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La Lagarde ci tiene a stecchetto ma prende 2.000 euro al giorno

La Lagarde ci tiene a stecchetto ma prende 2.000 euro al giorno
Christine Lagarde (Ansa)
Il «Financial Times» smaschera la presidente della Banca centrale, che voleva tener bassi i salari dei cittadini per non far salire l’inflazione. Lei intanto si gonfiava gli emolumenti, fino a incassare 4 volte il capo della Fed.

I salari sono la bestia nera di Christine Lagarde. Fosse per lei non li aumenterebbe mai, ma anzi li abbasserebbe con la scusa di tenere sotto controllo l’inflazione. Ovviamente, quando si parla di salario si intende quello degli altri, non certo il suo, perché la busta paga personale della capa della Bce è assai più generosa, al punto da arrivare a incassare il quadruplo del governatore della Federal reserve americana, Jay Powell. A fare i conti in tasca alla presidente della Banca centrale europea è stato il Financial Times, che con un’inchiesta pubblicata ieri ha rivelato che lo stipendio di Lagarde è superiore di oltre il 50% rispetto a quanto dichiarato ufficialmente. Secondo i calcoli del quotidiano britannico, infatti, la numero uno dell’autorità monetaria dell’Unione nel 2024 ha potuto contare su diversi benefit e remunerazioni aggiuntive che le hanno fatto raggiungere quota 726.000 euro, molti di più dei 466.000 dichiarati ufficialmente come stipendio base nella relazione della Bce: praticamente, fanno 2.000 euro al giorno.

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Come difendersi dal monossido, il gas inodore che ti toglie l’ossigeno
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Si tende a pensare che l’unico problema del freddo invernale sia la bassa temperatura e che, di conseguenza, ogni volta che si accende il riscaldamento l’unico problema possibile sia risolto. Ahinoi, così non è. Possono esserci anche problemi a causa del riscaldamento, invece, problemi derivanti dal monossido di carbonio, la cui inalazione dipende sovente da un riscaldamento difettoso.

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«Toga non mangia toga». Vogliono farci credere che la riforma Nordio sia un attentato all'indipendenza della magistratura, ma la realtà è molto più concreta. Il vero scontro non è sulla libertà, ma sull'impunità.

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Viaggiare nell’Europa di mezzo significa andare oltre le capitali e i percorsi turistici consolidati. Tra Germania centrale, Moravia, Transilvania e Baltico interno, il viaggio diventa osservazione lenta e concreta di città, villaggi e regioni autentiche, fuori dai cliché.

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Da un film censurato, migliaia di conversioni
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