaica. Oltre a loro, anche le donne hanno dimostrato di poter dire la loro nella velocità mondiale e quindi olimpica, con il quartetto formato da Anna Bongiorni, Zaynab Dosso, Alessia Pavese e Dalia Kaddari che a Budapest si sono fermate ai piedi del podio giungendo quarte, ma hanno centrato il record italiano con un tempo di 42,14.Ma vediamo chi tra gli atleti italiani, nelle varie discipline, ha già staccato il pass per Parigi 2024 e chi invece deve ancora conquistarlo. Innanzitutto va fatta una distinzione tra pass nominale e pass attribuito alla nazione. Ad avere già un pass nominale sono in 9. Si tratta di Matteo Zurloni nell'arrampicata sportiva grazie alla vittoria nei campionati del mondo dello scorso 10 agosto; Simona Cavallaro (categoria 80 kg), Giordana Sorrentino (categoria 50 kg), Irma Testa (categoria 57 kg) e Aziz Abbes Mouhiidine (categoria 92 kg) nella boxe; Elena Micheli, Alice Sotero e Giorgio Malan nel pentathlon moderno; Leonardo Fioravanti nel surf. Per quanto riguarda invece i pass assegnati alla nazione, l'Italia è già in possesso di questi: una carta C2 500 maschile nella canoa velocità; due carte nella ginnastica ritmica individuale e cinque carte in quella a squadre; quattro carte nella staffetta 4x100 stile libero maschile nel nuoto; due carte trampolino 3 metri donne, una trampolino 3 metri sincro donne e due trampolino 3 metri uomini nei tuffi; una carta carabina 10 metri uomini nel tiro a segno; due carte trap maschile, due trap femminile, una skeet maschile e due skeet femminile nel tiro a volo; un carta nel tiro con l'arco; e infine la vela, dove abbiamo una carta Nacra 17, una carta windsurf maschile, una carta windsurf femminile, una carta kitesurf maschile e una femminile, una carta laser maschile e una femminile.A Tokyo la spedizione italiana era composta da 384 atleti, per raggiungere o avvicinare quel numero sarà decisivo il percorso di qualificazione negli sport di squadra.
«Wonder Man» (Disney+)
La nuova serie, su Disney+ da mercoledì 28 gennaio, segue Simon Williams, supereroe con identità segreta, alle prese con una carriera da attore e la sorveglianza del Dipartimento per il controllo dei danni. Tra quotidiano e straordinario, lo show intrattiene senza promettere rivoluzioni.
L'idea è ormai sedimentata. I supereroi, la cui narrazione un tempo era appannaggio di pochi e magnifici film, sarebbero stati sfruttati dalla serialità televisiva. Un do ut des, perché la domanda non rimanesse mai senza risposta e perché anche i personaggi minori degli universi fumettistici potessero trovare un loro spazio. Ci sarebbe stata reciprocità, uno scambio consensuale fra il pubblico e la parte creativa. E così, in questi ultimi anni, è stato. Così continuerà ad essere.
Wonder Man, su Disney+ da mercoledì 28 gennaio, sembra portare avanti quel che è iniziato diverse stagioni fa, l'idea ormai sedimentata. Al centro, dunque, non ha alcun personaggio noto. Non ai più. Protagonista dello show è Simon Williams, un ragazzo all'apparenza ordinario, impegnato a intraprendere una carriera da attore. Parrebbe desiderare quello che tanti, come lui, desiderano: un posto nel mondo patinato dello spettacolo, sotto i riflettori, dove il lavoro si possa mescolare al gioco e il gioco al divertimento. Per farlo, parrebbe anche disposto a tutto. Ivi compreso nascondere quel che più lo renderebbe straordinario, i suoi super poteri. Simon Williams, di cui è stato raccontato (ad oggi) solo all'interno dei fumetti, non è un uomo qualunque, ma un supereroe. Un supereroe che il Dipartimento per il Controllo dei Danni, guidato dall'agente P. Cleary, considera alla stregua di una minaccia. Troppo spesso i supereroi si sono ritagliati ruoli che, all'interno della società, non avrebbero dovuto ricoprire. Troppo spesso i media sono andati loro dietro, accecati da quell'abbaglio che il Dipartimento vuole denunciare come tale.Williams abbozza, concentrando ogni energia su di sé, l'occultamento dei poteri e la carriera da attore. Una carriera che potrebbe prendere il volo, qualora il ragazzo riuscisse ad aggiudicarsi la parte del protagonista in un remake d'autore.Wonder Man si muove così, su un binario duplice, sfruttando l'alterità tra identità segreta e identità pubblica. C'è l'uomo, quello semplice e comune, con i drammi e le difficoltà, le gioie e l'evolversi di un quotidiano che in nulla differisce da quello di chi guardi. E c'è il supereroe, messo alle strette da un'istituzione ambigua, che vorrebbe controllarne il potenziale. Non è irrinunciabile e non promette di inaugurare un nuovo filone, una nuova epopea. Però, intrattiene, con quel po' di genuina magia che i supereroi sanno portarsi appresso.
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