Kayce Dutton protagonista del nuovo spin-off di Yellowstone
«Marshals: A Yellowstone story» (Paramount+)

Marshals: A Yellowstone story, spin-off di Yellowstone disponibile su Paramount+ da lunedì 2 marzo, segue Kayce Dutton nel Montana. Tra pericoli, gang locali e scelte personali, la serie esplora il prezzo psicologico della giustizia e il legame con il passato e il figlio Tate.

Il primo è stato Yellowstone, storia vagamente amarcord di cowboy e ranch in un’America senza confini. Poi, sono venuti gli spin-off, due prequel per addentrarsi in epoche storiche ormai dimenticate, la Grande Depressione, il proibizionismo, l’espansione verso Occidente. Infine, è arrivato Marshals: A Yellowstone story, qualcosa più di uno spin-off.

Un universo inedito, in grado di espandere il nucleo originale fino a dargli una forma imprevista. Improvvisa. Non più un ranch, ma il Montana.

Marshals: A Yellowstone story, disponibile su Paramount+ da lunedì 2 marzo, non ritrova l’interezza di Yellowstone. Solo, quella di Kayce Dutton, deciso a rompere con il proprio passato. Kayce, che nel corso della serie originale è stato detto avere con il padre un rapporto complesso e altalenante, ha scelto, in questo nuovo spin-off, di lasciarsi alle spalle il ranch familiare. Gliel’aveva dato il padre, una volta diventato Governatore del Montana. Doveva servirgli ad assicurare un futuro solido, brillante, al figlio. Sarebbe stato uno fra i più grandi centri di allevamento bestiame degli Stati Uniti. Ma Dutton ha voluto fare altrimenti. Di qui, dunque, la decisione di dedicargli un’intera serie televisiva.

Marshals: A Yellowstone story, con Luke Grimes a riprendere il ruolo svolto in Yellowstone, racconta un presente diverso. Un Kayce Dutton diverso, non più allevatore, ma parte di un’unità d’élite degli U.S. Marshals. Cambia la forma, non, però, la sostanza. Lo show, ad oggi articolato in tredici episodi, continua – come l’originale – a saltare dal western al drama, mescolando i patemi personali di Dutton con la fatica oggettiva del territorio nel quale vive. Le gang locali sono ben organizzate, la gente è dedita al malaffare. La giustizia federale sembra potere nulla contro l’interesse privato dei potenti locali, contro le loro smanie e ambizioni. Dutton, con sé, ha una squadra nuova. Non abbastanza, però, per far sì che possa dormire sonni tranquilli.

Marshals: A Yellowstone story riesce a raccontare (anche) il costo psicologico di certi mestieri, di chi voti la propria vita a un’ideale di giustizia che, spesso, non ha alcun contrappunto nella realtà. Dutton è sotto minaccia costante, il passato che ha provato a lasciarsi alle spalle sembra rincorrerlo e il figlio, Tate, è l’unico punto che vorrebbe tenere fermo.

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