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La renziana prima di entrare nel cda Eni deve segnalare il potenziale conflitto di interessi del marito

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La renziana prima di entrare nel cda Eni deve segnalare il potenziale conflitto di interessi del marito
Ada Lucia De Cesaris (Ansa)

Ada Lucia De Cesaris, indicata nel board del colosso petrolifero dal ministero dell'Economia, è sposata con l'avvocato Aldo Bottini, giuslavorista di fama internazionale che da molti anni lavora con il gruppo di San Donato.

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Meloni: «La sinistra vuole la patrimoniale, noi ridurre le tasse»
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier a Confcommercio: «Altri tagli per il ceto medio». Ok in cdm alle nuove norme per un’IA a servizio dell’uomo.

«L’Italia non è la repubblica delle banane». Non le manda a dire il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’assemblea di Confcommercio che si è tenuta ieri all’auditorium della Conciliazione di Roma. «Qui si rispettano le regole: come ricordava il presidente Sangalli, non c’è mercato senza regole, e senza regole non ci sono imprese sane e non c’è crescita».

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Edicola Verità | la rassegna stampa dell'11 giugno

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast dell'11 giugno con Carlo Cambi

La nuova guerra iniziata da Teheran è quella di logoramento verso Trump
(Ansa)
Ancora nulla di fatto nei negoziati. Il tycoon, che minaccia ulteriori raid, inveisce: «L’Iran fa il bullo, vuole farci fessi». Il capo della Casa Bianca e Netanyahu allineati sugli ultimi attacchi contro il regime.

Torna a traballare il processo diplomatico tra Washington e Teheran. Ieri mattina, gli Stati Uniti hanno effettuato alcuni attacchi contro l’Iran come ritorsione all’abbattimento di un elicottero statunitense da parte del regime khomeinista. I pasdaran, per reazione, hanno usato dei droni contro la Quinta flotta americana in Bahrein per poi lanciare missili ai danni delle basi di Washington presenti in Giordania e Kuwait.

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La sanità sarà a pagamento per gli italiani all’estero. I clandestini? Tutto gratis
Imagoeconomica

I connazionali emigrati sborseranno 2.000 euro l’anno per potersi curare in un ospedale della penisola. Ci può stare dato che non versano qui le tasse. Però è ingiusto che i migranti siano assistiti per ogni cosa.

Gli italiani residenti in un Paese extra Ue dovranno pagare duemila euro l’anno nel caso decidano di tornare per farsi curare in un ospedale della penisola. Invece i clandestini che non dovrebbero soggiornare in Italia e andrebbero espulsi potranno continuare a beneficiare del Servizio sanitario nazionale gratuitamente. È uno dei paradossi dell’accoglienza, conseguenza di quell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo, garantendo cure a spese dei contribuenti a chiunque sia ritenuto indigente.

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Le Firme

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