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Marc Chagall in mostra a Palazzo dei Diamanti di Ferrara

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A Palazzo dei Diamanti di Ferrara (sino all’8 febbraio 2026) una mostra-evento dedicata a Marc Chagall, fra i più noti e amati artisti del Novecento. In un’alternanza di opere pittoriche, disegni, incisioni e sale immersive, esposti oltre 200 capolavori, alcuni dei quali presentati per la prima volta in Italia.


Nato a Vitebsk nel 1887, ebreo russo che trascorse la maggior parte della sua vita in Francia (morì a Saint Paul de Vence nel 1985), Mar Chagall ( il cui nome ebraico era Moishe Segal e quello russo Mark Zacharovič Šagal), conservò sempre nel cuore la sua Patria («Non mi sono mai separato dalla mia terra, la mia arte non può vivere senza di essa» dichiarò nel 1922), le tradizioni e la religione ebraica, elementi che ricorrono costantemente nella sua vasta e poliedrica produzione artistica. Un attaccamento alle origini che era parte fondamentale del suo essere, di uomo e di artista, e che non lo abbandonò mai, nemmeno quando le leggi razziali lo costrinsero a lasciare l‘Europa per trasferirsi negli Stati Uniti: nel Vecchio Continente ci tornò a fine conflitto, nel 1946, già artista famoso e con la consacrazione del MOMA, che in quegli anni gli dedicò un’importante retrospettiva.

Animo sensibilissimo (dopo la morte dell’amatissima prima moglie Bella cadde in depressione e per un anno non riuscì più a dipingere…) e dalla spiritualità profonda, Chagall fece della sua arte la trasfigurazione poetica del suo nucleo emotivo: Chagall non rappresenta gli eventi, ma i ricordi , la memoria dell’infanzia che si fonde con la cronaca, la sua storia personale che si intreccia a quella universale. Il tutto in un mondo da fiaba, fluttuante, apparentemente senza logica, dove gli sposi sorvolano i campanili, le figure si sdoppiano, gli animali parlano, i violinisti suonano sui tetti, i profeti biblici stanno accanto a capre azzurre. Anche l’Olocausto, che la sua emotività non gli permise di dipingere in tutto il suo inenarrabile orrore, sotto il suo pennello si trasforma in fantasiosa allegoria: in un ebreo barbuto e malinconico con in mano la Torah (Solitudine, 1933) o in un Cristo crocifisso circondato dal caos (Crocifissione bianca, 1938). In Chagall il tempo non segue la linearità cronologica, ma quello dello spazio interiore, dove immagini lontane e vicine convivono nella stessa opera, senza gerarchie: il dolore con la bellezza, la perdita con la rinascita. Artista di inarrivabile poesia e delicatezza, dietro l’apparente semplicità delle sue opere si celano temi comuni a tutta l’umanità, speranze e contraddizioni, ma soprattutto la volontà di condurre lo spirito del Mondo verso una bellezza capace di trovare, anche negli orrori del tempo, angoli di pace e comprensione.

A condurci nel mondo delle sue colorate atmosfere incantate la splendida mostra-evento (già nei primi due giorni di apertura ha registrato oltre duemila visitatori…) allestita nelle sale di Palazzo dei Diamanti di Ferrara, che in un percorso espositivo particolarmente coinvolgente raccoglie oltre 200 opere e sale immersive di stupefacente bellezza.

Chagall testimone del suo tempo. La Mostra

Curato da Paul Schneiter e Francesca Villanti, il ricco percorso espositivo parte dagli esordi di Chagall nella natia Vitebsk, passa per l'esilio negli Stati Uniti durante la Seconda guerra mondiale e si conclude con le grandi composizioni della maturità. Diviso in dieci sezioni, fra opere di toccante bellezza e dense di significato come La sposa dai due volti (un dipinto che rappresenta la dualità dell'esistenza umana, fra i temi più cari all’artista), La nave dell'Esodo (un'opera che sovrappone due episodi: l'Esodo biblico dall'Egitto e la fuga degli ebrei europei dalle persecuzioni naziste) e La Pace ( una colomba bianca a cui Chagall affida il suo messaggio di speranza), davvero spettacolari le sale immersive che permettono al visitatore di ammirare due creazioni monumentali in una dimensione coinvolgente e grandiosa: il soffitto dell'Opéra di Parigi e le 12 vetrate per la sinagoga di Hadassah, esempio di come Chagall abbia saputo fondere arte e spiritualità.

