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Caro Magi, la mia famiglia non è un «feticcio»

Caro Magi, la mia famiglia non è un «feticcio»
Riccardo Magi (Imagoeconomica)

Caro segretario di +Europa, le scrivo questa cartolina da casa mia, insieme a mia moglie, con cui sono sposato da 31 anni e con i miei quattro figli, tutti regolarmente concepiti e cresciuti da mamma e papà (incredibile, eh?). Le scrivo perché ci siamo sentiti offesi quando lei l’altro giorno ha scritto che «la famiglia tradizionale non esiste» e che la «famiglia tradizionale è un feticcio».

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L’ultima sbandata di Landini sull’auto: «Solo la Cina può salvare l’Italia»
Maurizio Landini (Ansa)
Per la Cgil gli asiatici portano innovazione. Zero accenni al dumping su diritti e welfare.

Che la Cgil si fosse innamorata della Cina l’avevamo capito qualche giorno fa, quando il segretario piemontese Giorgio Airaudo (non uno qualsiasi, ma una colonna storica dei metalmeccanici rossi), di ritorno da un viaggio a Pechino e dintorni, aveva sentenziato giubilante: «Lì è il futuro dell’industria, Cirio (il governatore ndr) proponga Mirafiori (lo stabilimento di Torino ndr) ai cinesi».

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Approvato il decreto Lavoro. Confermati i bonus per chi assume donne e giovani, con particolare attenzione al Sud. Salta la misura per l’adeguamento delle retribuzioni. Stretta sul caporalato digitale. Meloni: «Incentivi soltanto in presenza di paghe adeguate».

Basta salari inadeguati e contratti pirata. Il governo accelera sul decreto Primo maggio con nuove misure contro lo sfruttamento del lavoro e intermediazione illecita tramite piattaforme digitali.

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Nel braccio di ferro con l’Unione il nostro punto debole è il Superbonus
Giuseppe Conte (Ansa)
Per uno 0,1% il rapporto deficit/Pil non è in regola (3,1%) con l’Europa. Ed è stato il cavallo di battaglia di Conte ad affossarci. A certificarlo ci pensano l’Istat, i giudici contabili e l’Ufficio parlamentare di bilancio.

Il Superbonus torna in scena. Non che se ne fosse mai andato davvero. Entra fra i protagonisti scomodi. Entra nel pieno del dibattito sul Documento di finanza pubblica. Cioè l’anticamera della prossima legge di Bilancio. L’ultima prima delle elezioni. Quella che il governo non può permettersi di sbagliare.

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Scostamento, Meloni si tiene le mani libere e taglia di nuovo le accise sul gasolio
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier non esclude «alcuna opzione». Dombrovskis precisa: «L’Italia non ha chiesto deroghe». Domani il Dfp arriva in aula.

«Se non c’è più una nazione non c’è neanche bisogno che la difendo»: la svolta nel dibattito all’interno della maggioranza su come evitare nuovo debito andando incontro alle esigenze di famiglie e imprese, arriva direttamente da Giorgia Meloni, che in conferenza stampa, ieri, tira fuori il classico coniglio dal cilindro.

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