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Maria Luisa Miazzi: «Estranea alle vicende del dott. Sorato»

Vi scrivo per chiedervi la rettifica di un'informazione erronea contenuta nel Vostro articolo intitolato Ispettori in arrivo per il giudice smemorato di Vicenza, pubblicato in data 28 giugno 2019 sul sito del Vostro giornale La Verità.

L'articolo in questione, infatti, riporta che il dott. Lorenzo Miazzi ha presentato domanda di astensione in ragione di un'incompatibilità legata a sua sorella, ossia alla sottoscritta, che, a Vostro dire, assisterebbe direttamente l'ex amministratore delegato della Banca Popolare di Vincenza, il dott. Samuele Sorato, in una causa civile. In particolare, si riferisce: «... giudice che ha dovuto astenersi dal processo a Gianni Zonin e soci per il crac della Popolare di Vicenza, perché ha scoperto che la propria sorella è avvocato di uno degli imputati... Sua sorella Maria Luisa, avvocato del lavoro a Padova, dal 2015 difende Samuele Sorato».

In realtà, tale informazione non è vera poiché a prestare la propria assistenza legale al dott. Şorato è un avvocato socio del mio Studio, ma non assolutamente la sottoscritta, la quale è sempre rimasta e tuttora rimane totalmente estranea a tale vicenda.

Avv. Maria Luisa Miazzi

«Proprietari di case da avvelenare». Raimo straparla, rischia la cattedra
Christian Raimo (Ansa)
Le nuove «esternazioni» avvicinano l’insegnante «rosso» a un’ulteriore sanzione.

Il professore, ultras della sinistra, Christian Raimo, gioca col fuoco. Alla terza sospensione per lui scatta il licenziamento che, a questo punto, si fa sempre più vicino. La nuova provocazione del docente di liceo (insegna storia e filosofia in un istituto di istruzione superiore), scrittore ed ex assessore alla Cultura del III Municipio di Roma dal 2018 al 2021, ha scatenato un altro putiferio mediatico e chissà che stavolta non si approssimi per lui l’allontanamento dalla professione.

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Quante inesattezze del Colle su guerra e leggi internazionali. Ma guai a criticarlo
Sergio Mattarella (Ansa)
A proposito di violazioni del diritto, Sergio Mattarella rimuove Serbia e Afghanistan. Nel Golfo sembra che l’Iran sia l’unico colpevole.

Ci sono taciti accordi non scritti ma inviolabili nel giornalismo italiano. Uno di questi è che gli uomini politici si possono criticare tutti, tranne uno: il presidente della Repubblica. Le sue parole devono essere semplicemente trasmesse. Sulla stampa, ormai, nemmeno il Papa gode di un simile riguardo.

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Suez 1956. Così l'Italia superò la crisi petrolifera
Suez, novembre 1956: relitti di navi affondate bloccano il canale (Getty Images)

Agli inizi del boom economico, il blocco del petrolio fece temere il peggio. L'azione del governo italiano riuscì a limitare i danni, salvando industria e consumi in crescita con l'intervento diretto sugli oneri fiscali. Mentre l'Eni di Mattei si espandeva in Medio Oriente.

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Così il premier durante l'informativa alla Camera sull'azione del governo, che ha toccato anche i temi di Hormuz, della crisi in Medio Oriente e del rapporto con gli Stati Uniti.

Quindi la stoccata alla leader Pd sul rapporto Europa-Usa e l'unità dell'Occidente: «Mi verrebbe da dire, prendendo a prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo».

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