Una delle sezioni della mostra con gigantografia di Marc Chagall

I centri sociali spaccano la città? I progressisti accusano il governo
Ansa
Giornalisti e politici alla ricerca di «infiltrati», smentiti persino da Askatasuna.

Per farla breve: è colpa di tutti tranne che sei simpatici militanti del centro sociale. Nelle versioni fornite dalla sinistra italiana sui fatti di Torino dello scorso fine settimana ci sono ovviamente sfumature di diversa intensità, ma un comune denominatore: le forze oscure della reazione hanno tramato per trasformare un grande momento di festa democratica in un disastro con botte e martellate.

Una tesi molto diffusa è quella degli infiltrati. Storia vecchia, che si sente ripetere già dai tempi del G8 di Genova e ritorna ogni volta che ci sono scontri di strada. La sostiene ad esempio Luca Bottura, il fine umorista involontario, il quale spiega che a Torino come a Genova hanno agito «i fascisti» ovvero i violenti che menano e spaccano, cioè i famigerati black block. I quali manco a dirlo sono infiltrati, cioè manovrati, dagli agenti o dai servizi segreti. Fa sorridere, questa posizione, anche solo per il fatto che uno dei capi di Askatasuna, Nicola Gastini, ci tiene a specificare sui suoi profili social che il blocco nero non esiste, e che è una invenzione del sistema per depotenziare le rivolte e la legittima violenza politica delle masse.

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Ultime limature in attesa del cdm
Ansa
Il pacchetto domani in Consiglio dei ministri, ma si lavora per evitare trappole. Forza Italia frena sulla cauzione anticipata da parte degli organizzatori dei cortei.

Il pacchetto sicurezza approderà domani in Consiglio dei ministri: dopo il vertice di ieri a Palazzo Chigi, si limano gli ultimi punti dei temi più delicati per far sì che le norme siano pienamente coerenti con la Carta costituzionale e con le leggi già vigenti. Il governo sta definendo quali norme faranno parte di un decreto legge, quindi immediatamente efficaci, e quali di un disegno di legge, che diventa effettivo solo dopo l’approvazione del Parlamento. A quanto apprende La Verità da autorevoli fonti, sono due le misure che occorre definire in maniera estremamente precisa: lo scudo penale per le forze dell’ordine e il cosiddetto fermo preventivo per impedire la partecipazione di personaggi potenzialmente pericolosi, in quanto già noti alle forze dell’ordine o con precedenti per reati specifici, alle manifestazioni di piazza.

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È morta Maria Rita Parsi, la psicologa che ci spiegò i bambini
Maria Rita Parsi (Imagoeconomica)
Il suo lavoro è stato fondamentale, anche per la tutela dell’infanzia dalle ideologie.

Per Maria Rita Parsi, l’infanzia non era un tempo minore, ma il luogo decisivo in cui si misura la responsabilità degli adulti e la salute di una società. È un insegnamento prezioso, quello della celebre - e celebrata - psicoterapeuta. Soprattutto in un’epoca, la nostra, che talvolta usa i bambini come cavie per strampalati esperimenti di ingegneria sociale: basti pensare all’obbrobrio delle drag queen che raccontano favole gender agli alunni dell’asilo, o a chi propone corsi di educazione sessuale già alle elementari. Ecco perché la Parsi, scomparsa oggi all’età di 78 anni, ci mancherà.

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Aragosta immortale (o quasi). E secondo gli psichiatri ci insegna pure come vivere
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È uno dei crostacei più apprezzati in cucina. Protegge dal diabete, dall’obesità e da patologie cardiocircolatorie. Il guscio non cresce insieme a lei, perciò lo cambia: una lezione per l’uomo.

Si tratta di uno degli alimenti più buoni e al contempo eleganti che possiamo mettere nel piatto, appartiene al genere di crostacei decapodi della famiglia delle Palinuridae e alla specie Elephas, dunque il suo nome zoologico è Palinurus elephas. Che, tradotto, diventa aragosta mediterranea, aragosta spinosa comune, aragosta spinosa europea o, più semplicemente, aragosta.

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