
Terminata la messinscena, è resa dei conti tra Roma e Berlino sul tema migranti. «L’Italia non sta rispettando le riammissioni del sistema di Dublino. E finché non lo farà, nemmeno noi accoglieremo altri rifugiati». L’ultimatum tedesco, espresso dal ministro dell’Interno, Nancy Faeser, arriva all’indomani delle parole del capo dello Stato, Sergio Mattarella, che durante la conferenza siciliana con il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier ha detto: «Le regole di Dublino sono preistoria».
Per il governo tedesco, invece, Dublino (che impone l’esame delle richieste d’asilo dei migranti al primo Paese di sbarco) è il Vangelo. Una posizione figlia di un clima interno piuttosto bollente: secondo i dati relativi ai primi sei mesi dell’anno, una persona su tre che chiede lo status di rifugiato in Europa, fa domanda a Berlino. Insomma i tedeschi non vogliono più immigrati. Non solo, Berlino ha annunciato un finanziamento da centinaia di migliaia di euro per un progetto di assistenza a terra di migranti in Italia e uno per un’Ong che opera salvataggi «in mare». Lo ha detto un portavoce del ministero degli Esteri tedesco all’Ansa. «Il ministero degli Affari Esteri federale sta attuando un programma di sostegno finanziario istituito dal Bundestag», ha ricordato il portavoce, aggiungendo, «abbiamo ricevuto diverse richieste di finanziamento. In due casi l’esame delle domande è già stato completato. L’erogazione dei fondi, in questi due casi, è imminente». «Si tratta di un progetto per l’assistenza a terra in Italia di persone soccorse in mare e di un progetto di un’Organizzazione non governativa sulle misure di salvataggio in mare», ha aggiunto.
Si è fatto presto a scoprire di che organizzazione si trattasse perché è bastato ricordare il tweet dell’ambasciatore tedesco a Roma, Hans-Dieter Lucas, pubblicato appena quattro giorni fa: «Sant’Egidio svolge un lavoro eccellente qui in Italia e nel mondo. La Germania continuerà a sostenerlo. Sono lieto di aver firmato oggi un nuovo progetto sulla migrazione con il segretario generale della Comunità, Cesare Zucconi. Perché l’Europa può risolvere il tema dei rifugiati solo insieme». Presto fatto. Il finanziamento dei progetti in entrambi i casi ammonta a una cifra compresa tra i 400.000 e gli 800.000 euro. Solo poche settimane fa il settimanale Der Spiegel aveva scritto che il dicastero stava rimandando il finanziamento all’organizzazione tedesca United 4 Rescue, che finanzia navi di Ong impegnate nel Mediterraneo nel soccorso a migranti Sea Watch, Sos Humanity e Sea Eye, forse per favorire il rapporto con il governo italiano. Buone intenzioni finite male evidentemente. Anche perché sarebbe proprio l’Sos Humanity l’Ong tedesca destinataria dei fondi del ministero degli Esteri di Berlino. Come ha rivelato un portavoce della Ong all’Ansa. «Il 18 settembre il ministero degli Esteri federale ha stanziato i fondi destinati al salvataggio in mare previsti dalla Commissione di bilancio e ha approvato una richiesta che prevede di sostenere finanziariamente Sos Humanity», ha precisato.
Grande stupore a Palazzo Chigi circa l’imminente finanziamento tedesco alle Organizzazioni non governative. Lo sottolineano fonti dell’esecutivo, che aggiungono: «Il governo italiano prenderà immediatamente contatto con le autorità tedesche per un chiarimento. Si confida che la notizia sia priva di ogni fondamento perché il finanziamento da parte della Germania di attività di Ong sul territorio italiano sarebbe una grave anomalia».
«Noi non ne sappiamo nulla, non abbiamo progetti in corso e non ci risulta che ci siano discorsi di questo genere». Questo invece il commento del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. «Mi stupisco», ha proseguito, «che il governo tedesco abbia questi obiettivi di proiettare la sua generosità sul territorio nazionale, io suggerirei di farlo sul proprio territorio. Mi sembrerebbe molto più coerente», ha concluso, «che l’approccio umanitario, che tutti noi dobbiamo avere, sia curato sul proprio territorio nazionale».
Ricollegare i pezzi è banale, perché i tedeschi dopo i discorsini di sostegno all’Italia, visite e salamelecchi vari, hanno calato la maschera: loro di migranti non ne vogliono più e quindi spendono soldi pubblici per far sì che rimangano in Italia. «È una notizia gravissima ma che non sorprende», dice la Lega, «la Germania non è l’unico Paese straniero a pagare le Organizzazioni non governative per trasferire clandestini nel nostro Paese». «Ecco il vero volto dell’Europa che, nascosta dietro chiacchiere buoniste di facciata, affossa il nostro Paese sulla pelle di migliaia di persone», rincarano i capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. Un sistema quindi, che opera alla luce del sole, e di cui gli italiani sono vittime tanto quanto i migranti ostaggi di scafisti e Ong senza scrupoli.
«Fratelli d’Italia in più occasioni ha segnalato che l’attività delle Ong non è di mero carattere umanitario, ma squisitamente politico. Loro stesse espressamente dichiarano di voler modificare le nostre politiche migratorie. Se queste attività fossero dunque finanziate da uno Stato estero, sarebbe un’ingerenza inaccettabile». Queste le parole della deputata di Fratelli d’Italia, Sara Kelany, responsabile immigrazione del partito.
Una volta che si è alzato, il polverone, nel pomeriggio di ieri arriva una nota di Sant’Egidio: «Il rapporto con lo Stato tedesco esiste da tanti anni. Questo nuovo accordo servirà a sostenere i nostri progetti di accoglienza e integrazione dei migranti già arrivati sul territorio italiano, non per il salvataggio in mare».






