Vogliono lo Stato etico poi mettono Gesù alla gogna
Il «moralismo» del ddl Zan cozza col relativismo e genera paradossi: si difendono le identità e si abbattono le statue; si vilipende il cristianesimo e si risparmia l’islam

Basare la propria esistenza politica sulla Legge Zan significa pensare che lo stato debba essere etico. Ma lo Stato etico è un vestito molto difficile da portare. Chi ci ha provato in passato, o chi prova ancora adesso (e di posti ce ne sono, basta solo pensare che a Edimburgo hanno contestato l’intitolazione dell’Università a David Hume), ha finito per sembrare sempre o troppo magro o troppo grasso, perché lo Stato etico è un vestito che non riesce a cadere bene. Lo Stato etico è lo smoking con le paillettes dei sistemi di governo. I problemi iniziano quando, una volta sanciti Bene e Male, si ammettono le eccezioni.

A leggere l’impianto del disegno di legge Zan l’immagine di Stato che emerge è un insieme di buone maniere forzate e di attenzione spasmodica alla sensibilità dell’altro portata all’estremo. Se sei un uomo di sessant’anni e ti percepisci ragazzo di venti devo assecondarti e non ridere (esempio reale: un tizio in Olanda c’ha provato con l’anagrafe e voleva che sulla carta d’identità scrivessero l’età percepita). Siamo al trionfo dell’adagio delle zie: «Uno ha l’età che si sente», portato però alle estreme conseguenze: uno ha il sesso che si sente, uno ha la nazionalità che si sente, uno è l’animale che vuole (anche questa è vera).

Però, in questo mondo di sensibilità di cristallo, se si vuole organizzare una manifestazione in cui la figura stessa di Gesù Cristo (letteralmente «il Figlio di Dio» per alcuni: ma che roba medievale…) viene sottoposta al peggiore vilipendio possibile sino al parossismo ininfluente – troppa blasfemia isterica diventa tenerezza, per il disagio enorme che mostra – ciò deve essere considerato non solo lecito, ma chi ha qualcosa da eccepire è un fascista.

Il problema non è lo Stato etico: il problema è la sua sospensione. E come si fa a volere uno Stato etico quando si rifiuta il concetto stesso di «etica»? Quando è giusto vivere nelle categorie del politicamente corretto e quando è giusto sospenderle? Quanta libertà bisogna togliere ad alcuni per darla ad altri? E quando le parti si invertono cosa succede? Chi decide che su Cristo bisogna sfogare le frustrazioni di una vita e con l’islam, che sull’omosessualità è molto chiaro, no? Le statue vanno rispettate nella diversità di ciò che designano e considerate nel contesto storico o vanno abbattute? Cosa dice la legge Zan sulle statue?

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