L’unico condono che piace alla sinistra è la sanatoria per gli immigrati

(...) chi abbia avuto la brillante idea del condono migratorio, l'unico che evidentemente piace a sinistra. Né come si procederà a trasformare persone che non hanno intenzione di integrarsi in stranieri integrati, sta di fatto che, dopo aver scampato il pericolo di perdere l'Emilia Romagna, a Palazzo Chigi su spinta del Pd si discute di questo, ovvero di come sistemare i clandestini. Altro che rimpatri, accordi con i Paesi di provenienza per rimandarli indietro, intese con i governi africani che si affacciano sul Mediterraneo per scoraggiare le partenze. Il governo lavora per sanare la situazione accogliendo tutti i migranti, concedendo loro un permesso di soggiorno. È stato lo stesso ministro Luciana Lamorgese a rivelarlo. Rispondendo a una domanda, la donna che è subentrata a Salvini nella guida del Viminale ha annunciato che «il governo si è impegnato con un ordine del giorno a valutare un provvedimento che consenta la regolarizzazione degli stranieri con un contratto di lavoro dietro pagamento di una cifra forfettaria».
Il ministro sa benissimo che, trattandosi di clandestini, non può esistere nessun contratto di lavoro. L'ex prefetto alla guida dell'Interno è perfettamente a conoscenza che quello che chiama contratto di lavoro è in realtà lavoro nero, spesso eseguito senza alcuna garanzia. Come le è noto che produrre un pezzo di carta in cui sia scritto che l'immigrato lavora al servizio di qualcuno, un connazionale che si presta per complicità, oppure un tizio che si offre in cambio di denaro, è facile come bere un bicchiere d'acqua. Dunque la Lamorgese sta dicendo che il governo si prepara a regolarizzare tutti i clandestini, quelli che fanno la badante o la parrucchiera in cambio di pochi euro e quelli che non fanno niente se non spacciare o trafficare con merce contraffatta. Cioè il ministro che dovrebbe garantire l'ordine e il rispetto della legge sta dando un aiuto a regolarizzare chi la legge non la rispetta.
Certo, ci è chiaro perché Lamorgese e compagni fanno tutto ciò. Le ragioni sono due. La prima è che si devono ripagare le sardine e i vescovi, cioè chi è sceso in campo al fianco del Pd per consentire la vittoria in Emilia Romagna. Senza la mobilitazione di piazza e senza la mobilitazione degli alti prelati a favore di Stefano Bonaccini, probabilmente il governatore uscente non sarebbe stato riconfermato. Il vade retro Salvini pronunciato dai ragazzotti con i riccioli e dai monsignori con la mitra insomma deve trovare una qualche compensazione e dunque ecco il colpo di spugna sui clandestini, che all'improvviso diventano tutti regolari.
Ma non c'è solo quello, bensì anche il bisogno di fare cassa. Come è noto a tutti, anche dopo ciò che ha detto il Fondo monetario, nonostante le chiacchiere di Conte e Gualtieri il deficit dell'Italia sta al 2,4 per cento e perciò servono soldi, che la compagnia buonista di Palazzo Chigi è pronta a recuperare anche tramite i migranti. Se ci si immagina una cifra forfettaria di 100 euro, somma accettabile anche per un irregolare, e la si moltiplica per 700.000, si arriva a 70 milioni di euro, che per una maggioranza sempre a caccia di soldi, tanto da immaginare una tassa perfino sulle bibite, son sempre qualche cosa.
Nel frattempo, mentre si prepara la maxi sanatoria, segnaliamo che in pochi giorni sono arrivate centinaia di nuovi migranti, perché non c'è niente come promettere una regolarizzazione e un ingresso facile per attirare altra gente in cerca del Paradiso.






