{{ subpage.title }}

Da domani parte «Mai dire blackout», la nuova serie podcast sui rischi della transizione green

True
Da domani parte «Mai dire blackout», la nuova serie podcast sui rischi della transizione green
iStock

Parte domani mattina alle 8 un nuovo appuntamento settimanale con i podcast de La Verità. «Mai dire blackout» è la nuova rubrica audio settimanale curata da Sergio Giraldo, che ogni domenica vi accompagnerà nel mondo dell’energia. La transizione ecologica incrocia la globalizzazione e la geopolitica: il mondo può davvero fare a meno di petrolio e gas? L’auto elettrica riuscirà a imporsi sul mercato? Quali materie prime sono indispensabili allo sviluppo delle fonti rinnovabili? L’energia nucleare è un’opzione reale? Quale influenza hanno i prezzi dell’energia sulla competitività di un Paese? A queste e a tante altre domande cerca di dare risposta il podcast, curato da un esperto del settore e firma autorevole del giornale. Il blackout? No, non è all’orizzonte, per adesso è un rischio molto remoto. Però… mai dire mai. E soprattutto, mai dire blackout!

Ogni domenica dalle 8 del mattino sarà disponibile una nuova puntata sul sito de La Verità, dalle 10 su tutti i social e le maggiori piattaforme di streaming.

Referendum, si stringe sulla data per non rinviare al 2030 il nuovo Csm
Carlo Nordio (Imagoeconomica)
  • Venerdì in conferenza stampa Giorgia Meloni dovrebbe dare un segnale: l’obiettivo sono le urne il 22 e 23 marzo. Senza accelerazione, le nomine dei capi delle procure resterebbero in mano alle correnti per altri 4 anni.
  • Il sindacato dei magistrati ha raddoppiato la quota di iscrizione dei soci e ha stanziato già 500.000 euro. Ora è pronto a metterne altrettanti. A meno che non intervenga la Cgil.

Lo speciale contiene due articoli

Continua a leggereRiduci
Dopo anni a chiedere porte aperte la Cgil adesso scopre la sicurezza
Polizia ferroviaria (Imagoeconomica)
Il sindacato, in prima fila per contestare i suoi decreti, oggi sciopera contro Matteo Salvini.

Qualcuno, in Cgil, dovrebbe ripassare la storiella dell’uomo che gridava «al lupo, al lupo». È difficile, infatti, farsi prendere sul serio quando una mobilitazione per la sicurezza sul lavoro, in seguito al barbaro omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, si incastra tra una protesta per chiedere «l’immediata convocazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite» a seguito della «violazione della sovranità nazionale della Repubblica del Venezuela da parte degli Stati Uniti d’America» e una per invocare «la necessità di raggiungere un immediato cessate il fuoco, di consentire l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e di aprire il prima possibile un processo di pace».

Continua a leggereRiduci
Croato ammazza un giovane capotreno e si dà alla fuga. Aveva precedenti
Alessandro Ambrosio (Ansa)
Omicidio alla stazione di Bologna: il ricercato dileguatosi in treno e avvistato a Milano. Era stato controllato e lasciato andare.

Un video di pochi secondi. Tanto basta per fissare un volto e un orario nell’atrio della stazione di Bologna: quello di Marin Jelenic, 36 anni, croato senza fissa dimora. Dormiva nelle sale d’attesa delle stazioni emiliane e lombarde e viveva di espedienti. Da anni in Italia. Niente parenti. Mai lavorato. Sono le 18.03 di lunedì 5 gennaio. È lì, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, pochi minuti prima che Alessandro Ambrosio, capotreno come suo padre (andato da poco in pensione), originario di Anzola dell’Emilia, una laurea in statistica e una passione per la chitarra, venga trovato senza vita nel piazzale Ovest, lungo viale Pietramellara.

Continua a leggereRiduci

Lo psichiatra Tonino Cantelmi racconta dall’interno il caso della famiglia Trevallion: genitori descritti come presenti e affettuosi, bambini provati dalla separazione e una perizia che potrebbe fare chiarezza. Nell’intervista, Tonino Cantelmi solleva una domanda cruciale: quando la tutela dei minori diventa rigidità del sistema, chi protegge davvero le famiglie?

Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy