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Mariah Carey incassa 500.000 dollari all'anno con la sua canzone di Natale

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Mariah Carey incassa 500.000 dollari all'anno con la sua canzone di Natale
ANSA

La cantante statunitense pubblicò nel 1994 il successo natalizio «All I want for Christmas is you». Da allora, in 25 anni, secondo l'Economist, ha guadagnato 60 milioni di dollari. Quest'anno la traccia è riuscita a battere un nuovo record, facendo registrare il 24 dicembre, quasi 11 milioni di ascolti sulla piattaforma di streaming Spotify.

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K.I.S.S. | La giornata nera

Prima di diventare l’uomo più veloce e famoso del mondo, fu asso della caccia e anche abbattuto. Ecco un piccolo ritratto di uno dei piloti migliori al mondo.

Pur di non riprendere metano e petrolio da Putin, approfittando dello stop alle sanzioni, la Commissione preferirebbe razionare i consumi e insistere con il green. Una follia che rovinerebbe le imprese e i cittadini.


«Volete la pace o l’aria condizionata?». Quando Mario Draghi nel 2022 pose il suddetto quesito, in realtà omise di dire che la scelta era tra la libertà dell’Ucraina e la bolletta di casa nostra. Tuttavia, in seguito alla guerra in Iran, la questione si ripropone e con ancora maggiore forza. Gli italiani sanno quanto costò la decisione di appoggiare la resistenza di Kiev all’aggressione russa. A carico dei contribuenti non furono scaricati soltanto i costi degli aiuti alla popolazione ucraina, ma anche quelli indotti dal conflitto, ovvero il rincaro dei combustibili fossili, che si tradusse in un generale aumento dei prezzi.

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«Gli antifa? Terroristi. Così vogliono portare la guerriglia in Italia»
Claudio Bertolotti (Imagoeconomica)
Il direttore di React Claudio Bertolotti: «In Askatasuna ci sono reduci dalla Siria che sanno usare le armi. L’Iran finanzia pro Pal e maranza».
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Zelensky, inquinarci il mare è il suo grazie?
Volodymyr Zelensky (Ansa)

Caro presidente Zelensky, mi scusi se disturbo il suo tour nei salotti europei, ma avrei una domanda da porle: potrebbe appurare se è vero che sono i suoi guastatori a far saltare le petroliere nel Mediterraneo?

E se fosse vero, come pare, potrebbe dire loro che causare la più grande catastrofe ambientale nel Mare Nostrum non è un bel modo di ringraziare chi in questi anni l’ha riempita di soldi? Mi scusi se mi permetto, ma l’idea che 900 tonnellate di nafta finiscano sulle coste della Sicilia o della Puglia rovinando quel che resta della pesca e affossando definitivamente la stagione turistica che sta per iniziare ci inquieta assai. Non a caso l’altro giorno a Palazzo Chigi è stato convocato un vertice urgente per affrontare l’emergenza. Si teme un disastro. E, purtroppo, ancora una volta il disastro porta il suo nome.

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