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«L’Italia torni ad avere un ruolo centrale all’estero. A partire dalla mediazione tra Armenia e Azerbaigian»

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«L’Italia torni ad avere un ruolo centrale all’estero. A partire dalla mediazione tra Armenia e Azerbaigian»
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Il senatore della Lega e capogruppo in commissione Affari esteri, Tony Iwobi, fa il punto: «L'unica soluzione per risolvere il conflitto del Nagorno Karabakh è il dialogo e noi dobbiamo esserne i promotori. Non commettiamo gli errori fatti in Libia. O torniamo a essere protagonisti a livello geopolitico mondiale oppure, mi spiace dirlo, sembra che qualcuno stia svendendo deliberatamente l'Italia all'avanzata di Paesi assetati di espansionismo come la Turchia».

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Minori spronati ​​a farsi certificare l’autismo
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Un rapporto del servizio sanitario britannico rileva un aumento record di riconoscimenti, specialmente tra i giovani. Ma i dati sulla prevalenza di base dei sintomi restano stabili. Si rischia la medicalizzazione di massa ai danni di chi ha bisogno di cure.

Il rischio è che, come sempre accade, si finisca per passare da un estremo all’altro, cioè da una totale disattenzione a una sensibilità eccessiva alimentata dalle ragioni sbagliate che giunge inevitabilmente a esiti negativi.

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Pignatone e «la figlia del clan» che fu «costretta a collaborare»
Il libro del giornalista Danilo Chirico racconta la storia di Giusy Pesce, nata e cresciuta nella ‘ndrangheta. Arrestata, decise di voltare pagina. Dopo 30 anni rivela le pressioni, anche giudiziarie, e la vita sotto copertura.

L’ultimo incontro con la magistrata Cerreti è a Roma l’11 aprile, come sempre, in una caserma dei carabinieri. Quel giorno Giusy viene posta davanti a un bivio: dentro o fuori. Deve decidere se firmare o non firmare il verbale di fine collaborazione, quello che viene sottoscritto al termine dei centottanta giorni che i pentiti hanno a disposizione per raccontare tutto quello che sanno.

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«Illegittimi i rincari del canone di Netflix»
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Accolta l’azione del Movimento consumatori. Annullate le clausole che avevano permesso l’aumento degli abbonamenti. Gli utenti potranno ottenere le somme indebitamente pagate e forse anche un indennizzo. Il colosso: «Faremo ricorso».

Prima abbonamenti promo, poi rincari o meglio modifiche all’abbonamento. Quanto vissuto dagli utenti di Netflix Italia, negli ultimi anni, era solo uno dei tanti leit motiv dello streaming. Ma, adesso, una sentenza del Tribunale mette nero su bianco che quegli aumenti erano totalmente «illegittimi». Una pillola difficile da mandare giù per l’azienda dopo la decisione del Tribunale di Roma che ha accolto il ricorso presentato da Movimento consumatori. I giudici hanno accertato la vessatorietà, e quindi la nullità, delle clausole che consentivano la modifica del prezzo degli abbonamenti e di altre condizioni contrattuali dal 2017 a gennaio 2024.

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I pedaggi voluti dal Parlamento sciita si riscuotono in yuan o, meglio, in stablecoin. Eludendo i circuiti occidentali. Un deputato alla «Verità»: «Ci lavoriamo da tempo».

Il passaggio dallo Stretto di Hormuz è stato trasformato dalle Guardie della Rivoluzione iraniane (Irgc) in un checkpoint a pagamento, dove le navi devono presentare una documentazione per ottenere il permesso di transito. Dopo un’attenta verifica, anche geopolitica, il naviglio ottiene il passaggio dietro pagamento in yuan cinesi o in stablecoin, una delle criptovalute più stabili presenti sul mercato.

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