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Le baby gang africane ora vanno all’assalto dei laghi del Trentino

Le baby gang africane ora vanno all’assalto dei laghi del Trentino
La spiaggia sul lago di Levico in Trentino (Getty Images)
  • Ragazzi tra i 13 e 15 anni, ubriachi o sotto l’effetto di droghe, protagonisti di pestaggi, furti e anche atti di pirateria con barche.
  • Arrivano da Kiev ragazzi e famiglie al di fuori dei canali d’accoglienza e si registrano per soggiornare nelle zone di mare. Ora la Regione Abruzzo chiude le porte: basta nuovi arrivi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Ursula leva i dazi e spalanca le porte alle auto elettriche made in Cina
Ansa
Per evitare le tariffe a Pechino basterà un impegno sui prezzi minimi, che resteranno più concorrenziali dei nostri in ogni caso. E si incentiva persino la creazione di nuove fabbriche del Dragone sul continente.

Appena terminato un terribile 2025 per l’industria automobilistica europea, ecco che le quinte colonne attive a Bruxelles tornano a farsi vive. La Commissione europea ha pubblicato ieri uno scarno testo di quattro paginette anonime, ben nascosto tra le pieghe del suo elefantiaco sito web, dal titolo «Documento di orientamento per la presentazione di offerte di impegno sui prezzi».

L’atto fa parte del procedimento di indagine anti-sovvenzioni sulle auto elettriche provenienti dalla Cina, avviato nell’autunno 2023 e chiuso un anno dopo con l’imposizione di dazi tra il 7,8% e il 35,3% sulle auto cinesi importate. In questo periodo sono proseguiti i negoziati tra il commissario europeo per il Commercio Maros Sefcovic e il ministro del Commercio cinese Wang Wentao, poiché ovviamente Pechino sta cercando di evitare che i dazi restino in vigore.

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Le voci di negozianti e frequentatori della zona. Intanto ci sono altri due fermati per la violenta aggressione subita da un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy l'altra sera nei pressi della stazione Termini a Roma. Si tratta di altri due cittadini tunisini bloccati dalla polizia dopo aver messo a segno lo scippo di un cellulare in zona Ostiense: un ventenne con precedenti per furto, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e un ventunenne irregolare sul territorio italiano.

Già pronto un accordo-beffa tra Ue e India
Friedrich Merz e Nerendra Modi (Ansa)
Friedrich Merz vede Nerendra Modi e auspica la firma dell’accordo di libero scambio il 27 gennaio. Secondo uno studio di Bruxelles nel migliore dei casi il Pil europeo salirà dello 0,2%, quello indiano dell’1%. Altra mazzata in arrivo per gli agricoltori, guai pure per il tessile.

Sabato prossimo Ursula von der Leyen sarà ad Asunciòn, capitale del Paraguay, per festeggiare l’approvazione lampo da parte della maggioranza degli ambasciatori Ue dell’accordo di libero scambio coi Paesi del Mercosur, ovvero dazi quasi azzerati tra la Ue e Argentina, Brasile, Uruguay e appunto Paraguay. Il 27 gennaio, giorno della Memoria, lo ricorderemo forse per un’altra fregatura in arrivo: la firma dell’accordo commerciale, anche in questo a tariffe commerciali quasi eliminate, tra l’Unione Europea e l’India. O almeno così auspica il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che in conferenza stampa con il premier Nerendra Modi ad Ahmedabad, in India, ha messo fretta alle istituzioni europee. «Possiamo usare questa chance e non vogliamo lasciarla inutilizzata», ha sottolineato spiegando che l'accordo raggiunto sul Mercosur è un «segnale incoraggiante». La Germania ha fretta. Ha bisogno di trovare più mercati dove esportare, in risposta ai dazi Usa. A costo di distruggere ulteriormente la produzione del Vecchio continente. Già perché se il Mercosur farà male agli agricoltori, l’accordo di libero scambio con l’India rischia di dare una mazzata al tessile-abbigliamento oltre che agli stessi contadini europei. E a dirlo non è qualche sovranista, bensì la stessa Commissione Ue.

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(Ansa)

È atterrato a Ciampino l’aereo partito da Caracas che ha riportato in Italia Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati ieri dopo oltre 14 mesi di detenzione in Venezuela. Ad accoglierli c’erano il premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. A bordo anche il direttore dell’Aise, Giovanni Caravelli, che si era recato nella capitale sudamericana: una presenza che conferma il ruolo svolto dall’intelligence nelle lunghe trattative per riportare a casa i due italiani.

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