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Da domani parte «Mai dire blackout», la nuova serie podcast sui rischi della transizione green

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Da domani parte «Mai dire blackout», la nuova serie podcast sui rischi della transizione green
iStock

Parte domani mattina alle 8 un nuovo appuntamento settimanale con i podcast de La Verità. «Mai dire blackout» è la nuova rubrica audio settimanale curata da Sergio Giraldo, che ogni domenica vi accompagnerà nel mondo dell’energia. La transizione ecologica incrocia la globalizzazione e la geopolitica: il mondo può davvero fare a meno di petrolio e gas? L’auto elettrica riuscirà a imporsi sul mercato? Quali materie prime sono indispensabili allo sviluppo delle fonti rinnovabili? L’energia nucleare è un’opzione reale? Quale influenza hanno i prezzi dell’energia sulla competitività di un Paese? A queste e a tante altre domande cerca di dare risposta il podcast, curato da un esperto del settore e firma autorevole del giornale. Il blackout? No, non è all’orizzonte, per adesso è un rischio molto remoto. Però… mai dire mai. E soprattutto, mai dire blackout!

Ogni domenica dalle 8 del mattino sarà disponibile una nuova puntata sul sito de La Verità, dalle 10 su tutti i social e le maggiori piattaforme di streaming.

Crociata degli atei, Sant’Agata vietata ai bimbi
Il busto reliquiario di Sant'Agata a Catania (Getty Images)
L’Unione degli Atei e degli Agnostici sbraita per la visita, organizzata dalla scuola di Zafferana Etnea, alla patrona di Catania. Il preside cancella l’evento, le autorità religiose e politiche stanno zitte. Le stesse che strepitano contro Valditara per lo stop alle teorie Lgbtq negli istituti.
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L’Ong antirazzista dava la paghetta ai neonazi
La ripartizione dei fondi del Southern Poverty Law Center (Getty Images)
Nuovi dettagli sugli antifa dell’Alabama che, per giustificare la loro esistenza, hanno versato 3 milioni al Ku Klux Klan: finanziavano persino i roghi delle croci. Così, le donazioni degli attivisti sono aumentate del 233%. Il problema, però, sarebbe la fuga di notizie...
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Starmer piange solo se la vittima è nera. Silenzio su Nowak
Il premier britannico Keir Starmer (Ansa)
L’ira di JD Vance: «Nowak è morto come muore una civiltà, mollato e ammanettato da autorità che non si fidavano di lui».

Altro che doppia morale della sinistra: qui siamo di fronte a una tripla, quadrupla, come dimostra la reazione di Keir Starmer, primo ministro britannico, all’omicidio del diciottenne Henry Nowak, rispetto a quanto ha affermato in più occasioni lo stesso Starmer in merito all’assassinio di George Floyd, afroamericano di 45 anni, avvenuto il 25 maggio 2020 a Minneapolis, in Minnesota, negli Usa.

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I maranza rubano e picchiano. Però guai a parlare di baby gang
Nel riquadro, il giovane pestato dai nordafricani a Brescia (iStock)
A Brescia un giovane di poco più di vent’anni è stato preso a calci e pugni da un gruppo di nordafricani Singolare, visto che il sindaco aveva commissionato un report per dimostrare l’assenza delle baby gang.

Per fortuna, poco più di un anno fa, il Comune di Brescia aveva presentato uno studio, commissionato all’università della città, sulla violenza delle baby gang. Il report, frutto del lavoro di due anni, era intitolato «Aggregazioni giovanili e spazi urbani» e tracciava, tra le altre cose, l’identikit dei giovani che, tra il 2022 e il 2024, stavano (e stanno ancora, nonostante la giunta cittadina si ostini a dire il contrario) creando non pochi problemi a Brescia.

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