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«L'Azerbaigian non ha aggredito l'Armenia»

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«L'Azerbaigian non ha aggredito l'Armenia»
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Pubblichiamo la lettera dell'onorevole Azer Karimli, membro del Parlamento della Repubblica dell'Azerbaigian, in merito agli scontri avvenuti lo scorso 12 luglio.

Egregio Direttore,

Invio questa mia nota in risposta alla lettera del deputato del Parlamento dell'Armenia e presidente dell'Intergruppo parlamentare di amicizia Armenia-Italia, Maria Karapetyan, pubblicata il 6 agosto, che dimostra chiaramente come la parte armena distorca intenzionalmente la verità sui fatti avvenuti.

Il Ministro della Difesa della Repubblica dell'Azerbaigian, Zakir Hasanov, durante la sua intervista al canale CBC, ha parlato di questioni relative agli incarichi di sua competenza e queste questioni non hanno nulla a che fare con le operazioni militari avvenute nel mese di luglio. Il Ministro ha affermato che gli armeni si sono ritirati dalla linea di contatto, instaurando dei sistemi di sorveglianza, e hanno evacuato le zone delle abitazione adiacenti alla linea di contatto degli eserciti, per poter commettere provocazioni contro le unità dell'esercito e le abitazioni dell'Azerbaigian.

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Alla vigilia del ritorno del Ring di Wagner al Teatro alla Scala, Marco Targa, presidente dell’Associazione Wagneriana Milano, ci introduce nel mondo di uno dei compositori che più hanno influenzato la cultura dei nostri giorni, dal cinema alla letteratura

Un portavoce della Commissione smentisce i progressisti. Forza Italia in visita: «Centri ordinati e assolutamente civili».

Il protocollo Italia Albania è in linea con le regole comunitarie. A dirlo è la Commissione europea, in barba a tutte le sentenze che in questi lunghi mesi hanno provato a fermare l’azione del governo. Il portavoce dell’esecutivo Ue, Markus Lammert, durante un briefing con la stampa a Bruxelles ha infatti spiegato che «in linea di principio, il modo in cui il protocollo Italia-Albania viene attuato è in linea con il diritto Ue».

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Forteto, mai puniti pure i sodali dell’Epstein italiano
Rodolfo Fiesoli (Ansa)
La dinamica presenta notevoli somiglianze: l’ideatore del Forteto, Rodolfo Fiesoli, dopo una prima condanna nel 1985 per abusi sui minori, continuò ad agire indisturbato e a molestare fino al 2010. E come il miliardario americano, era coperto da una vasta rete di potenti.

Se si osserva con attenzione, si nota che il mostruoso caso di Jeffrey Epstein presenta notevoli somiglianze con una storia italiana altrettanto e forse per certi versi persino più spaventosa. È la vicenda del Forteto, la comunità di Vicchio, in provincia di Firenze, in cui venivano inviati minorenni tolti alle famiglie o problematici che invece di essere seguiti e curati venivano vessati e abusati. Tre sentenze in momenti diversi hanno dimostrato che il Forteto non era una comunità e nemmeno una struttura protetta, non lo era per la verità nemmeno formalmente.

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